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Sommario tesi di laurea: che cos’è e come si scrive

Sei alla ricerca di informazioni su come realizzare un sommario tesi di laurea?

Se il tanto agognato momento della laurea si avvicina, non hai molto tempo da perdere. Ma non preoccuparti: in questo articolo troverai tutte le informazioni utili che ti servono per realizzare un sommario e un indice tesi come si deve.

Partiremo innanzitutto dalla differenza che esiste tra sommario e indice. Andando a vedere anche più in generale come queste parti fondamentali del documento finale di laurea vanno ad incastonarsi all’interno dell’elaborato complessivo.

Entrando poi nel merito di come si realizza un indice tesi di laurea triennale, specialistica o altro. Tesi sperimentale o compilativa che sia.

Hai voglia di saperne di più? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito a vedere tutto ciò che c’è da sapere riguardo il sommario tesi di laurea.

Come scrivere una tesi: indice e sommario

Nei paragrafi che seguono, andremo dunque a capire non solo cos’è un sommario tesi di laurea, ma anche come realizzarlo e renderlo coerente con il resto dell’elaborato. A partire dalle definizioni e i distinguo, fino all’esempio indice tesi vero e proprio.

Sommario: significato e differenza con l’indice

Generalmente i termini indice e sommario tesi vengono confusi tra loro. Questo è dovuto al fatto che sicuramente presentano delle analogie evidenti, anche se in verità può trattarsi di sezioni ben distinte.

In generale, possiamo affermare che per indice si intende un elenco ordinato e numerato delle varie parti di cui è composto un libro. Ecco perché è fondamentale che, nell’impaginazione, esso venga collocato all’inizio, in modo che da lì si possa poi andare a cercare, all’interno del testo, la pagina del capitolo che interessa. Il sommario, invece, è un breve riassunto o indice argomenti trattati in un libro o in una rivista. Motivo per il quale esso può essere posto alla fine del libro o di un singolo capitolo.

Per essere ancora più precisi, citiamo la definizione di Indice che compare sul vocabolario Treccani. Nella quale, leggiamo:

«Nei libri, elenco dei titoli che distinguono le varie parti in cui l’opera è suddivisa o dei titoli dei brani, dei componimenti poetici che vi sono raccolti, talora soltanto della numerazione progressiva dei capitoli, disposti nell’ordine di successione con indicata a lato la pagina in cui si trovano».

E per par condicio, ecco anche la definizione di Sommario, tratta dalla medesima fonte:

«Brevissimo riassunto, in forma di indice o anche di esposizione compendiosa, degli argomenti trattati in un’opera, in una rivista o periodico, in un articolo, in un capitolo, per lo più messo in principio dell’opera o della parte che interessa, meno spesso in fine, talvolta anche in margine al testo».

Altra cosa ancora è l’abstract, che è un riassunto chiaro e preciso del lavoro svolto e del contenuto della tua tesi.

Indice tesi di laurea: esempio

Adesso hai più chiaro cos’è un sommario tesi di laurea e la differenza con l’indice?

Allora devi anche sapere che solitamente ad essere più richiesto in una tesi è l’indice vero e proprio. A scanso di equivoci, dunque, è sempre opportuno concordare e chiarire con il tuo relatore la struttura esatta di cui dotare il tuo lavoro.

A questo punto, ti starai probabilmente chiedendo: ma come scrivere e ordinare concretamente questo indice?

Iniziamo col cercare di individuare dove posizionarlo. Come detto, l’ideale è all’inizio. Questo perché, seppur in alcuni casi (specialmente in caso di indice tesi sperimentale) si pensa sia meglio posizionarlo alla fine del documento. Una tale soluzione, però, in genere è sconsigliata in quanto scorretta, perché non aiuta il lettore ad orientarsi nella lettura, che è il motivo principale per cui esiste l’indice.

Motivo per il quale è preferibile posizionarlo prima dell’introduzione tesi, subito dopo il frontespizio Word (se realizzato con il noto programma di videoscrittura).

Per quanto riguarda lo stile di scrittura vera e propria di un modello indice tesi Word si consiglia di utilizzare lo stile di scrittura “Titolo 1” per distinguere ogni capitolo. Gli eventuali sottoparagrafi all’interno dei capitoli, vanno invece scritti utilizzando (a seconda della profondità della scaletta) utilizzando gli stili “Titolo 2”, “Titolo 3” e via dicendo.

Indice tesi di laurea fac simile

Fatto tesoro di quanto detto e passando alla formattazione, l’esempio da seguire per redigere il sommario tesi di laurea perfetto, o meglio l’indice, è il seguente:

Capitolo I Titolo capitolo (pag. 3)

1.1. Titolo primo paragrafo (pag. 5)

1.2. Titolo secondo paragrafo (pag. 10)

1.2.1. Titolo primo sotto-paragrafo (pag. 13)

Capitolo II Titolo secondo capitolo (pag. 18)

2.1. Titolo primo paragrafo (pag. 22)

2.1.1 Titolo primo sotto-paragrafo (pag.  26)

2.1.2 Titolo secondo sotto-paragrafo (pag. 30)

2.2. Titolo secondo paragrafo (pag. 38)

Capitolo II Titolo secondo capitolo (pag. 40)

3.1. Titolo primo paragrafo (pag. 43)

3.1.1 Titolo primo sotto-paragrafo (pag.  45)

3.1.2 Titolo secondo sotto-paragrafo (pag. 50)

3.2. Titolo secondo paragrafo (pag. 53).

E con questo si conclude la guida Unicusano su cosa cosa e come si scrivono l’indice e il sommario tesi di laurea. Non ci rimane che augurarti buono studio e attendere le congratulazioni per la discussione del tuo lavoro ed il coronamento dei tuoi studi.

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Metodo induttivo e deduttivo: definizione e caratteristiche

Conosci la differenza tra metodo induttivo e deduttivo?

Specialmente sei uno studente, o meglio ancora un ricercatore, faresti bene a conoscerla, perché potrebbe darti una grossa mano. Per scrivere un progetto di ricerca oppure una tesi sperimentale.

Ma si tratta di nozioni che possono facilitarti anche nel mondo delle professioni o nella vita in generale in diverse situazioni. Possono tornare utili per redigere una relazione tecnica illustrativa o semplicemente per risolvere un rompicapo.

Insomma: i campi di applicazioni sono tanti, dal metodo induttivo e deduttivo nello sport all’insegnamento, dall’economia politica alla geometria, e non si possono racchiudere tutti in un solo paragrafo. Per questo abbiamo deciso di dedicare un’intera guida a questo tema.

Curioso di saperne di più? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito al punto. Buona lettura.

Ragionamento induttivo e deduttivo: metodi a confronto

Come saprai o avrai capito, esistono due tipi di ragionamento. Metodo deduttivo e induttivo rappresentano approcci contrapposti ad un problema e alla sua risoluzione. Uno procede dall’universale al particolare e l’altro viceversa. Andiamo a scoprirli più nel dettaglio nei paragrafi che seguono.

Ragionamento deduttivo

Il metodo deduttivo, dunque, altro non è che quello che procede per deduzione.

Sul vocabolario Treccani, alla voce deduzione significato, si legge quanto segue.

«L’atto o il processo tramite il quale si perviene a una conclusione mediante ragionamento. In particolare:

  1. In filosofia e in matematica, il processo logico nel quale, date certe premesse e certe regole che ne garantiscono la correttezza, una conclusione consegue come logicamente necessaria: in questo senso sono forme di deduzione il sillogismo e la dimostrazione matematica; Generalmente usato in contrapposizione a induzione, il termine è anche definito (impropriamente, per taluno) come il ragionamento che giunge a proposizioni particolari partendo da proposizioni generali.
  2. In logica matematica, l’operazione (detta anche derivazione o dimostrazione) con la quale, in un sistema deduttivo, si ottiene una certa espressione da un dato assioma attraverso un numero finito di altre espressioni, tutte facenti parte dello stesso sistema.

La proposizione stessa dedotta, la verità o il giudizio che si deduce da una proposizione più generale o che si desume da un complesso di dati».

Non a caso, il termine significa letteralmente “condurre da”, dal latino “de” (da) e “ducere” (condurre) e in alcune circostanze viene chiamato anche metodo ipotetico deduttivo. Inoltre è conosciuto anche come aristotelico.

Ragionamento induttivo

Il metodo induttivo, invece, deriva dal latino in-ducere, cioè letteralmente “portar dentro”.

Facendo ancora riferimento alla definizione Treccani, ecco cosa troviamo alla voce induzione (o induttivo significato).

«Procedimento logico, opposto a quello della deduzione, per cui dall’osservazione di casi particolari si sale ad affermazioni universali (o, nella statistica, alla formulazione delle regolarità statistiche): ragionareargomentaredimostrare per induzione.

Nelle scienze sperimentali, induzione empirica o incompleta, l’enunciazione di una legge valida in generale soltanto sulla base di una successione finita di osservazioni, nel presupposto che siano validi certi caratteri di regolarità nel fenomeno studiato».

In sintesi, possiamo dunque affermare che si tratta un procedimento che partendo da singoli casi particolari cerca di stabilire una legge universale.

Altra cosa è l’induzione psicologica, ovvero l’atto di agire con la persuasione o in altro modo sulla volontà di una persona, spingendola a compiere determinati atti.

Per quanto riguarda invece il metodo induttivo in matematica esso non ha alcun valore dimostrativo, ma al più può suggerire direzioni di ricerca o congetture che comunque dovranno essere dimostrate per via deduttiva.

Il metodo induttivo-sperimentale di Galileo

Metodi e ragionamenti contrapposti dunque, ma non per forza esclusivi. Ne è la dimostrazione Galileo Galilei. Egli infatti, vissuto tra il 1564 e il 1642, continuò ad utilizzare il metodo deduttivo aristotelico accanto al nuovo metodo induttivo-sperimentale.

Come? Semplicemente distinguendo tra una prima fase, nella quale ricavare induttivamente la legge, e un secondo momento nel quale ricavare da essa, deduttivamente, tutte le possibili conseguenze.

Volendo essere ancora più specifici, secondo il metodo induttivo e deduttivo Galileo, per giungere ad una legge fisica bisogna passare per quattro passaggi:

  1. Osservazione del fenomeno
  2. Ipotesi interpretativa
  3. Deduzioni
  4. Esperimento

Da qui si evince l’utilizzo di un metodo induttivo nelle prime due fasi e deduttivo nelle restanti due.

