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Come strutturare un questionario: consigli e info utili

Sei alla ricerca di informazioni su come strutturare un questionario?

Allora abbiamo subito una buona notizia per te: in questo momento ti trovi nel posto giusto. In questo articolo, infatti, parleremo proprio di come creare un test di diverse tipologie, andando ad analizzare più modelli questionario: a risposta multipla, domande aperte o chiuse.

Insomma, ti aiuteremo a sviluppare un’idea, la tua idea, di questionario evitando errori o blocchi mentali che potrebbero impedirti di realizzarlo.

Vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo in chiacchiere ed entriamo subito nel merito del discorso: come strutturare un questionario in maniera intelligente, corretta ed efficace.

Tutto quello che devi sapere per creare questionari

Nei paragrafi che seguono all’interno di questo articolo, vedremo dunque come strutturare un questionario. Un’attività che potrebbe anche sembrare estremamente semplice. Ma, se non viene creato in maniera adeguata, e non vengono individuati i sondaggi da fare corretti, i suoi risultati potrebbero rivelarsi poco attendibili se non addirittura inutili. Scopri perché continuando a leggere quanto abbiamo da suggerirti.

LEGGI ANCHE – Metodo induttivo e deduttivo: definizione e caratteristiche.

Cos’è un questionario

Per poter comprendere a pieno come strutturare un questionario per bene, è necessario fare un piccolo e doveroso passo indietro e partire dalle basi. Occorre cioè intendersi su cos’è davvero un questionario e quale può essere la sua importanza nei diversi campi di applicazione nei quali può rendersi utile.

Per farlo, prendiamo come punto di riferimento iniziale, le definizioni del termine fornita dal vocabolario e dall’enciclopedia Treccani. Nel primo, si legge che:

«In generale, serie di domande che vengono proposte su un determinato argomento, o su più argomenti, e anche il foglio, manoscritto, dattiloscritto o stampato, che le contiene: preparare, redigere un questionario; un questionario semplice, preciso o troppo complesso, poco chiaro.

In particolare, modulo sul quale sono stampate le domande (e vengono scritte poi le risposte) rivolte a un gruppo di persone, o a una più o meno larga collettività, per raccogliere dati, opinioni, informazioni in un’indagine a fini statistici o di studio, in inchieste di vario tipo, in sondaggi di opinione pubblica, in ricerche di mercato, ecc.

I questionari possono essere anche proposti a persone singole, con lo scopo di valutarne, in base alle risposte, le tendenze, le attitudini, le capacità professionali, e simili».

Ancora più precisa e semplice, forse, l’enciclopedia della stessa fonte, che alla voce “questionario” dice:

«Tecnica di rilevazione statistica consistente nella somministrazione di una serie di domande e nella raccolta delle relative risposte su uno o più argomenti specifici.

Le domande possono essere aperte, ossia consentire all’intervistato di esprimere pienamente e in maniera spontanea la sua posizione, oppure chiuse: in questo caso sono accompagnate dall’elenco delle risposte ritenute accettabili dal ricercatore.

Una soluzione intermedia prevede che una risposta diversa da quelle predefinite venga registrata e successivamente postcodificata».

Fatte queste doverose premesse, vediamo adesso perché è così importante capire come strutturare un questionario.

A cosa serve un questionario ben fatto

modelli questionarioAlla luce di quanto visto sopra, puoi intuire che possono esistere diverse tipologie di questionario e, di conseguenza, possibilità su come strutturarli.

In poche parole, quando un’azienda, un ente non profit, una istituzione o un politico hanno bisogno di conoscere le opinioni dei propri clienti, portatori di interesse o elettori, sottoporgli delle domande è il modo migliore per ottenere un feedback valido. È dunque importantissimo sapere come costruire un questionario di valutazione o che possa fungere da indagine di mercato, come ad esempio questionario customer satisfaction, ovvero un questionario soddisfazione cliente.

In base ai risultati che ne conseguono, questi soggetti possono confermare o trasformazione le loro azioni e la loro immagine, le decisioni e le strategie o le posizioni e le proposte politiche da portare avanti. Senza, ci si muove nel buio e si rischia di fare dei grossi errori di valutazione sia di se stessi, che rispetto alle aspettative della gente e al valore da loro percepito del prodotto o dell’iniziativa portata avanti dal band, dall’ente o dal politico.

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora procediamo avanti spediti alla scoperta di come strutturare un questionario.

Introduzione questionario esempio

Prima delle domande vere e proprie, può essere un bene, in base alla situazione e al contesto specifico, predisporre una introduzione ai quesiti che seguiranno.