Et voilà: quello proposto da Galilei è in realtà un procedimento induttivo-deduttivo allo stesso tempo e in maniera complementare.

Metodo induttivo: insegnamento

Andiamo adesso ad analizzare la differenza del metodo induttivo e deduttivo nell’insegnamento. Utili anche per l’apprendimento nelle scuole calcio o nello sport in generale.

Iniziamo con il percorso deduttivo, che è particolarmente indicato per l’insegnamento a neofiti o adulti con esperienza. Esso è molto comprensibile nella parte iniziale e favorisce l’apprendimento dei concetti nelle fasi successive nel lungo termine. Le fasi principali che lo contraddistinguono sono quattro:

  1. Esaminare un caso particolare o una situazione specifica;
  2. Coinvolgere i partecipanti nelle riflessioni;
  3. Illustrare i concetti più generali;
  4. Trarre le conseguenze.

Ma andiamo a conoscere, nel prossimo paragrafo, anche l’applicazione dell’altro metodo in questo delicato settore.

Il metodo deduttivo nella didattica

ragionamento deduttivoIl percorso deduttivo nell’insegnamento si basa su lezioni brevi e sulla formulazione di definizioni esposte attraverso un linguaggio tecnico. Essa potrebbe risultare inizialmente poco comprensibile e tendere a infondere noia e stanchezza in un pubblico adulto. Si tratta dunque di una formazione più adatta ad addetti ai lavori o a giovani con poca esperienza, ma buona elasticità mentale e quindi spiccata logica deduttiva.

Anche questo tipo di percorso didattico si sviluppa su quattro fasi fondamentali, che consistono nell’illustrare:

  1. La premessa e le ipotesi che stanno alla base del percorso;
  2. I principi generali su cui si basa la parte teorica;
  3. Gli argomenti teorici;
  4. Le conseguenze pratiche con esempi concreti.

Deduzione e induzione nell’economia politica

A questo punto è opportuno distinguere anche tra metodo induttivo e deduttivo in economia politica.

Come ormai sappiamo, con il metodo deduttivo si parte da un’ipotesi generale per giungere, attraverso deduzioni logiche, a formulare una legge. Questo vale anche nel campo della politica economica.

Se ad esempio vuoi scoprire le conseguenze sull’acquisto di un determinato prodotto al variare del reddito pro-capite, puoi:

  1. Ipotizzare che il consumo dei beni aumenti con l’aumento del reddito pro-capite;
  2. Essendo il prodotto un bene, dedurre che il suo acquisto aumenta all’aumentare del reddito pro-capite;
  3. Formulare una legge economica attraverso la serie di deduzioni logiche che ti hanno portano da un’affermazione generale ad una particolare.

Se invece utilizzassi il metodo induttivo partiresti dallo studio della realtà, analizzando un elevato numero di casi, verificando il comportamento di un campione di consumatori elaborandone una statistica e verificando un’effettiva relazione tra le due variabili.

In poche parole arriveresti ad una conclusione di carattere generale partendo dall’esame del particolare, non basandoti sulla logica mentale ma sullo studio dei fenomeni economici.

Ovviamente ogni situazione, in base anche alla propria complessità,va approcciata con un sistema piuttosto che con l’altro.

E con questo si conclude la guida Unicusano sul metodo induttivo e deduttivo, adesso sarai certamente in grado di applicare la prassi migliore per affrontare risolvere ogni tipo di problematica: dalle scienze all’insegnamento, dallo sport all’economia. Oppure puoi fare come Galileo Galilei e inventarti il tuo metodo ibrido su misura. L’importante è non tirarsi mai indietro e trovare sempre la soluzione migliore.

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Poeti americani: 10 personalità da leggere assolutamente

Stai cercando poeti americani da leggere? 

Se sei un’amante della lettura in versi e rime, appassionato della cultura d’oltreoceano, stai leggendo l’articolo giusto.

In questa guida, infatti, ti condurremo al cuore della letteratura americana, alla scoperta degli scrittori famosi ed emergenti del panorama a stelle e strisce.

Gli autori americani che hanno scritto le più belle poesie d’amore, le frasi famose sul lavoro più citate, i libri e le raccolte più affascinanti nella storia della narrativa americana.

Insomma, non ci faremo mancare proprio nulla. Se sei curioso di saperne di più, non perderti i prossimi paragrafi, perché andremo a conoscere uno per uno i maggiori autori moderni, i poeti americani contemporanei e gli scrittori emergenti made in U.S.A.

Storia e identikit del poeta americano famoso

Quando parliamo di storia dei poeti americani, facciamo riferimento ad una tradizione letteraria che affonda le proprie radici nel periodo coloniale, ovvero tra il 1607 e il 1810, che attraversa il periodo romantico fino al 1865 e che sfocia nel periodo realista conclusosi intorno al 1950. Fino alla nuova poesia dei giorni nostri. Ispirandoci a questa cesura, abbiamo riservato ad ognuna di queste fasi storiche un paragrafo dedicato. Inoltre abbiamo scelto dieci scrittori americani da leggere assolutamente, in modo da comporre una lista rappresentativa di tutte le epoche.

I poeti dell’America coloniale

La poesia nell’America coloniale si sviluppa principalmente come forma di espressione della fede puritana in New England, in particolare sottoforma di inni e ballate religiose.

Due sono stati i principali poeti americani dell’età coloniale:

  1. Anne Bradstreet, nota come la prima poetessa d’America. «Se non avessimo l’inverno, la primavera non sarebbe così piacevole; se qualche volta non provassimo le avversità, la prosperità non sarebbe così gradita», recita uno dei suoi versi più famosi;
  2. Edward Taylor, pastore e poeta metafisico.

In una poesia rivolta al marito, la puritana Anne Dudley (questo il cognome da nubile della Bradstreet) scrive:

«Ho in pregio l’amor tuo più che miniere d’oro o di tutte le ricchezze che l’Oriente possiede.

L’amor mio è tale che non lo spengono i fiumi, né tu mi devi altra ricompensa che amore».

Per quanto riguarda Taylor, invece, curioso il fatto che in vita non abbia mai autorizzato la pubblicazione dei suoi scritti. La maggior parte di esse saranno pubblicate postume. Una parte, addirittura, solo nel 1937, ovvero 208 anni dopo la sua morte. Solo da allora, dunque, possiamo annoverarle tra le poesie americane famose.

Poeti moderni: i romantici

Tra i maggiori poeti americani dell’800 del periodo romantico spicca Edgar Allan Poe, uno degli scrittori statunitensi più influenti della storia, nonché uno dei padri del racconto poliziesco, della letteratura dell’orrore e del giallo psicologico.

La sua formazione e il suo stile si rifanno alla cultura romantica europea e tendono verso una nuova estetica della poesia, distaccata dal moralismo americano. Sostenitore della composizione breve, al centro dei sui scritti ci sono il subconscio e il linguaggio figurato, la morte e il simbolismo minaccioso, ma anche un romanticismo a volte malato e ossessivo.

Non a caso Poe è considerato il capostipite degli scrittori americani famosi alienati, che hanno vissuto una vita di eccessi e in continua lotta con problemi finanziari, di alcolismo e droga, in perenne polemica con pubblico e critica. Ecco come egli stesso descriveva la sua situazione in una lettera dell’11 settembre 1835 inviata a John Pendleton Kennedy, politico e scrittore statunitense nonché uno dei suoi pochi ammiratori:

«Sono in uno stato depressivo spirituale mai fino a ora avvertito. Mi sforzo invano sotto questa malinconia e credetemi, quando Vi dico che malgrado il miglioramento della mia condizione mi vedo sempre miserabile. Consolatemi Voi che lo potete e abbiate di me pietà perché io soffro in questa depressione di spirito che se prolungata, mi rovinerà».

Ma oltre a Poe, altri due poeti americani hanno segnato la storia dell’Ottocento, a cavallo tra il periodo romantico e quello realista:

  1. Emily Dickinson. Considerata dai più come la migliore poetessa americana, in particolare per la lirica. Precorritrice di gusti più moderni, autrice dal linguaggio semplice e brillante e innamorata della natura;
  2. Walt Whitman. Un altro poeta americano fuori dagli schemi, ma molto legato alle cose familiari e per la sua terra.

Poeti contemporanei: il periodo realista

poeti moderniEd eccoci giunti al XX secolo. Fin qui abbiamo già svelato metà dei dieci nomi di personalità da leggere assolutamente. Dopo Anne Bradstreet, Edward Taylor, Edgar Allan Poe, Emily Dickinson e Walt Whitman, andremo a conoscere i migliori poeti americani del novecento.

Iniziamo da Francis Scott Fitzgerald: poeta, autore di romanzi e racconti, considerato uno fra i maggiori autori della cosiddetta età del jazz. Fritzgerald iniziò come apprendista scrittore dilettante pubblicando poesie e brevi racconti sul “Newman News”. Difficile da catalogare sotto un genere specifico unico, rappresenta insieme al Premio Pulitzer 1953 Ernest Hemingway i poetai della generazione perduta del dopoguerra.

Proprio Hemingway è il settimo nome della nostra top ten, ma non certo per ordine di importanza. Si tratta infatti di uno dei poeti americani più grandi di sempre, vincitore anche del Premio Nobel per la letteratura nel 1954.

Ma per completano la nostra carrellata di poeti famosi del 900 mancano ancora un poeta contro l’usura che ha trascorso la maggior parte della sua vita in Italia e un Charles poeta e saggista americano davvero “dannato”. Siamo parlando di:

  1. Ezra Pound. Strenuo sostenitore che la figura del poeta non debba estraniarsi dall’osservazione della realtà e del tempo in cui vive, non si sottrae dall’intervenire nel conflitto tra economia e finanza, dedicando larga parte delle sue poesie alla riflessione sul tema;
  2. Charles Bukowsi. Considerato uno dei massimi esponenti del realismo sporco, è autore di migliaia di poesie ispirate al suo rapporto con l’alcol, la promiscuità sessuale e le sue difficili relazioni con gli altri.

Con loro siamo giunti a quota nove poeti americani da non perdere. A questo punto manca solo la ciliegina sulla torta. Scopriamola nell’ultimo paragrafo.

Poeti emergenti americani

Non solo poeti famosi che hanno fatto la storia, ma anche nuovi poeti americani. Per quest’ultima categoria abbiamo scelto Louise Glück, vincitrice del prestigioso premio letterario National Book Award nel 2014.

Per chiuedere, abbiamo pensato di citarti una delle poesie d’amore americane più belle degli ultimi tempi. Scritta proprio dalla Glück. Il suo titolo è “Legge non scritta”. Eccola:

«Interessante come ci innamoriamo:
nel mio caso, in modo assoluto.
In modo assoluto e, ahimè, spesso –
così era nella mia gioventù.
E sempre con uomini piuttosto giovanili –
immaturi, imbronciati, o che prendono timidamente a calci foglie morte:
alla maniera di Balanchine.
Né li vedevo come ripetizioni della stessa cosa.
Io, con il mio inflessibile platonismo,
il mio fiero vedere solo una cosa alla volta:
ho decretato contro l’articolo indefinito.
Eppure, gli errori della mia gioventù
mi rendevano senza speranza, perché si ripetevano
come è di solito vero.
Ma in te sentii qualcosa oltre l’archetipo –
una vera espansività, un’esuberanza e amore della terra
profondamente estranei alla mia natura. A mio merito,
benedissi la mia buona fortuna per te.
La benedissi in modo assoluto, alla maniera di quegli anni.
E tu nella tua saggezza e crudeltà
mi hai gradualmente insegnato l’assenza di senso di quel termine».

Tratta da Nuovi poeti americani (Einaudi, 2006), trad. it. E. Biagini.

E con questo si conclude la nostra guida sui poeti americani dall’età coloniale ad oggi. Non ci rimane che augurarti buona lettura.

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Relazione tecnica illustrativa: che cos’è e come si scrive

Stai cercando informazioni su cos’è una relazione tecnica illustrativa o come realizzarla?

Innanzitutto devi sapere che è una parte fondamentale di come scrivere un progetto. Ma anche che ne avrai spesso a che fare nei tuoi studi e nella tua carriera lavorativa, specialmente in determinati settori.

Si tratta di documentazioni delicate e complesse, ma per capire come fare a produrle non servono libri di fantascienza, basta leggere questo articolo per saperne di più.

In questa guida, infatti, ti spiegheremo proprio come scrivere una relazione tecnica completa, con un focus sulla parte illustrativa.

Pronto ad entrare nel merito? Molto bene, allora non perdiamo tempo e iniziamo subito. Buona lettura e buona relazione.

Relazione di un progetto: parte tecnica e illustrativa

Cosa si intende per relazione illustrativa progetto e relazione tecnica? E come cambiano da un progetto preliminare a uno definitivo? Andiamo a scoprirlo insieme nei prossimi paragrafi.

Relazione progettuale: preliminare e definitiva

Per comprendere bene cosa prevede una relazione tecnica illustrativa, bisogna sapere innanzitutto cos’è un progetto. E, di conseguenza, la differenza tra un progetto preliminare e uno definitivo.

Secondo la normativa vigente in Italia, un progetto preliminare è quell’elaborato che equivale al primo livello di definizione e stesura di un progetto.

In base all’articolo 18, comma 1, del DPR 554/99, esso:

«Stabilisce i profili e le caratteristiche più significative degli elaborati dei successivi livelli di progettazione».

I documenti e gli elementi principali, di cui comunemente si compone un progetto preliminare, sono 7:

  1. Relazione illustrativa;
  2. Relazione tecnica;
  3. Studio di pre-fattibilità ambientale;
  4. Indagini geologiche, idrogeologiche ed archeologiche preliminari;
  5. Planimetria generale e schemi grafici;
  6. Indicazioni e disposizioni per la stesura dei piani di sicurezza;
  7. Calcolo sommario della spesa.

Quando parliamo di progetto definitivo, invece, facciamo riferimento alla seconda fase in cui è generalmente suddivisa la stesura di un progetto, in particolare per quanto riguarda le relazioni progetti architettura e ingegneria civile, ma non solo.

Come specificato dall’articolo 24 comma 1 del DPR 207/2010, il progetto definitivo viene:

«Redatto sulla base delle indicazioni del progetto preliminare approvato e di quanto emerso in sede di eventuale conferenza dei servizi, contiene tutti gli elementi necessari ai fini dei necessari titoli abilitativi, dell’accertamento di conformità urbanistica o di altro atto equivalente».

Ma andiamo con ordine, circa ciò che ci interessa maggiormente ai fini di questo articolo. Alla luce di quanto detto, il primo argomento che tratteremo è: cos’è una relazione illustrativa di un progetto preliminare?

Relazione illustrativa progetto preliminare

In un progetto preliminare, la relazione illustrativa è quel documento che contiene:

  1. Descrizione dell’intervento;
  2. Illustrazione delle problematiche inerenti il contesto interessato dall’intervento, facendo riferimento alle possibili soluzioni e proposte;
  3. Esposizione della fattibilità dell’intervento in relazione ad eventuali vincoli di natura storica, culturale, artistica, archeologica o paesaggistica. Comprensiva di indagini geologiche, geotecniche, idrogeologiche, idrauliche e sismiche effettuate;
  4. Accertamento della disponibilità circa le aree gli immobili da utilizzare ed eventuali modalità e oneri di acquisizione;
  5. Riferimenti per la successiva redazione di un progetto definitivo;
  6. Cronoprogramma delle diverse fasi progettuali, della realizzazione e del collaudo;
  7. In che modo viene garantito l’utilizzo dei servizi preesistenti;
  8. Indicazioni sulle circostanze non risultanti dai disegni che influenzano il progetto;
  9. Aspetti funzionali delle parti di cui si compone il progetto;
  10. Sintesi delle spese, delle forme e delle fonti di finanziamento.

Questi elementi possono riguardare, ad esempio, una relazione tecnica illustrativa ristrutturazione, un progetto architettonico, un edificio residenziale per civile abitazione o un progetto casa unifamiliare, finanche le grandi opere.

Come fare una relazione tecnica

relazione tecnica progettoLa relazione tecnica di un progetto serve a spiegare in maniera dettagliata e completa come realizzare una determinata procedura. Essa può fare dunque riferimento agli studi di prima approssimazione e ai requisiti tecnici di base che caratterizzano un intervento.

Nello specifico, se parliamo di una relazione tecnica progetto architettonico, essa serve a descrivere le caratteristiche funzionali dell’opera e ad individuare le principali criticità e le soluzioni da adottare.

Nel caso di relazioni tecniche su impianti, per fare un altro esempio relazione tecnica, esse descrivono il funzionamento complessivo della parte impiantistica del progetto e delle relazioni tra questa e le altre opere civili.

Ma una relazione tecnica illustrativa specialistica può essere anche quella geologica, geotecnica, idrogeologica, idraulica o archeologica e così via.

Generalmente, la struttura di una relazione tecnica progetto comprende quattro parti fondamentali:

  1. Titolo esplicativo dell’argomento trattato;
  2. Introduzione comprensiva di una presentazione generale dell’argomento trattato, eventuali ragioni alla base della scelta del tema, obiettivi del lavoro, fasi e tempi di lavoro, persone coinvolte nel lavoro e loro ruolo;
  3. Corpo del testo che descriva in maniera estremamente chiara tutti i calcoli effettuati con eventuali formule, tabelle di calcolo o grafici;
  4. Conclusioni coerente e concisa che evidenzi possibili sviluppi, progressi e migliorie e benefici che si intende perseguire attraverso la realizzazione del progetto.

Ma andiamo adesso a vedere un fac simile di relazione tecnica illustrativa di un progetto.

Modello relazione tecnica illustrativa: esempi concreti

Ti mostreremo adesso in maniera concreta cosa inserire all’interno di una relazione tecnica illustrativa. Un modello utilizzato da diversi Comuni nell’ambito edilizio e che quindi deve contenere gli elementi descrittivi idonei a consentire la piena comprensione del progetto e la verifica del rispetto delle disposizioni normative, nonché ad illustrare il calcolo delle superfici utili lorde e la verifica degli indici urbanistici.

Nello specifico, i riferimenti che bisogna includere sono:

  1. Descrizione del sito di insediamento. Ovvero caratteri ambientali del sito, spazi pubblici, area urbana e caratteri dell’edificio;
  2. Caratteri urbanistici dell’intervento. Quindi tipo di intervento, destinazioni d’uso, modalità di attuazione, eventuale presenza di strumento urbanistico esecutivo o articolazione in lotti di intervento;
  3. Vincoli, requisiti, condizioni di intervento. Dunque tutto ciò che riguarda caratteri del paesaggio e ai valori scenografici, inserimento dell’opera nel contesto territoriale, opere di urbanizzazione, vincoli, accessibilità, preesistenze fisiche e cantiere;
  4. Caratteri compositivi ed ambientali. Obiettivi formali, spazi pubblici e privati, caratteri esterni dell’edificio;
  5. Caratteri tecnologici. Come i caratteri del paesaggio e ai valori scenografici, l’inserimento dell’opera nel contesto territoriale, le opere di urbanizzazione, i vincoli, l’accessibilità e le preesistenze fisiche;
  6. Estremi delle precedenti pratiche edilizie relative all’immobile consultate per la stesura del progetto. Ad esempio il tipo pratica edilizia, i numeri, le intestazioni o il tipo intervento;
  7. Calcolo e volumi e superfici per l’area d’intervento. Dalle varie superfici al volume della costruzione o del fabbricato, l’indice di permeabilità, numero e tipologia di piani, aree verdi o cortili, densità arborea e arbustiva, porticati, parcheggi, balconi, terrazze, impianti tecnologici, ecc.

Gli studi migliori per districarsi tra le relazioni tecniche

Prima di concludere questo nostro articolo sulla relazione tecnica illustrativa, dedichiamo un ultimo piccolo paragrafo agli studi universitari da fare per specializzarsi in queste tematiche.

La Facoltà maggiormente indicata è senza dubbio quella di Ingegneria. Tra gli indirizzi più utili e interessanti in questo senso, troviamo:

  1. Ingegneria Civile;
  2. Ingegneria Agroindustriale;
  3. Biomedica Industriale;
  4. Gestionale Industriale;
  5. Elettronica Industriale;
  6. Meccanica Industriale;
  7. Magistrale in Ingegneria Elettronica;
  8. Magistrale in Ingegneria Meccanica.