Due esempi in questo senso possono essere i seguenti:

  1. «Benvenuto nel questionario dell’indagine “Le ricadute occupazionali dei corsi di formazione realizzati in provincia di Latina e finanziati dal Fondo Sociale Europeo (FSE)”. La compilazione del questionario richiede circa 10 minuti. È possibile salvare le risposte e riprendere la compilazione in un momento successivo»;
  2. «Benvenuto sul questionario “I motivi delle scelte scolastiche”. Con questa indagine le Istituzioni Scolastiche intendono approfondire le motivazioni che ti hanno spinto a scegliere la scuola che stai frequentando e quali sono i tuoi orientamenti per i prossimi anni. Sono informazioni importanti, che resteranno anonime e che ci aiuteranno a organizzare il sistema scolastico in modo più adeguato ai desideri e alle aspettative degli studenti che nei prossimi anni dovranno scegliere a quale scuola iscriversi. Ti invito quindi a rispondere con sincerità e completezza alle seguenti domande. Grazie per la collaborazione».

Come puoi notare da questi due esempi, è utile sottolineare quanto tempo si ha a disposizione o è previsto per riuscire a compilare il questionario, nonché le finalità. Inoltre, nel caso il test preveda l’attribuzione di un punteggio, per essere pienamente valido e attendibile, l’introduzione deve indicare chiaramente come i punti vengono assegnati e se e come vengono detratti in caso di rispose errate o saltate. Questo vale, per quanto possibile, anche in merito a come costruire un questionario autovalutativo.

Come creare un questionario online o cartaceo

Giunti a questo punto, non rimane che indicarti alcuni step da seguire in merito a come strutturare un questionario con relativi consigli su come eseguirli al meglio. Eccoli di seguito.

  1. Individua il metodo di stesura. Strutturarla è tecnicamente abbastanza facile anche con strumenti a portata di tutti. Ci riferiamo ad esempio a come costruire un questionario su Word, Excel o magari Power Point;
  2. Inizia a scrivere le domande. Decidi quali informazioni vuoi ottenere dal questionario, elabora domande che ti aiuteranno a ottenere tutte le informazioni necessarie, utilizza domande a scelta multipla per ottenere risposte precise o domande a risposta aperta per richiedere opinioni personali più approfondite, ma preoccupati anche di formulare le domande in modo più chiaro possibile, in modo da evitare fraintendimenti e incorrere in pregiudizi;
  3. Implementa il questionario. Pensa a come sottoporrai il questionario e a chi, progettando o adattando la prima bozza del questionario in considerazione di ciò. Presta attenzione all’ordine e alla forma delle domande, se hanno una logica in senso cronologico o di attinenza è meglio. Stabilisci se offrire incentivi a chi porterà a termine il questionario e testalo prima di somministrarlo all’utente finale con persone di fiducia o collaboratori;
  4. Apporta tutte le correzioni necessarie al questionario. In base a quanto emerso nei passaggi precedenti.

Inoltre, non dimenticare di attrezzarti per analizzare per bene le risposte che riceverai. Altrimenti non riuscirai a capitalizzare i risultati ottenuti.

E con questo, almeno per il momento è tutto. Questa guida Unicusano su come strutturare un questionario adesso è davvero completa ed esaustiva.

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Differenza tra stage e apprendistato: ecco quello che devi sapere

Conosci la differenza tra stage e apprendistato? Vuoi sapere se il tirocinio riduce la durata dell’apprendistato o come gestire stage e giorni festivi?

Se cerchi risposte a questi o altri interrogativi simili, ecco subito una buona notizia per te: sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, sviscereremo proprio questo tema.

Si tratta certamente di un argomento importante, utilissimo se vuoi riuscire a coniugare lavoro e studio. Perché anche se già lavori, conseguire un titolo di studio autorevole non fa mai male. Anche laurearsi tardi, per così dire, può sempre dare una marcia in più. Oppure, se la tua attività primaria è attualmente lo studio, uno stage può essere la soluzione ideale per realizzare ad esempio una tesi sperimentale Giurisprudenza, che dunque richiede una ricerca di osservazione e sperimentazione sul campo.

Ma procediamo per gradi. Se vuoi saperne di più su cos’è l’apprendistato o cosa fa uno stagista continua a leggere questo articolo. Buona lettura.

Stage e apprendistato: tutto quello che devi sapere

Nei paragrafi che seguono, entreremo dunque nel merito della differenza tra stage e apprendistato. Sperando di fugare ogni dubbio che tu possa avere in merito.

LEGGI ANCHE – Frasi famose sul lavoro: le più belle citazioni di sempre.

Differenza tra stage e tirocinio

Per comprendere la differenza tra stage e apprendistato, partiamo dalle basi. Ovvero dalle definizione dei due termini.

Iniziamo con i termini tirocinio e stage. Per poi passare, nel prossimo paragrafo, all’apprendistato. E per farlo citiamo un estratto della definizione fornita da Wikipedia, che a sua volta cita autorevoli fonti del settore.

«Il termine tirocinio, anche stage (in francese), indica un’esperienza presso un ente, pubblico o privato, di durata molto variabile, allo scopo principale di apprendimento e formazione, generalmente finalizzata nell’ingresso del mercato del lavoro».