Corsi di laurea che aprono le porte ad alcuni dei master più spendibili nel mercato del lavoro, come Sistemi di gestione aziendale e di impresa, oppure Controllo e manutenzione dei processi industriali. Quest’ultimo, in particolare, si occupa anche di Ufficio Tecnico e Progettazione, installazione e avvio di impianti. Perfetto dunque per l’argomento principe di questo articolo.

E con questo siamo giunti alla conclusione della nostra guida sulla relazione tecnica illustrativa.

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Libri di fantascienza: ecco i migliori da leggere assolutamente

Sei uno studente appassionato di libri di fantascienza?

Se mentre impari come scrivere un progetto di ricerca, studi per uno dei master più spendibili nel mercato del lavoro, oppure nelle pause della stesura della tua tesi sperimentale o compilativa, senti il bisogno di evadere e ritrovarti un’atmosfera magica fatta di libri fantasy e del tuo racconto di fantascienza preferito, allora sei nel posto giusto.

In questo articolo, infatti, ti suggeriremo i migliori libri di fantascienza: dai grandi classici alle novità del momento. Una vera e propria guida per gli amanti del genere o per chi aspira a diventarne a tutti gli effetti un esperto.

Ma non è tutto: ti presenteremo anche gli scrittori più interessanti e influenti del genere, segnalandoti infine le citazioni più celebri raccolte nelle loro opere e non solo.

Curioso di saperne di più? Allora non perderti i prossimi paragrafi.

Tutto quello che devi leggere e sapere sulla fantascienza

Fatte queste doverose premesse, non ci rimane che porti una domanda: sei pronto a partire per un mondo fatto di storie mitologiche, viaggi nel tempo e nello spazio? Allora tieniti forte, ma lascia volare libera la fantasia e la tua memoria procedurale: si parte. Ci sono tanti libri di fantascienza imperdibili che ti aspettano.

Differenza tra fantascienza e fantasy

Prima di scoprire i più bei libri di fantascienza, facciamo un piccolo passo indietro e cerchiamo di definire cosa si intendete, appunto, per fantascienza e in cosa si differenzia con il genere fantasy.

La prima fa riferimento ad un genere di narrativa popolare di successo iniziato a svilupparsi nel XX secolo e che trae origine dal romanzo scientifico. Le sue storie raccontano spesso l’impatto data da una tecnologia o da una scienza su singoli individui o intere società. Siano esse situazioni e persone reali oppure immaginarie.

Per tale motivo, i personaggi possono essere di diversa natura: esseri umani, ma anche alieni, robot, cyborg o mostri mutanti. Allo stesso tempo, la storia può essere ambientata nel passato, nel presente o, come nella maggior parte dei casi, nel futuro.

libri fantascienza per ragazziA differenza dei libri di fantascienza, nei romanzi fantasy non si ricerca una coerenza scientifica. Ecco perché questi ultimi rappresentano un tipo di narrativa legata più al mondo del sovrannaturale e del mitologico. Ciò nonostante, in maniera forse un po’ forzata, alcuni considerano il fantasy una sottocategoria della fantascienza.

Si tratta comunque di due generi che hanno indubbiamente ispirato con successo non soltanto libri di fantascienza o fantasy, ma anche produzioni cinematografiche e televisive, fumetti e videogames.

Un genere in grado di appassionare e far sognare un po’ tutti, tanto da poter distinguere tra libri fantascienza per ragazzi, bambini o adulti.

Top libri fantastici: gli imperdibili

Iniziamo con i migliori libri di sempre. Ovvero quelli che hanno segnato la storia di questo straordinario genere narrativo.

Ecco la nostra top 5 dei migliori libri di fantascienza da leggere:

  1. Cronache Marziane, di Ray Bradbury. Un grande cult del genere e non solo. Perché ogni etichetta va stretta per questo vero e proprio capolavoro che, come vedremo, non è l’unico degno di nota di questo autore. Si tratta più precisamente di una raccolta di ventotto libri di fantascienza. Ventotto racconti che descrivono lo sbarco degli umani su Marte, il pianeta rosso, dove costruiscono primi insediamenti e poi città. Riesci ad immaginare come sarebbe?
  2. Fahrenheit 451, di Ray Bradbury. Ebbene sì, ancora lui. Questa volta ci descrive in maniera brutale il mondo del futuro, descritto come un luogo spaventoso nel quale gli uomini crederanno di ricercare la felicità eliminando la cultura e abbandonandosi in toto all’intrattenimento video. Un’età nella quale la scuola avrà come unico scopo la produzione sfrenata di tecnologia;
  3. Il ciclo delle fondazioni, di Isaac Asimov. Si tratta di un gruppo di sette libri di fantascienza, a partire dalla trilogia iniziale, nota come Trilogia della Fondazione, che valse all’autore il Premio Hugo come miglior ciclo fantascientifico;
  4. Guida galattica per gli autostoppisti, di Douglas Adams. Cerchi dei libri di fantascienza in grado anche di farti ridere? Allora questo, in cui i bizzarri protagonisti del libro usano un improbabile manuale per turisti, è l’ideale;
  5. Ubik, di Philip K. Dick. Altro classico della fantascienza ma anche della letteratura post-moderna. Un romanzo visionario in grado di stupire anche chi non ama il genere, che dissolve la realtà in una repentina progressione fra trovate narrative e vertigine metafisica. Tra i grandi libri di fantascienza è uno di quelli da leggere assolutamente.

La fantascienza oggi: i migliori libri degli ultimi anni

Passiamo all’ultima categoria presa in esame ovvero libri di fantascienza: novità da tenere d’occhio.

Ecco tre uscite recenti davvero interessanti e da non perdere:

  1. Star Trek – La pista delle stelle. L’astronave Enterprise, durante la sua missione quinquennale, è diretta all’esplorazione di nuovi mondi e alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino a spingersi fin dove nessun uomo è mai giunto prima. Se cerchi libri di fantascienza che racchiudano le tre stagioni della serie classica di Star Trek, proprio quella che segnato l’immaginario di almeno tre generazioni di appassionati del genere, con questo sei a cavallo. Anno di edizione 2017;
  2. La città sospesa,  di Carrie Ryan e John Parke Davis. Un ottimo libro di fantascienza per ragazzi. Al centro della storia la dolce Marill, il suo gatto Karny e le loro avventure immerse nella Corrente Pirata, un mondo pieno di misteri, incantesimi e creature di ogni forma e colore;
  3. Entoverse (Urania Jumbo) di James P. Hogan. Sul pianeta Jevlen la società umana, affidata ai pacifici e illuminati Ganiani, è allo sbando a causa dell’incuria e l’irresponsabilità dei nativi e un inesorabile degrado morale e materiale. Causa di ogni male sembra essere Jevex, il super computer che gestisce tutto. Cosa succederà se e quando esso verrà spento? Ma la storia si intreccia anche quanto accade in un altro universo, dove tutto sembra funzionare per il meglio, ma dove in realtà sette mistiche e para-religiose preparano un piano per rovesciare il governo.

Scrittori fantascienza famosi e frasi celebri

Siamo quasi giunti alla conclusione della guida Unicusano sui libri di fantascienza. Siamo certi di averti dato tanti ottimi consigli, ma come fare a scegliere quale leggere per primo?

Far facilitarti questa importante decisione, oltre a segnalarti gli autori di ogni libro che ti abbiamo proposto (da Ray Bradbury a Isaac Asimov, passando per Philip K. Dick e Douglas Adams), abbiamo deciso di estrapolare alcune citazioni dai migliori racconti del genere. Ecco le quattro più significative:

  1. «I desideri sono grandi cose. Ma per ogni desiderio che si realizza, mille possibilità devono essere eliminate» – La città sospesa
  2. «C’era un gran silenzio nella notte fonda di Marte, il silenzio che regna in un pozzo freddo e buio, con le stelle che scintillavano nelle acque dei canali e, respirando in ogni stanza, i bambini si rannicchiavano coi ragni d’oro stretti fra le dita, gli amanti mano nella mano, tramontate le due lune, fredde le torce, deserti gli anfiteatri marmorei» – Cronache Marziane
  3. «Sono un temperamento asociale, dicono. Non mi mescolo con gli altri. Ed è strano, perché io sono piena di senso sociale, invece. Tutto dipende da che cosa s’intenda per senso sociale, non vi sembra?» – Fahrenheit 45
  4. «Un giorno la gente come me si solleverà e vi rovescerà, e sarà la fine della tirannia delle macchine omeostatiche» – Ubik

Quale ti intriga di più? A te la scelta e…buona lettura.

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App per bere acqua: ecco le migliori da scaricare assolutamente

Sei alla ricerca di un’app per bere acqua che ti aiuti a seguire una dieta o un regime alimentare che prevede l’assunzione di un determinato quantitativo di litri al giorno?

Se sei preso da troppi impegni, come lavoro, studio, famiglia o progetti di ricerca, oppure hai spesso la testa fra le nuvole, ricordarti di bere tanto non è sempre poi così scontato. Ecco perché tra le migliori app utili per studenti disorganizzati e non solo, non ci sono soltanto quelle per tradurre le lingue o risolvere problemi di matematica. Altrettanto importanti, infatti, possono essere le app promemoria.

Inoltre, forse non lo sai, ma bere acqua aiuta anche a studiare meglio, evitando magari di laurearsi tardi. Questo perché stimola sia la memoria procedurale che quella a breve termine. E in questo articolo, oltre ad individuare la migliore app che ti ricorda di bere che fa al caso tuo, scopriremo il perché.

Ovviamente non ci riferiamo ad app per bere alcool o altri liquidi di qualsiasi genere, ma esclusivamente acqua.

Curioso di saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed andiamo subito a scoprire le migliori app per bere acqua.

App per ricordare di bere: quali sono e come funzionano

Anche se non fossi tanto avvezzo alla tecnologia non preoccuparti: le app per bere acqua sono facili da scaricare e utilizzare. Inoltre, cosa che non guasta mai, sono quasi sempre gratuite e ne esistono anche in lingua italiana. Inoltre ce ne sono per ogni sistema operativo e dispositivo mobile o desktop: dalle app per bere acqua iPhone fino a quelle per Windows, passando per le varie e utilissime app promemoria Android e via dicendo. Noi abbiamo scaricato, provato e recensito per te le migliori. Iniziamo a conoscerle a partire dal prossimo paragrafo.

App promemoria bere: la nostra top 10

Ecco le app per bere acqua che potrebbero fare al caso tuo:

  1. App Hydro. Calcola il tuo fabbisogno personale d’acqua basandosi su età, peso, sesso, stile di vita.
  2. Acqua Clok. Ti aiuta a tenere sotto controllo il livello di assunzione di acqua. Se questa app per bere iPhone va in rosso, hai bisogno di rifornimento;
  3. Drink Water Reminder – App promemoria per bere acqua. Basta inserire il tuo peso per sapere quanto dovresti bere al giorno;
  4. La mia Acqua. Calcolatore del fabbisogno acqua, promemoria, statistiche grafiche, premi motivazionali e consigli utili sull’acqua. A questa app per bere acqua non manca proprio nulla;
  5. Tempo dell’Acqua – H2O dieta. Hai poco tempo per bere e hai bisogno di accelerare il tuo metabolismo? Quest’app è pensata apposta per te.
  6. Bere Acqua promemoria. Con questa app dovrai soltanto inserire il tuo peso e lei ti aiuterà a determinare di quanta acqua necessità quotidianamente il tuo corpo, aggiornandosi bicchiere dopo bicchiere;
  7. Acquaminder. Semplice e facile da utilizzare, è adatta a qualsiasi età. Ti aiuta a fissare obiettivi giornalieri in base alla quantità d’acqua che dovresti bere per dare equilibrio al tuo corpo, con tanto di visualizzazione grafica della tua idratazione quotidiana e storica;
  8. Water drink reminder and alarm. Ti aiuta ad avere un buon equilibrio idrico sul tuo corpo, attraverso notifiche di promemoria e segnalandoti quanto dovresti bere;
  9. Aqualert. Come Acquaminder, aiuta il tuo corpo a mantenere un buon equilibrio di acqua o e registra le quantità che bevi;
  10. Promemoria per bere acqua. Quattro le sue caratteristiche principali, ovvero il calcolo personalizzato della quantità di acqua necessario per il tuo organismo, le notifiche per non dimenticare di bere acqua, un’interfaccia intuitiva ed elegante, i promemoria che ti aiutano ad acquisire facilmente la sana abitudine di bere il necessario.

Perché bere acqua aiuta a concentrarsi e a studiare meglio

Finora abbiamo parlato delle migliori app per bere acqua. Ma forse non abbiamo ancora spiegato e sottolineato abbastanza perché è importante bere la giusta quantità d’acqua, specialmente per lo studio. E proprio su questo aspetto ci soffermeremo in questo paragrafo.

Iniziamo col dire che bere acqua può aiutarti nel preparare un esame. Infatti, mantenere una corretta idratazione del corpo permette di:

  • mantenere alta la concentrazione
  • rafforzare le tue capacità mnemoniche

app-che-ti-ricorda-di-bereSecondo quanto scoperto da alcune autorevoli ricerche, se la disidratazione di un individuo raggiunge la soglia del 2% del peso corporeo, questo causa un forte calo della memoria.

Bere acqua regolarmente, invece, aiuta a mantenere in forma in tuo fisico e le tue qualità intellettive. Possiamo dunque dedurre che dissetarsi a dovere aiuta a studiare e ad apprendere meglio, oltre che più rapidamente.

Quanta acqua bisogna bere generalmente quindi per mantenere una corretta idratazione?

Ovviamente la risposta può cambiare da persona a persona, da fisico a fisico. Ma possiamo certamente dire che, in linea di massima, l’ideale sarebbe bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno. Specialmente nei periodi di avvicinamento agli esami, nel caso degli studenti.

Inoltre, una buona acqua, per essere tale e per avere un effetto quanto più utile sul tuo organismo e la tua memoria, deve possedere due qualità:

  • Essere ricca di calcio, perché serve in particolare ai tuoi muscoli e alle ossa, oltre che al resto del corpo, e facilita la trasmissione degli impulsi nervosi;
  • Avere magnesio e sodio in buona quantità, perché questi aiutano a regolare il bilancio idrico.

Anche bere caffè può servire. La caffeina, rilasciando una sostanza chiamata norepinefrina, può incidere positivamente nel processo di formazione del ricordo. In parole povere: bere un caffè dopo aver studiato, può aiutarti a memorizzare meglio quanto hai appreso.

Altre promemoria app utili

Non solo app per bere acqua. Esistono tanti altri promemoria per android, iOS o Windows davvero utili per ogni esigenza. E prima di concludere questa nostra guida, vogliamo segnalartene alcune tra le più interessanti.

  • Evernote. Sicuramente tra le più utili. Al momento l’unica cosa che non può fare pere te è il caffè, ma se inventeranno dei dispositivi mobili in grado di farlo, forse potrebbe anche riuscirci. Una vera e propria segretaria personale in servizio permanente;
  • MyTherapy – Promemoria pillole e farmaci. La salute prima di tutto. Se non ricordi di bere abbastanza acqua, figuriamoci quanto è difficile prendere pillole e farmaci con puntualità svizzera. Ma non preoccuparti, esiste un’app che ti aiuta anche in questo, monitorando il tuo stato di salute.
  • iStudiezPro. Un’agenda fatta su misura per chi studia. Può contenere di tutto: dal calendario delle lezioni e degli esami, al piano di studi e le attività da svolgere quotidianamente;
  • Promemoria Calendario parlante. Si, esistono anche applicazioni promemoria vocali. Questa è una dei migliori esempi. Il nome dice tutto;
  • Google Calendar. Il calendario virtuale made in Google, dove poter segnare appuntamenti giorno per giorno che potranno esserti ricordati tramite mail o sms;
  • Outliner. Agenda che ti permette di creare una o più scalette contenenti tutto ciò che hai da fare. Davvero comoda;
  • Promemoria con allarme. Altra ottima app di promemoria dotata di alert. Da provare.

Ed eccoci giunti alla conclusione della nostra guida sulle app per bere acqua e non solo. Speriamo di esserti stati d’aiuto.

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Come scrivere un progetto di ricerca: trucchi e consigli utili

Stai cercando informazioni su come scrivere un progetto di ricerca?

Bene, allora stai leggendo l’articolo giusto. In questa guida, infatti, ti forniremo tutti i consigli utili del caso per fare chiarezza e imparare come fare un progetto del genere dalla A alla Z.

Anche perché si tratta di un lavoro che potrebbe capitare ti venga chiesto di svolgere nel corso della tua carriera accademica, o se frequenti uno dei master più spendibili nel mercato del lavoro, piuttosto che durante lo svolgimento della tua professione. Così come una tesi sperimentale.

E poi imparare a scrivere un progetto, di qualsiasi genere, è sempre un valore aggiunto per tutti, in quanto competenza molto ricercata, utile e ambita.

Sei curioso di saperne di più? Allora armati di memoria procedurale e non perdiamo tempo: entriamo subito nel merito della ricerca.

Cos’è un progetto di ricerca e come si svolge

Quando parliamo di progetto di ricerca ci riferiamo ad una serie di attività correlate tra loro e finalizzate alla scoperta, o alla produzione, di nuove conoscenze. Ciò deve avvenire, ovviamente, secondo i canoni comunemente accettati dalle varie scienze e discipline. Ma come scrivere un progetto di ricerca e come realizzarlo? Andiamo a scoprirlo nei prossimi paragrafi di questa guida.

Progetto ricerca: esempio su come iniziare

Partiamo dalle basi, ovvero dalle attività propedeutiche affinché tu possa comprendere come scrivere un progetto di ricerca. Per poi arrivare alla stesura vera e propria.

I primi passi che devi seguire per scrivere un progetto di ricerca sono i seguenti:

  1. Definisci il problema alla base della tua ricerca;
  2. Chiarisciti le idee su di esso, anche e soprattutto esplorando la letteratura esistente in merito e fonti inusuali;
  3. Inserisci il tuo oggetto di studio all’interno di una problematica;
  4. Verifica la rilevanza del problema di ricerca che hai individuato;
  5. Scegli quali obiettivi perseguire con la tua ricerca, anche in base alla compatibilità con le risorse a disposizione;
  6. Stabilisci tempi e scadenze per la realizzazione del progetto;
  7. Scrivi il progetto di ricerca una prima volta e, se necessario, riscrivilo.

Comincia ad avere più chiaro in mente come scrivere un progetto di ricerca? Allora proseguiamo.

Progetto di ricerca: schema da seguire

A questo punto, specialmente se stai scrivendo un progetto di ricerca dottorato, potresti seguire questa scaletta:

  1. Presentazione progetto di ricerca, comprendente una breve descrizione del tema trattato, mettendone in risalto l’importanza e l’eventuale originalità;
  2. Esporre la base di partenza scientifica, illustrando in maniera sintetica la situazione attuale in riferimento all’oggetto di ricerca trattato, con tanto di riferimenti bibliografici del caso;
  3. Descrivere i risultati scientifici attesi, raccontando sinteticamente il contributo che la tua ricerca potrebbe portare alla materia trattata;
  4. Spiegare l’approccio metodologico adottato, ovvero le modalità di indagine e le tecniche d’analisi utilizzate.

Naturalmente questi concetti vanno adattati al contesto della tua ricerca. Perché un conto è chiedersi come scrivere un progetto di ricerca dottorato scientifico, tanto per fare un esempio, e un altro è come scrivere un progetto di ricerca dottorato Giurisprudenza e via dicendo.

Consigli su progetto di dottorato o ricerca

Prima di avviarci verso la conclusione della nostra guida su come scrivere un progetto di ricerca per dottorato o altro, e affinché essa sia davvero completa, abbiamo pensato di offrirti altri tre consigli non strettamente legati alla struttura e alla parte formale del lavoro da svolgere, ma che speriamo ti saranno altrettanto utili. Anche se alcuni potrebbero apparentemente sembrarti scontati,non lo sono affatto, per cui leggili attentamente.

  1. Dedica al progetto il tempo necessario. Non ridurti all’ultimo minuto, ma inizia presto. Il lavoro di ricerca ha bisogno di tempo e pazienza, specialmente all’inizio. Se lo fai, presto il progetto potrebbe anche andare avanti quasi da solo;
  2. Considera aspetti e conseguenze di natura etica. Spesso quando si svolgono ricerche nuove o originali, si corre il rischio che queste possano essere contestate dal mondo accademico o essere considerate controverse. In questo caso chiedi consiglio a chi ha più esperienza, possibilmente ad un professore;
  3. Rispetta i soggetti con i quali entri eventualmente in contatto nello svolgimento della tua ricerca. Fa attenzioni a come ti muovi quando sei fuori dal tuo ambiente e coinvolgi nel tuo progetto esclusivamente coloro che vogliono lavorare con te. Se intervisti qualcuno cerca di metterlo a proprio agio, se invadi lo spazio (fisico o di ricerca) di qualcun altro procedi con rispetto cautela.