La stessa fonte, inoltre, precisa anche che:

«Per praticantato si intende il tirocinio obbligatorio per l’accesso a un’abilitazione necessario per esercitare una libera professione. In realtà il praticantato non è un vero e proprio tirocinio, ma una pratica professionale che prevede degli esami di Stato finali per poter esercitare la Libera Professione».

Pertanto, anche se non è detto, è più probabile fare praticantato piuttosto che uno stage a 29 anni o più. I tirocinanti, infatti, sono il più delle volte studenti delle scuole superiori o universitari. Ma anche persone che intendono reinserirsi in un’attività lavorativa, cambiare mestiere, o semplicemente perfezionare o acquisire nuove competenze professionali.

Il Italia il tirocinio è previsto da diversi ordini professionali ed è propedeutico all’abilitazione per l’esercizio delle stesse, e può essere di due tipi:

  1. Tirocinio professionale
  2. Tirocinio formativo

Ed ecco che comincia ad emergere la differenza tra stage e apprendistato. Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora andiamo avanti spediti.

Differenza tra stagista e apprendista

Andiamo adesso a parlare di apprendistato dopo tirocinio formativo. Anche qui procediamo per gradi tornando su Wikipedia, secondo cui:

«Per apprendistato si intende genericamente un periodo di formazione professionale iniziale, durante il quale si apprende un mestiere osservando ed ascoltando persone già esperte, seguendo specifici percorsi di formazione. Può essere anche la condizione per l’assunzione e la stipula di un contratto di lavoro con un datore di lavoro; tale periodo può anche essere obbligatorio, ove previsto dalla legge».

La durata apprendistato dopo tirocinio o esclusivo che sia, è dunque rappresentata dalla durata di tale rapporto.

In base alla legge 24 giugno 1997 n. 196, la durata massima di un tirocinio prevede quattro fasce:

  1. Quattro mesi per gli studenti che frequentano la scuola secondaria;
  2. Sei mesi per i lavoratori inoccupati o disoccupati iscritti nelle liste di mobilità, gli allievi degli istituti professionali di Stato e gli studenti che frequentano attività formative post diploma o post laurea;
  3. Un anno per gli studenti universitari o laureati da non più di dodici mesi, gli studenti che frequentano dottorati di ricerca o scuole di specializzazione anche nei diciotto mesi successivi il termine degli studi, per le persone svantaggiate;
  4. Due anni per i disabili.

Qualora non fosse ancora del tutto chiaro di cosa stiamo parlando, aggiungiamo anche un’altra fonte. Questa volta ci affidandiamo all’autorevole vocabolario Treccani, che alla voce “apprendistato” recita:

«Rapporto di lavoro subordinato di carattere speciale, in base al quale un imprenditore assume nella propria azienda un giovane lavoratore (fino ai 29 anni), allo scopo di fornirgli l’addestramento tecnico necessario ad acquisire una specializzazione, richiedendo come contropartita una prestazione d’opera, che è generalmente anche retribuita».

Cominci a comprendere la differenza tra stage e apprendistato?

Tirocinio e apprendistato: compatibilità, norme e contratti

cos'e apprendistatoL’apprendistato viene regolato nel diritto italiano da un rapporto di lavoro finalizzato alla formazione professionale ed all’inserimento nel mondo del lavoro. Chiamato, appunto, contratto di apprendistato.

Secondo il decreto legislativo n.167 (testo unico dell’apprendistato), si tratta di un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani. Il testo, precisa inoltre che la sua disciplina si rimette ad appositi accordi interconfederali, quindi ai contratti collettivi di lavoro stipulati dalle associazioni rappresentative a livello nazionale dei prestatori e dei datori di lavoro.

Inoltre, è possibile distinguere fra tre diversi contratti di apprendistato:

  1. Per la qualifica professionale;
  2. Di alta formazione e ricerca;
  3. Professionalizzante o “di mestiere”.

Ognuno di essi è regolato dalle singole regioni di appartenenza (e dalle provincie autonome di Trento e Bolzano) e dai contratti collettivi.

Dal punto di vista civilistico, invece, il codice non definisce chiaramente il contratto di tirocinio. Sul punto si rimanda al prospetto aggiornato del Ministero del Lavoro nonché alle normative di riferimento, ovvero la legge n. 196/1997 e il D.L. 142/1998.

Linee guida contratti apprendistato

Prima di concludere la nostra guida sulla differenza tra stage e apprendistato, vediamo i 5 principi le regioni e le province autonome devono seguire nel regolamentare il contratto di apprendistato professionalizzante.