Unicusano e la ricerca

scrivere un progettoSiamo quasi giunti alla fine di questa nostra guida. Ma ricorda l’Università Niccolò Cusano dedica ampio spazio alla ricerca, in quanto essa rappresenta a tutti gli effetti il cuore pulsante della sua attività accademiche, nonché un vero e proprio fiore all’occhiello dell’Ateneo.

Il Campus Unicusano è il luogo ideale dove fare ricerca. Non a caso esiste un apposito ufficio Progetti Nazionali e Internazionali, in grado di garantire un servizio di consulenza, supporto tecnico, monitoraggio e valutazione per tutti i progetti ideati da ricercatori e docenti.

Uno dei settori sui quale l’Ateneo investe con maggior decisione è quello ingegneristico. All’interno del Campus universitario, infatti, è fruibile un importante laboratorio di ricerca dedicato allo studio e alla formazione dei futuri ingegneri. Diversi servizi del laboratorio, inoltre, sono utilizzabili anche a distanza, grazie al supporto della piattaforma telematica messa a disposizione dei nostri studenti.

Ma non è tutto. Unicusano è impegnata anche nella ricerca orientata alla sostenibilità ambientale, attraverso i progetti Hiquad, Carbon Footprint Calculator, Mensa Bio, e ateneoverde.it.

E infine, ma non per rilevanza, la ricerca biomedica, alla quale riserviamo l’ultimo paragrafo della nostra guida su come scrivere un progetto di ricerca.

Progetto di ricerca dottorato: esempio biologia medica

Dall’aprile del 2012, la Fondazione Università Niccolò Cusano per la Ricerca medicoscientifica sostiene e finanzia l’attività di Ricerca dell’Ospedale Bambino Gesù sulla sindrome del QT Lungo (LQTS). Si tratta di una patologia aritmogena su base genetica, caratterizzata da un prolungamento sull’elettrocardiogramma dell’intervallo QT (ripolarizzazione ventricolare) e dal rischio di aritmie potenzialmente letali.

Da questa tipologia di lavoro potresti provare a trarre spunto. Non si tratta di un fac simile progetto di ricerca dottorato, in quanto stiamo parlando della ricerca portata avanti da uno degli ospedali pediatrici più importanti al mondo, ma dal nostro report di sostenibilità sociale in merito, potresti individuare delle tematiche sulle quali potrebbe valere la pena incentrare un tuo personale lavoro di ricerca.

Se sei interessato ad ulteriori spunti o informazioni su come scrivere un progetto di ricerca per dottorato su questi o altre materie, visita la pagina “Chi Siamo” del sito di Unicusano.

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Tesi sperimentale giurisprudenza: cos’è e a cosa serve

Sei alla ricerca di idee e informazioni su come scrivere una tesi sperimentale Giurisprudenza?

Molto bene, perché significa che non ti accontenti di qualcosa di scontato e banale, ma che vuoi fare un lavoro particolare e innovativo. Senza limitarti a svolgere il compitino ed ottenere il minimo voto di laurea.

Si, perché la giusta scelta tra una tesi sperimentale o compilativa può farti guadagnare qualche punto in più nel calcolo voto laurea, se sarai in grado di colpire positivamente il tuo relatore e il resto della commissione. A maggior ragione se saprai illustrarla e discuterla come si deve, facendo ricorso alla tua memoria procedurale e capacità critica.

Si tratta di una decisione importante, specialmente per una tra le discipline che costituisce alcune delle lauree e dei master più spendibili nel mercato del lavoro e per fare carriera. Motivo per il quale potresti avere bisogno di ricevere qualche consiglio buono per la stesura del tuo lavoro.

Tesi compilativa o sperimentale?

Visto quanto detto finora, abbiamo deciso di dedicare una guida a questo argomento. In questo articolo, infatti, troverai tante informazioni utili su come si redige una tesi sperimentale giurisprudenza e in cosa si differenzia rispetto ad una tesi compilativa. Sei curioso di saperne di più? Allora non perdiamo tempo e iniziamo subito, entrando nel merito della questione. Buona lettura.

Tesi compilativa o di ricerca: ecco le differenze

In termini generali, redigere una tesi di laurea compilativa significa scegliere un argomento, delle teorie e/o delle strategie esistenti. Se opti per questo tipo di elaborato, dovrai quindi approfondire o rielaborare dei concetti, facendo riferimento a diversi tipi di fonti: tra libri, codici, siti web e banche dati.

Se invece scegli una tesi sperimentale, si presuppone che tu svolga l’analisi di una situazione nuova o che hai affrontato in prima persona.

Ad esempio effettuando incontri, sopralluoghi, visite oppure stage in determinate strutture, come enti o aziende di settore.

Generalmente per fare questo devi necessariamente:

  1. Porti un obiettivo;
  2. Stabilire attraverso quali strumenti hai intenzione di affrontare la questione;
  3. Raggiungere determinati risultati. Scopo della tesi è presentare questi risultati.

Ecco perché una tesi di quest’ultimo tipo può essere definita una testi di ricerca o sperimentale.

A questo proposito, secondo quanto affermato da Umberto Eco in un suo saggio, scritto nel 1977, intitolato Come si fa una tesi di laurea:

«Una tesi di ricerca è sempre più lunga e faticosa e impegnativa, una tesi di compilazione può anche essere lunga e faticosa ma di solito può essere fatta in minor tempo e con minor rischio».

In sintesi, possiamo dunque affermare che in caso di tesi compilativa basta (per così dire) leggere uno o più testi e riassumerli, dimostrando di conoscere la materia, ma offrendo un contributo originale limitato. Più che l’elaborazione di dati o nuovi riscontri e teorie, questo tipo di lavoro tende a dimostrare la comprensione e l’interpretazione di dati già esistenti.

Al contrario, la tesi sperimentale (o di ricerca) si basa principalmente su un’idea o un lavoro di osservazione sviluppati per la maggior parte dal laureando. Esso deve quindi avere un approccio metodologico e applicativo originale, al fine di giungere a risultati innovativi e, quindi, sperimentali.

Tesi sperimentale laureandi in Giurisprudenza

tesi compilativaCerchiamo adesso di fare un esempio tesi sperimentale Giurisprudenza. O, quantomeno, di capire in quali ambiti è più facile poterla realizzare.

Partendo dal presupposto che, essendo il diritto una materia che studia l’insieme delle istituzioni e delle regole che servono a dare ordine alla società, una tesi del genere in questo contesto capita più raramente rispetto ad altre facoltàE allora: perché e come fare una tesi sperimentale Giurisprudenza?

In realtà in questo caso un elaborato basato ad esempio su uno stage può rivelarsi molto interessante, sia dal punto di vista strettamente universitario, che nell’ottica di una esperienza in grado di aiutare la tua crescita umana, personale e professionale. Cominciando così, anche ad aprire una porta nel mercato del lavoro. Cosa che sicuramente ti tornerà molto utile una volta terminati gli studi.

In modo particolare se è tua intenzione realizzare una tesi di diritto amministrativo o commerciale. Oppure, perché no, per una tesi di laura diritto del lavoro o materie complementari di tipo sociologico o economico-giuridiche.

Per fare un esempio di tesi sperimentale economia, potresti ideare una nuova start-up innovativa e raccontare tutto quello che hai fatto operativamente e, magari, descrivere il contesto giuridico entro il quale hai dovuto muoverti. Mentre una tesi compilativa potrebbe al massimo arrivare a descrivere un’impresa già esistente e conosciuta.

E così abbiamo parlato anche di tesi sperimentale giurisprudenza e argomenti sui quali poterla realizzare. Ma quali sono i corsi di studio per i quali vale la pena provare a fare una dissertazione di laurea così particolare?

Andiamo a scoprirlo insieme nel prossimo paragrafo.

Quando e come scegliere l’argomento della tesi di laurea

Generalmente il periodo migliore per decidere quale tesi di laurea realizzare corrisponde ai tre o quattro esami alla fine. Ma se hai intenzione di portare avanti una tesi sperimentale, è consigliabile pensarci anche un po’ prima, all’incirca quando mancano cinque esami.

Ispirandoci ancora ai consigli di Umberto Eco, possiamo trarre alcune regole per la scelta del migliore argomento tesi di laurea. Buone per ogni tipo di elaborato, dalle tesi Giurisprudenza diritto penale, compilativa o sperimentale, a qualsiasi altro genere.

  1. L’argomento deve essere coerente con i tuoi interessi e la tua visione;
  2. Le fonti necessarie devono essere reperibili, ovvero materialmente disponibili, maneggiabili e alla tua portata culturale;
  3. Il quadro metodologico della ricerca deve essere anch’esso coerente e alla portata del tuo percorso.

Una volta che avrai individuato il giusto argomento da trattare, redatto l’indice e la prima indicativa bibliografia tesi di laurea, dare vita alla tua personale tesi sperimentale Giurisprudenza sarà più in discesa. Partire da dei punti fermi e una scaletta è fondamentale e aiuta sempre.

Migliori lauree e master in ambito giuridico

Unicusano, nella sua vasta offerta formativa, prevede anche diversi corsi di laurea e master universitari legati all’ambito del diritto a Latina e in tutta Italia.

Tra i corsi di laurea, ovviamente, ti segnaliamo il corso di laurea quinquennale in Giurisprudenza, in grado di dare accesso a posizioni professionali specifiche, come avvocatura, magistratura o notariato. Ma anche nel pubblico impiego o in organismi istituzionali quali Camera dei Deputati, Senato della Repubblica o Quirinale. Senza dimenticare organismi internazionali, associazioni, enti di vario tipo o fondazioni.

E se dopo la tua laurea con tesi sperimentale giurisprudenza volessi proseguire i tuoi studi con un master dell’area giuridica, avresti solo l’imbarazzo della scelta, tra primo e secondo livello: dal diritto processuale amministrativo a quello penale d’impresa, dalla tutela dei diritti del minore a quello della sicurezza alimentare e molti altri.

Inoltre, seguire questi corsi ti aiuta a poter realizzare una tesi sperimentale Giurisprudenza. In quanto, grazie alla piattaforma e-learning, hai a disposizione il materiale didattico necessario e puoi seguire le lezioni direttamente online quando vuoi, da dove vuoi e senza alcun limite al numero di visualizzazioni. Questo ti permette di organizzare il tuo tempo nel modo migliore, così da poter al contempo lavorare, seguire il tuo progetto per la tesi o uno stage.

Un metodo efficiente, flessibile e innovativo: proprio come la tua tesi sperimentale.

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Valore nutrizionale alimenti: di che si tratta e perché è utile

Sei alla ricerca di informazioni su valore nutrizionale alimenti e studi attinenti?

Bene, allora hai trovato l’articolo giusto.

In questa guida, infatti, ti spiegheremo di cosa si tratta e a saper leggere una tabella nutrizionale. Oltre chiaramente a scoprire da chi viene elaborata e come.

Tutto ciò ti sarà molto utile, in primo luogo per riuscire a comprendere cosa mangi, ma anche se vuoi pianificare una dieta sana ed equilibrata, evitando cibi che possono entrare in contrasto con il tuo metabolismo. Anche perché mangiar bene aiuta a studiare e a rendere meglio nel lavoro, perché aiuta la memoria procedurale e a dare seguito al vecchio detto latino mens sana in corpore sano.

Curioso di saperne di più? Ottimo, allora cominciamo subito. Buona lettura e…prendi pure nota degli alimenti che più ti interessano.

Valori nutrizionali alimentari Ministero Salute e Tabella INRAN

tabelle calorieL’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, conosciuto anche con l’acronimo INRAN era un istituto pubblico spesso associato al Ministero della Salute. In realtà esso era alle dipendenze del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, prima di essere soppresso nel 2012. Oggi è confluito nell’Ente CREA, ovvero il Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione. Una delle funzioni principali dell’ente è quella di redigere tabelle nutrizionali che contengano i valori dei principali alimenti. Alcuni dei quali li sveleremo nei prossimi paragrafi.

Dieta calorie e valore nutritivo: di cosa stiamo parlando

Per valori nutrizionali si intende la valutazione globale determinata da alcuni parametri in grado di soddisfare le esigenze fisiologiche di un organismo. Essi sono:

  • Parte realmente utilizzabile come alimento (parte edibile);
  • Diminuente del valore nutrizionale (acqua contenuta);
  • Proteine utili per il loro valore plastico;
  • Lipidi, per il loro valore energetico;
  • Glucidi, sempre per il valore energetico;
  • Energia, sali minerali, vitamine, amminoacidi contenuti.

Chiarito il concetto di valore nutrizionale alimenti, passiamo adesso ad analizzare alcuni dati provenienti dalle tabelle INRAN, in modo da comprenderne meglio il meccanismo.

Tabelle calorie

Estrapolando i dati dalle tabelle nutrizionali INRAN excel (più precisamente facendo riferimento alla tabella composizione degli alimenti calorie-carboidrati-proteine-grassi), abbiamo preso in esame gli alimenti con il più altro valore in termini di calorie. Eccoli, di seguito riportati, in ordine decrescente.

  1. Sego di bue, Lardo, Olio di fegato di merluzzo, Olio di salmone, Olio di sardine e Grasso di montone (ex aequo) – 902 kcal
  2. Grasso di pollo, Grasso di oca e Grasso di tacchino-  900 kcal alimenti
  3. Pancetta di maiale grassa – 898 kcal
  4. Pancetta – 897 kcal
  5. Olio germe di grano, di arachidi, di soia, di oliva, di palma, di semi di girasole, di noce, di mandorle, di semi vari, di avocado, di semi di lino, di nocciola, di semi di papavero, di farina d’avena, di noce moscata, di senape e Burro di Cacao – 884 kcal
  6. Noci di macadamia, Margarina, Grassi animali e vegetali – 718 kcal
  7. Burro e burro senza sale –  717 kcal
  8. Noci secche – 710 kcal
  9. Noci pecan – 691 kcal
  10. Maionese a basso contenuto di colesterolo – 688 kcal
  11. Pinoli secchi – 673 kcal
  12. Uovo tuorlo essiccato – 666 kcal
  13. Agnello, carne grassa, cruda – 665 kcal
  14. Farina di cocco – 660 kcal
  15. Guanciale di maiale-  655 kcal
  16. Noci fresche – 654 kcal
  17. Nocciole secche – 646 kcal
  18. Nocciole – 628 kcal
  19. Semi di girasole salati e non – 617 kcal
  20. Burro di mandorle salato e non – 614 kcal

Valori espressi su ogni 100 grammi di alimento.

Tabella proteine

Dopo aver preso in esame cibi e calorie, abbiamo fatto al stessa identica cosa con la quantità di proteine negli alimenti (espresse in tabelle grammi). Ed ecco i risultati in termini di valore nutrizionale alimenti.

  1. Proteine isolate della soia – 87.75 g
  2. Polvere di albume – 81.1 g
  3. Merluzzo sotto sale – 62.82 g
  4. Carne di coregone – 62.44 g
  5. Salmone rosso, affumicato – 60.62 g
  6. Alga spirulina essiccata – 57.47 g
  7. Uovo, sostituto in polvere – 55.5 g
  8. Uovo, in polvere – 47.35 g
  9. Lievito di birra secco – 40.44 g
  10. Pancetta di maiale al microonde – 38.62 g
  11. Parmigiano grattugiato – 38.46 g
  12. Pancetta di maiale saltata in padella – 38.34 g
  13. Caciocavallo – 37.7 g
  14. Pancetta di maiale cotta o a basso contenuto di sodie – 37.04 g
  15. Fesa di vitello brasato – 36.71 g
  16. Lupini – 36.17 g
  17. Latte in polvere scremato – 36.16 g
  18. Bevanda istantanea al cioccolato senza zucchero – 35.8 g
  19. Parmigiano – 35.75 g
  20. Pancetta di maiale arrosto – 35.73 g
  21. Spalla e coscia di vitello cotto – 34.94 g
  22. Farina di soia – 34.54 g
  23. Uovo tuorlo essiccato – 34.25 g
  24. Agnello, coscia e spalla grassa brasata – 33.69 g
  25. Punta di petto di manzo magra brasato – 33.59 g
  26. Lonza di vitello brasato – 33.57 g
  27. Carne di montone arrosto – 33.43 g
  28. Coniglio in fricassea – 33.02 g
  29. Grana – 33 g
  30. Seppia in umido – 32.48 g

Anche questi valori fanno riferimento ad ogni 100 grammi di alimento.

Tabella alimenti calcio

Andiamo adesso a vedere gli alimenti più ricchi di calcio. Valori espressi in milligrammi (mg) in riferimento a 100 grammi di alimento.

  1. Lievito per prodotti da forno – 5876 mg
  2. Basilico essiccato – 2240 mg
  3. Santoreggia – 2132 mg
  4. Siero di latte, acido, evaporato – 2054 mg
  5. Maggiorana, essiccata – 1990 mg
  6. Timo essiccato – 1890 mg
  7. Aneto in polvere – 1784 mg
  8. Semi di sedano – 1767 mg
  9. Salvia, fresca – 1652 mg
  10. Origano – 1597 mg
  11. Semi di aneto – 1516 mg
  12. Menta essiccata – 1488 mg
  13. Semi di papavero – 1438 mg
  14. Cerfoglio secco – 1346 mg
  15. Rosmarino secco – 1280 mg
  16. Latte in polvere scremato – 1257 mg
  17. Foglie di coriandolo secche – 1246 mg
  18. Semi di finocchio – 1196 mg
  19. Parmigiano – 1184 mg
  20. Grana – 1165 mg
  21. Formaggio messicano – 1146 mg
  22. Prezzemolo secco – 1140 mg
  23. Dragoncello – 1139 mg
  24. Parmigiano grattugiato – 1109 mg
  25. Pecorino – 1064 mg
  26. Barretta ai cereali con frutta per l’infanzia – 1053 mg
  27. Groviera – 1011 mg
  28. Cannella, macinata – 1002 mg
  29. Sesamo – 975 mg
  30. Mozzarella light e Formaggio svizzero a basso contenuto di grassi – 961 mg

Impossibile, per questioni di spazio, citare tutte le tabelle sul valore nutrizionale alimenti. Ma un ragionamento simile a quello che abbiamo fatto finora, potrebbe applicarsi anche per ricavare una tabella vitamine, piuttosto che una tabella carboidrati, o per tipologia di alimento. Ad esempio tabella nutrizionale frutta e succhi, dolci, pesce, pollo, carne di vario tipo, tabella calorie verdure e via dicendo.

Studi sull’alimentazione a Latina

A proposito di valore nutrizionale alimenti: se dentro di te coltivi il sogno di occuparti di scienze alimentari, devi sapere che ci sono diversi corsi universitari su misura. Compresi alcuni tra i master più spendibili nel mercato del lavoro

In questo ambito Unicusano rappresenta un’eccellenza. Mettendo a disposizione, tra gli altri, i seguenti corsi:

  1. Nutrizione clinica. Probabilmente il più attinente con gli argomenti trattati in questo articolo. Rivolto in particolare a medici, biologi, dietisti, psicologi, insegnanti di sostegno o aspiranti tali;
  2. Diritto della sicurezza alimentare. Sicuro di sapere cosa mangi? Se vuoi essere in grado di orientarti nelle complessità tecnico giuridiche della filiera agroalimentare questo è il corso perfetto;
  3. Alimentazione vegetariana-vegan. Corso di perfezionamento adatto per tutte quelle figure che si occupano di nutrizione;
  4. Nutrizione nel fitness e nel recupero funzionale dell’atleta. Altro corso di perfezionamento, rivolto a medici, biologi, farmacisti, dietisti, psicologi, laureati ISEF, fisioterapisti;
  5. Management agroalimentare. Vuoi diventare un professionista del settore food? Con corso è in gradi di trasmetterti tutte le capacità gestionali necessarie.