  1. Forma scritta del contratto, contenente indicazione della prestazione oggetto del contratto, del piano formativo individuale, nonché della eventuale qualifica che potrà essere acquisita al termine del rapporto di lavoro sulla base degli esiti della formazione aziendale od extra aziendale;
  2. Divieto di stabilire il compenso dell’apprendista secondo tariffe di cottimo;
  3. Possibilità per il datore di lavoro di recedere dal rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato ai sensi di quanto disposto dall’articolo 2118 del codice civile;
  4. Possibilità di sommare i periodi di apprendistato svolti nell’ambito del diritto-dovere di istruzione e formazione con quelli dell’apprendistato professionalizzante nel rispetto del limite massimo di durata di cui al comma 3;
  5. Divieto per il datore di lavoro di recedere dal contratto di apprendistato in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo.

Criteri direttivi contratto di apprendistato

Inoltre, la regolamentazione dei profili formativi dell’apprendistato professionalizzante deve anche rispettare altrettanti criteri direttivi:

  1. Previsione di un monte ore di formazione formale, interna o esterna alla azienda, di almeno centoventi ore per anno, per la acquisizione di competenze di base e tecnico-professionali;
  2. Rinvio ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative per la determinazione, anche all’interno degli enti bilaterali, delle modalità di erogazione e della articolazione della formazione, esterna e interna alle singole aziende, anche in relazione alla capacità formativa interna rispetto a quella offerta dai soggetti esterni;
  3. Riconoscimento sulla base dei risultati conseguiti all’interno del percorso di formazione, esterna e interna alla impresa, della qualifica professionale ai fini contrattuali;
  4. Registrazione della formazione effettuata nel libretto formativo apprendista;
  5. Presenza di un tutore aziendale con formazione e competenze adeguate.

Andiamo adesso ad approfondire la normativa relativa ai tirocini.

Le norme che disciplinato i tirocini

Come abbiamo già spiegato introducendo la differenza tra stage e apprendistato, esistono due forme di tirocini in Italia: formativo e professionale.

Il primo è stato introdotto per la prima volta con il “Pacchetto Treu”, ovvero la legge n. 196 del 24 giugno 1997, dal decreto interministeriale n. 142 del 25 marzo del 1998 e dalle leggi n. 53 28 marzo 2003 e n. 326 del 24 novembre 2003. Anche se tale istituto è stato successivamente riformato grazie all’entrata in vigore della legge n. 148 del 14 settembre 2011.

Il tirocinio professionale, invece, è disciplinato in via generale dall’art. 6 del DPR 7 agosto 2012 e in modo specifico dalle leggi istitutive degli Ordini e dai singoli regolamenti da loro emanati.

E con questo è tutto. La nostra guida sulla differenza tra stage e apprendistato, almeno per il momento, si conclude qui.

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Sport rilassanti: i migliori per combattere lo stress

Sei alla ricerca di sport rilassanti per mantenerti in forma ed evadere dallo stress del lavoro o dello studio?

Molto bene, allora ecco subito una gran bella notizia per te: sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, tratteremo proprio questo argomento. Dal rilassamento muscolare a come alleviare l’ansia. Suggerendoti anche quali sport fare quando si studia o si è nel bel mezzo di un periodo di forte stress lavorativo. Anche perché non si può sempre e solo pensare a fare esercizi di matematica o di qualsiasi altra disciplina, perché come ci hanno insegnato i latini “mens sana in corpore sano”.

Sport, dieta equilibrata basata sul valore nutrizionale degli alimenti ed un ottimale consumo di acqua da bere, possono costituire infatti il miglior rimedio alla tensione nervosa e alle fatiche quotidiane.

Cosa ne dici, abbiamo stimolato abbastanza la tua voglia di sapere? Allora non perdiamo tempo ed entriamo ancor più nel merito del discorso. Iniziamo subito a svelare quali sono gli sport rilassanti da fare per star meglio con se stessi e vincere l’ansia, la fatica e la depressione.

Sport per scaricare lo stress

Nei paragrafi che seguono, andremo dunque a scoprire da vicino quali sono gli sport rilassanti migliori per controllare l’ansia e combattere lo stress. Vuoi saperne di più? Allora non perderti il resto dell’articolo. Buona lettura.

Sport migliori contro l’ansia

Iniziamo subito con tre consigli utili e pratici per individuare quali sono gli sport rilassanti migliori per te.

  1. Scegli uno sport che ti diverte: presupposto fondamentale per essere costante e rilassato nello svolgimento della tua attività fisica;
  2. Pratica sport senza competizione: visto che l’obbiettivo e di rilassarti e non patire ulteriore stress o ansia da prestazione;
  3. Impegnati: predisponi un’agenda dove scriverai il tuo programma e i tuoi appuntamenti sportivi. Oppure utilizza una delle tante app utili per organizzare le giornate o pianificare l’attività fisica e seguire i tuoi progressi. Così avrai meno pensieri.

Dopo una prima lettura, questi potrebbero anche apparire come tre consigli banali o per scontati, ma in realtà non è così e troppo spesso vengono trascurati, ignorati o sottovalutati.

Altro aspetto che può aiutare a stare meglio è praticare sport all’aria aperta.