Senza trascurare il fatto che l’iscrizione ai corsi Unicusano offre una serie di vantaggi e agevolazioni davvero interessanti. Primo fra tutti avere a disposizione il materiale didattico e la possibilità di seguire le lezioni direttamente online, in modo di poterle vedere e ascoltare quando vuoi e da dove vuoi. Ma anche rivedere tutte le volte che lo ritieni necessario: non esistono infatti limiti massimi di visualizzazioni.

E non è tutto, perché devi anche considerare l’alta qualità dell’offerta formativa, garantita dal profilo di spessore dei docenti e dei professionisti di settore che curano i corsi.

E con questo si conclude la nostra guida su valore nutrizionale alimenti e studi attinenti. Grazie per la lettura e buona alimentazione.

Commenti disabilitati su Valore nutrizionale alimenti: di che si tratta e perché è utile Studiare a Latina

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Creare biglietti da visita gratis: i migliori programmi

Stai cercando il modo migliore per creare biglietti da visita gratis?

Possibilmente ben fatti graficamente e che riporti una delle più belle frasi sul lavoro?

Allora non preoccuparti, stai leggendo l’articolo giusto.

In questa guida, infatti, ti spiegheremo come realizzare e stampare biglietti da visita fai da te, ma in modo professionale.

Anche perché non esiste più professione che possa farne a meno. Dall’imprenditore a chi si occupa di giornalismo digitale o cartaceo, dai liberi professionisti a chi intende lavorare nel sociale, ma anche ai neo laureati o agli studenti freschi di master più spendibili nel mercato del lavoro.

Sei curioso di saperne di più? Allora entriamo subito nel merito. E non preoccuparti, anche tu avrai presto i tuoi biglietti da visitapersonalizzati su misura.

Biglietti da visita: tutto su dimensioni, stampa e programmi per realizzarli

Non solo cercheremo di individuare il miglior programma per creare bigliettida visita gratis per te, in base alle tue personali esigenze, ma ti forniremo anche tutte le dritte su cosa scriverci sopra, ovvero quali informazioni devono contenere, che forma e dimensione è meglio dargli e, infine, come stamparli. Il tutto è realizzabile attraverso l’utilizzo di alcuni semplici tool per creare biglietti da visita online, oppure dei software da scaricare gratuitamente sul tuo pc o sui tuoi dispositivi mobili.

Dimensioni biglietto da visita

Fermo restando che, se lo ritieni opportuno, puoi dare ai tuoi bigliettini da visita la forma e la dimensione che preferisci, anche la più originale possibile, possiamo affermare che le misure “standard”, generalmente utilizzate dai più nei principali Paesi del mondo sono le seguenti:

  1. Italia 8.5 centimetri × 5.5 centimetri
  2. Canada 8.9 cm × 5.1 cm
  3. Cina 9 cm × 5.4 cm
  4. Francia 8.5 cm × 5.5 cm
  5. Germania 8.5 cm × 5.5 cm
  6. Giappone 9.1 cm × 5.5 cm
  7. Olanda 8.5 cm × 5.5 cm
  8. Regno Unito 8.5 cm × 5.5 cm
  9. Repubblica Ceca 9 cm × 5 cm
  10. Scandinavia 9 cm × 5.5 cm
  11. Slovacchia 9 cm × 5 cm
  12. Spagna 8.5 cm × 5.5 cm
  13. Stati Uniti 8.9 cm × 5.1 cm;
  14. Svizzera 8.5 cm × 5.5 cm
  15. Ungheria 9×5 cm

Aldilà delle piccole differenze di centimetri, se non di millimetri, è facile constatare che la forma più comunemente usata per creare biglietti da visita gratis o meno che sia, è quella rettangolare.

Inoltre il formato biglietti da visita più utilizzato è quello che corrisponde a 8,5 cm × 5,5 cm.

Mentre, per quanto riguarda la stampa biglietti davisita, ti consigliamo di affidarti ad una carta da 350 g/m² non plastificata.

Vanno di moda anche l’utilizzo della plastica e del cartoncino gommato. A te la scelta.

Come fare biglietti da visita: tutto ciò che devi sapere

biglietti da visita onlineFin qui abbiamo parlato delle misure e della miglior carta per biglietti da visita.

A questo punto, prima di andare a conoscere nello specifico i migliori software per biglietti da visita che abbiamo testato per te, è necessario che tu abbia un’idea di massima su come creare biglietti da visita gratis.

Da questa dovrai partire, per poi svilupparla attraverso gli strumenti che ti metteremo a disposizione. Ma devi anche, e soprattutto, iniziare a pensare quali informazioni vuoi che il tuo biglietto da visita personalizzato contenga.

Un primo suggerimento che possiamo darti è che il design e gli sfondi biglietto da visita devono essere il più funzionali possibili. Va benissimo l’originalità, che può certamente essere un valore aggiunto, ma l’efficacia deve prevalere rispetto ad eventuali fronzoli eccessivi. Il risultato finale deve essere coerente e ordinato.

Per far si che ciò avvenga, segui questi suggerimenti stilistici:

  1. Usa font leggibili e non troppo piccoli;
  2. Se utilizzi colori o immagini di sfondo assicurati che non rendano impossibile la lettura;
  3. Sfrutta entrambi i lati e non ammassare le informazioni.

Probabilmente adesso ti starai chiedendo: quali sono i dati più importanti da inserire nel mio bigliettino da visita?

  1. Il tuo nome e cognome;
  2. La denominazione della tua azienda, oppure specificare se sei un freelance o libero professionista e in che settore;
  3. Un recapito telefonico;
  4. L’indirizzo e-mail di lavoro;
  5. L’eventuale indirizzo del tuo sito internet.

Per dare un tocco di creatività in più e catturare l’attenzione, puoi inserire anche il logo dell’azienda o un’immagine che rappresenti l’attività che svolgi.

Se opportuno, e in linea con la tua professione, puoi indicare anche i tuoi canali social, specialmente se non hai un sito (il luogo migliore verso il quale dirottare i tuoi clienti).

Non è necessario inserire informazioni come ragione sociale o numero di Partita Iva.

Software biglietti da visita: da Word alle App per smartphone

Ed eccoci giunti, dopo le doverose premesse, alla ricerca del programma per biglietti da visita adatto alle tue esigenze.

Le opzioni sono diverse, in quanto esistono

  • Programmi da scaricare sul tuo PC;
  • App scaricabili sui tuoi dispositivi mobili;
  • Siti online attraverso i quali creare biglietti da visita gratis senza bisogno di scaricare o installare nulla.

E poi ci sono i biglietti da visita Word, il noto programma di videoscrittura made in Microsoft. Un vero tuttofare alla portata di ognuno di noi.

Tra i migliori da scaricare sul pc ti segnaliamo:

  1. Easy Card Creator Free. Funzionale e semplice da utilizzare, consente di creare biglietti da visita gratis dal look professionale in modo facile e veloce;
  2. Advanced ID Creator Free Personal Edition. Ne esiste anche una versione a pagamento più avanzata, ma questa è già ottima per realizzare bigliettini fai da te con tanto di foto, forme geometriche e scritte personalizzate;
  3. Clickable Card. Programma particolarmente leggero e molto semplice. Forse ha meno funzioni rispetto ad altri più avanzati, ma quello che deve fare lo fa davvero bene;
  4. SpringPublisher. Completo e intuitivo, consente di realizzare anche lettere, etichette e cartoline;
  5. Cardworks Business Card Software.  Se lo provi, ti troverai davanti ad un vero e proprio editor grafico, in grado di metterti nelle condizione di scegliere tra ben 10 moderni template di business e moltissime varianti di layout.

Mentre tra le app scaricabili sul tuo smartphone o tablet, utili a conservare e creare biglietti da visita gratis, ti suggeriamo:

  1. CardCloud. Una delle migliori, disponibile gratuitamente sia su device Android che iOS.
  2. Business Card Maker. Crea e stampa biglietti da visita;
  3. WorldCardMobile. Perfetta come business card reader e business card scanner;
  4. Biglietto da visita digitale eCardflow. Consente di creare biglietti da visita gratis, condividerli e aggiornarli in tempo reale.

Cinque siti online per realizzare biglietti da visita

Se invece preferisci non scaricare nulla sul pc o sui tuoi smartphone e tablet, ma cerchi dei biglietti da visita gratis da stampare subito, dai un’occhiata a questi siti online:

  1. Bizcardmaker. Offre diversi template interessanti e il risultato finale è scaricabile in formato biglietto da visita JPEG o PDF.
  2. Business Card Star. Molto completo, mette a disposizione diversi bei modelli colorati da utilizzare. Offre la possibilità di generare biglietti da visita gratis download in PDF, comprensivi di più prodotti per ogni foglio;
  3. Vistaprint biglietti da visita. Alcuni dei tantissimi modelli per biglietti da visita gratis o a pagamento di Vistaprint sono tra i più ricercati sul web;
  4. Business Card Robot. Applicazione utile per creare biglietti da visita online gratis in italiano, anche se la sua madre lingua, per così dire, è l’inglese. Semplice da utilizzare senza bisogno installare alcunché sul PC;
  5. Bigliettidavisita.iremat.it. Forse il più completo sito italiano nel settore. Permette di caricare loghi e immagini, oltre a personalizzare colori, testi e font.

Ed eccoci così giunti alla conclusione di questa nostra guida su come creare biglietti da visita gratis. Adesso hai tutti gli strumenti che ti servono per realizzare il tuo in maniera creativa e professionale.

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Informativa ai sensi dell'art. 13 del Decreto Legislativo n. 196/2003

"Codice in materia di protezione dei dati personali" 

Tenuto conto dell'obbligo di informativa nei confronti degli interessati in relazione al trattamento dei dati personali degli studenti, l'Unicusano Università  Telematica Roma, con sede in Roma, in Via Don Carlo Gnocchi 3, in qualità  di titolare del trattamento dei dati Le fornisce le seguenti informazioni:

  1. I dati personali (nome, cognome, indirizzo email, numero di telefono), raccolti attraverso la compilazione del form o al momento dell'immatricolazione, i dati connessi alla carriera universitaria e comunque prodotti dall'Università Telematica nell'ambito dello svolgimento delle sue funzioni istituzionali, saranno raccolti e trattati, nel rispetto delle norme di legge, di regolamento e di principi di correttezza e tutela della Sua riservatezza, per finalità connesse allo svolgimento delle attività istituzionali dell'Università , in particolare per tutti gli adempimenti connessi alla piena attuazione del rapporto didattico ed amministrativo con l'Università ;
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