Partendo dal presupposto che l’attività fisica e motoria fa bene sempre, farlo all’aria aperta può essere ancora più rilassante e salvifico per il corpo, la mente e la psiche.

Questo per diversi motivi. In primis perché la luce naturale ha un effetto positivo sul corpo che aiuta proprio a ridurre lo stress. La natura, inoltre, infonde un effetto stimolante sensoriale positivo e provoca un aumento della serotonina. Tutto ciò infonde una sensazione di serenità e benessere. E poi la vitamina D nell’organismo aumenta di pari passo con l’energia solare. Ma in merito a quest’ultimo punto ricorda di non esagerare con l’esposizione ai raggi del sole, specialmente nelle ore più calde della giornata. Infine, come puoi immaginare, stare sempre in ambienti chiusi non fa certo bene.

Come rilassare i muscoli ed evitare infortuni

Quando parliamo di sport rilassanti, non facciamo riferimento solo alla mente, ma anche ai muscoli. Pure loro possono subire un eccessiva dose di stress che può provocare dolori, strappi o infortuni di vario genere.

Ecco perché prima di ogni seduta, partita o attività sportiva, è sempre necessario dedicare del tempo allo stretching. Qualora non sapessi esattamente cosa si intende o comunque perché è così importante, ecco la definizione che fornisce il Vocabolario Treccani in merito a questa parola di origine inglese:

«Ginnastica di allungamento, di distensione muscolare, praticata specialmente da atleti, che serve ad aumentare l’elasticità dei muscoli, permettendo così di affrontare sforzi fisici intensi, migliorando la capacità di movimento e contribuendo anche a far sentire meno la fatica».

In poche parole lo stretching scioglie le contratture, elimina le tensioni muscolari e articolari, calma la mente e, di conseguenza, agevola la gestione dello stress.

Lo sport aiuta a combattere l’ansia se ci si arriva preparati, per questo è indispensabile iniziare da questa pratica di riscaldamento e preparazione. Fare sforzi improvvisi e senza un’adeguata preparazione di questo genere, rischi l’effetto contrario: stressare il tuo corpo e farti male.

Sport per scaricare il nervoso

rilassamento muscolareMolto spesso per scaricare la tensione è bene praticare tipi di sport individuali da svolgere da soli. Per isolarsi e concentrarsi su se stessi.

Pensiamo ad esempio alla corsa, alla camminata veloce o a un giro in bici. Anche per un motivo di cui abbiamo già parlato prima: evitare la competizione, se non quella positiva con te stesso. Ecco perché si tratta di sport per scaricare la rabbia. Meglio incanalare questa nello sforzo fisico singolo che scontrandosi con altre persone, perché sfidare qualcuno con troppa rabbia o ansia durante lo sport, specialmente in attività che possono prevedere lo scontro anche fisico, non è consigliabile.

Altri sport per sfogare lo stress possono essere ad esempio l’Acquagym. L’acqua, infatti, aiuta a rilassare i muscoli e scaricare le tensioni. Inoltre si può praticare in gruppo portando anche un po’ di sana allegria.

E poi naturalmente lo Yoga e il Pilates, pratiche rilassanti per eccellenza che ti permettono di prendere il controllo su ansia e stress. Il primo migliora il funzionamento del sistema cardiovascolare, il sistema respiratorio e il funzionamento dei polmoni, oltre a rafforzare il sistema immunitario attraverso la stimolazione del sistema parasimpatico. Mentre il pilates mantiene la mente sveglia, attiva e recettiva, favorisce l’elasticità della colonna vertebrale e delle articolazioni, migliora la fluidità dei movimenti.

Tra questi, puoi cercare anche il miglior sport contro la depressione, perché stare in movimento aiuta anche a superare questo tipo di difficoltà, al contrario di chiudersi in se stessi e nell’apatia. Insomma: muoversi fa bene, sempre. E quelli che ti abbiamo elencato sono gli sport da fare per ottenere i migliori risultati.

Master Unicusano in ambito sportivo

Prima di concludere la nostra guida sugli sport rilassanti, abbiamo pensato di lasciarti un piccolo regalo. Se cerchi informazioni su questo tema perché sei un appassionato di sport o della psicologia e ti piacerebbe formarti e lavorare in questi settori, devi sapere che l’offerta formativa di Unicusano prevede diversi corsi che possono fare decisamente al caso tuo.

In particolare, i più affini sono certamente Psicologia dello Sport oppure Gestione e organizzazione di attività sportive, ma anche il Corso di perfezionamento e aggiornamento professionale in Nutrizione nel fitness e nel recupero funzionale dell’atleta. Questi, però, sono solo alcuni dei master che costituiscono la nostra ampia offerta formativa. Per consultare l’elenco completo, ti consigliamo di visitare l’area didattica del portale Unicusano.it.

E con questo, almeno per il momento, è tutto. La nostra guida sugli sport rilassanti si conclude qui. Se vuoi praticarne uno o seguire un percorso di studi attinente, adesso hai tutti gli elementi per prendere la decisione migliore e più adatta alle tue esigenze.

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Film sullo spazio: ecco i 10 da vedere

Ami il cinema e il mondo della (fanta)scienza e sei alla ricerca di un bel film sullo spazio da vedere?

Allora abbiamo una notizia davvero importante per te: in questo momento ti trovi nel posto giusto. In questo articolo, infatti, ti sveleremo la nostra top ten dei migliori film sugli alieni, gli ufo o gli astronauti e chi più e ha più ne metta.

Un viaggio interstellare che va dai film di fantascienza alle pellicole basate su fatti più o meno storici, dai film apocalittici a quelli cospirativi. Alla scoperta di un genere cinematografico che ha affascinato e che affascina generazioni su generazioni.

Vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo in chiacchiere e iniziamo subito a svelare la la nostra selezione di film sullo spazio da vedere assolutamente.

LEGGI ANCHE – Libri di fantascienza: ecco i migliori da leggere assolutamente.

Film famosi sullo spazio e outsider

Nei paragrafi che seguono, approfondiremo trame, membri del cast e curiosità su dieci opere cinematografiche. Tra quelle che hanno fatto la storia alle pellicole che meritano particolare attenzione, fino ai film sullo spazio recenti più importanti, sempre appartenenti a questo appassionante genere. Insomma ,ce n’è per tutti i gusti. A questo punto non ci rimane che augurati buona lettura e, speriamo presto, buona visione.

2001: Odissea nello spazio

Capolavoro datato 1968 del maestro Kubrik. Non certo un film sullo spazio qualsiasi, visto che ha appresenta una vera e propria rivoluzione nel genere fantascientifico. Una svolta epocale, caratterizzata dal trionfo degli effetti speciali e dall’utilizzo della tecnologia, è la massima realizzazione della ricerca sperimentale prodotta fino a quel momento.

Nel cast, tra gli altri, ricordiamo Keir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Daniel Richter, Leonard Rossiter, Margaret Tyzack, Robert Beatty, Sean Sullivan.

Viaggio nella Luna

Film sullo spazio particolare, in quanto trattasi di una pellicola muta del 1902 realizzata da Georges Méliès e liberamente tratta dai romanzi “Dalla Terra alla Luna”, scritto da Jules Verne e “I primi uomini sulla Luna”, frutto della penna e del genio di H. G. Wells.

La scena in cui una navicella spaziale si schianta sull’occhio della Luna, raffigurata come un volto umano, ha segnato in maniera indelebile la storia del cinema ed è tutt’oggi tra le più imitate e riproposte in tutte le salse nel mondo dello spettacolo, dal grande al piccolo schermo.

Il Dizionario dei personaggi fantastici (Roberto Chiavini e Gian Filippo Pizzo, Gremese Editore, 1996, p. 61), lo annovera tra uno dei capolavori del cinema ai suoi esordi. Varrà dunque la pena vederlo almeno una volta nella vita non credi? Noi siamo convinti di sì.

Apollo 13

Continuiamo la nostra carrellata di film sullo spazio con una pellicola straordinaria. Al punto di essere stata inserita nella lista dei migliori film di sempre stilata dal The New York Times.

Alzi la mano chi non conosce la celebre frase cult di questo film:

«Houston, abbiamo un problema»

Impossibile non averla mai sentita, per quante volte sia stata citata e riprese in altri film, telefilm, sketch vari, libri.

Ispirata alle reali vicende della missione spaziale statunitense, parte del programma Apollo, decollata l’11 aprile 1970 dal Kennedy Space Center. Ovvero quella che sarebbe dovuta essere la terza missione lunare e che invece è passata agli annali a causa del guasto che impedì l’allunaggio e rese difficoltoso il rientro sulla Terra.

Nel cast, tra gli altri, ricordiamo star del calibro di:

  1. Tom Hanks, nei panni dell’astronauta statunitense della NASA Jim Lovell;
  2. Kevin Bacon, che interpreta l’astronauta americano Jack Swigert;
  3. Bill Paxton, alias Fred Haise, anch’egli astronauta;
  4. Gary Sinise, è l’astronauta Ken Mattingly;
  5. Ed Harris nel ruolo di Gene Kranz, ingegnere statunitense e direttore delle operazioni di volo della NASA;
  6. Kathleen Quinlan, nei panni di Marilyn Lovell, moglie di Jim.

I soggetti interpretati da questi famosi attori sono le persone reali che hanno vissuto quella vicenda e non personaggi inventati. Lovell, Swigert e Haise sono davvero degli astronauti e Kranz il direttore delle operazioni di volo della NASA.

Alien: la saga

Più che un film sullo spazio, una vera e propria saga. In principio, nel 1979, fu l’Alien originale di Ridley Scott.

Seguì Aliens – Scontro finale (Aliens), di James Cameron nel 1986. E a ruota fu il turno di Alien³ di David Fincher, uscito nelle sale nel 1992, Alien – La clonazione di Jean-Pierre Jeunet nel 1997, Alien vs. Predator di Paul W. S. Anderson nel 2004, Aliens vs. Predator 2 dei fratelli Strause nel 2007.

A chiudere il cerchio è stato, ad oggi, colui che lo aveva aperto: ancora una volta Ridley Scott, prima con Prometheus nel 2012 e infine con Alien: Covenant nel 2017.

Insomma una delle saghe del genere più longeve e apprezzate di sempre. Perfetta per una maratona a base di alieni in versione thriller, fantascienza e orrore. Ma fa attenzione, perché come recita una nota battuta del primo film della serie «nello spazio nessuno può sentirti urlare».

Armageddon: Giudizio finale

film sugli alieniLa sopravvivenza della Terra e dell’intera umanità sono a rischio. Il pericolo è reale e si chiama Armageddon, un meteorite che si sta per abbattere sul nostro pianeta. Come fare a contrastarlo? Secondo la NASA non c’è altra soluzione che provare a sbarcare sulla superficie di Armageddon e tentare di farlo esplodere.

Ma chi può riuscire in un’impresa del genere? E così un gruppo di trivellatori americani è costretto a tentare questa improbabile missione. Dall’estrazione del petrolio sulla Terra, al lancio nello spazio dritti verso un meteorite grande quanto le dimensioni del Texas.

Riusciranno questi improvvisati eroi moderni a salvare il mondo dalla catastrofe e a sopravvivere a loro volta a questa missione disperata?

Tra gli attori protagonisti Bruce Willis, Ben Affleck, Steve Buscemi e Liv Tyler.

Independence Day

Film di fantascienza diretto da Roland Emmerich e con protagonisti Will Smith e David Levinson.

La trama racconta un’immaginaria invasione aliena della Terra, con attacchi a monumenti simbolo degli USA. Dall’Empire State Building alla Casa Bianca e la Library Tower di Los Angeles.

Star Trek

Altra saga cinematografica, una delle più amate di sempre, per il genere film sullo spazio.

Al netto delle serie tv, le pellicole cinematografiche di Star Trek sono tredici, prodotte dal 1979 al 2016.

  1. Star Trek (1979);
  2. L’ira di Khan (1982);
  3. Alla ricerca di Spock (1984);
  4. Rotta verso la Terra (1986);
  5. Star Trek V – L’ultima frontiera (1989);
  6. Rotta verso l’ignoto (1991);
  7. Generazioni (1994);
  8. Primo contatto (1996);
  9. L’insurrezione (1998);
  10. La nemesi (2002);
  11. Star Trek (2009);
  12. Into Darkness (2013);
  13. Star Trek Beyond (2016).

Che ne pensi, non sarebbe il caso anche qui di fare una bella maratona?

Star Wars: Guerre Stellari

Terza ed ultima saga all’interno della nostra top ten. Perché scegliere una sola pellicola di questi straordinari film sullo spazio interstellare era impossibile. Come nel caso, appunto, il capolavoro creato da George Lucas, che si compone di tre trilogie.

La prima comprende Guerre Stellari (1977), L’Impero Colpisce ancora (1980) e Il ritorno dello Jedi (1983). La seconda Star Wars – La minaccia fantasma (1999), L’attacco dei cloni (2002) e La vendetta dei Sith (2005).

Infine, la terza, Il risveglio della forza (film sullo spazio 2015), Gi ultimi Jedi (2017), Episodio IX (previsto per il 2019).

Migliori film fantascienza recenti

All’appello mancano ancora due pellicole per completare la nostra top ten e abbiamo pensato di dicare questi ultimi slot disponibili a opere cinematografiche recenti. Per la serie film spazio 2016, ad esempio, segnaliamo Passengers scritto da Jon Spaihts e diretto da Morten Tyldum. Protagonisti Jennifer Lawrence e Chris Pratt.

Mentre per i film sullo spazio 2017 ecco Life – Non oltrepassare il limite, diretto da Daniel Espinosa. Pellicola di fantascienza che vede coinvolti Jake Gyllenhaal, Rebecca Ferguson e Ryan Reynolds in una missione di recupero nello spazio.

E con questo è tutto: si conclude qui la guida di Unicusano Latina sui film sullo spazio. “Che la forza sia con te” (cit. Ian Solo di Guerre Stellari).

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People management nello sport: formazione e caratteristiche

Sai cos’è e come funziona il people management nello sport?

Se vuoi saperne di più o specializzarti per operare in questo settore, sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, troverai tutte le informazioni utili di cui hai bisogno. Dalla definizione alla sua importanza all’interno di un’azienda o nello sport. Con un focus dettagliato e completo sui corsi di laurea e i master più spendibili nel merito del lavoro nell’ambito della gestione collaboratori.

Insomma, in poche parole, si tratta di una vera e propria guida sull’argomento. Sia a livello generale, che specifico per quanto riguarda lo sport.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito. Lanciamoci alla scoperta di segreti del people management.

Tecniche e metodi di gestione dei collaboratori

Nei paragrafi che seguono, andremo dunque a definire tutto ciò che c’è da sapere sul people management: traduzione del termine dall’inglese, libri e percorsi di studi attinenti. Con particolare attenzione al mondo dello sport. Iniziamo subito, buona lettura.

Gestione persone e human resources: significato

Prima di addentrarci nel settore sportivo, cerchiamo di definire il significato generale di People Management. Questo termine, tradotto letteralmente tradotto dall’inglese, significa gestione delle persone.

Per essere più precisi, si intende il governo della motivazione e del comportamento organizzativo di persone e gruppi. Una sorta di gestione del personale in inglese. Dunque l’insieme di tutto ciò che riguarda teorie e pratiche per la gestione del personale, dei collaboratori e delle risorse umane.

Per fare questo occorre avere persone e conoscenze adatte per sviluppare un’idea di people strategy in grado di incidere principalmente su sei fattori:

  1. Storia dell’individuo;
  2. Personalità dell’individuo;
  3. Esperienza individuale e collettiva;
  4. Forma dell’organizzazione;
  5. Divisione del Lavoro;
  6. Cultura Organizzativa.

gestione personeNell’ambito sportivo, dunque, occorre declinare tutto ciò sui temi della gestione degli atleti, della formazione di tecnici e dirigenti, della gestione del gruppo, della leadership, della motivazione e coesione, del meeting management o dell’internal communication.

Il tutto, al fine di migliorare le relazioni tra le persone e tra queste e l’organizzazione, ottimizzando le risorse, la loro produttività (o il loro rendimento, se parliamo di sport), la loro condizione lavorativa e, di conseguenza, accrescere il business o i risultati sportivi nel caso specifico.

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora andiamo avanti con alcuni consigli di lettura per approfondire ulteriormente il tema.

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Libri consigliati

Prima di dedicarci agli studi consigliati per specializzarsi in questo settore, c’è ancora un aspetto da scoprire sul people management: i libri da leggere per saperne di più e avere un’infarinatura di base sull’argomento.

Ecco qualche suggerimento:

  1. Let My People Go Surfing, di Yvon Chouinard. La filosofia di un imprenditore ribelle. Come riporta la prefazione della seconda edizione da parte dell’autore “in origine Let My People Go Surfing doveva essere un manuale filosofico per i dipendenti di Patagonia. Mai mi sarei aspettato che sarebbe stato tradotto in più di dieci lingue, utilizzato in licei e università e che avrebbe addirittura influenzato grandi multinazionali”;
  2. People management. Teorie e pratiche per una gestione sostenibile delle persone, di Gabriele Gabrielli. Un manuale sulle basi della gestione delle persone, in grado di guidarti in un viaggio organizzativo che ricerca e promuove inclusioni e contaminazioni di linguaggi e prospettive;
  3. Human Resource Management – People and Organisations, di Stephen Taylor. Una lettura essenziale per tutti coloro che studiano questa materia e sono interessati ai temi chiave delle risorse umane. Dalle risorse finanziarie alla pianificazione dei talenti, dalla gestione dei premi agli sviluppi contemporanei nei rapporti di lavoro;
  4. A primer on organization and people management – Principles of management, di Alessandro Minichilli e Maurizio Zollo.

Tra i libri specifici sullo sport, invece, troviamo testi come:

  1. Team leadership. Idee e azioni tra sport e management, di Paolo Guenzi e Dino Ruta;
  2. Time out management. Citazioni dal mondo dello sport per manager appassionati e vincenti, di Andrea Di Lenna;
  3. Marketing e management dello sport di Sergio Cherubini.

Attraverso la lettura di questi testi puoi iniziare a capire qualcosa in più sul people management. Ma per diventare un esperto o un’esperta del settore, occorre studiare. Specialmente se si vuole propendere per una formazione specifiche orientate allo sport.

Corso di gestione dei collaboratori e degli impianti sportivi

Per studiare il people management, puoi scegliere un master selezione del personale oppure un master organizzazione aziendale. Tuttavia, per una formazione più specifica sullo sport, è consigliabile prenderei considerazione qualcosa di maggiormente orientato a questo settore.

Come ad esempio il master I Livello in Gestione e organizzazione di attività sportive, che ha nel People Management una delle sue materie principali, insieme ad altre importanti discipline quali:

  1. Gestione degli atleti di alto livello;
  2. Formazione tecnici e dirigenti;
  3. Gestione del gruppo, leadership, motivazione e coesione;
  4. Meeting management, internal communication;
  5. Bilancio sportivo, controllo di gestione e pianificazione economica applicate alle organizzazioni sportive;
  6. Aspetti giuridici, fiscali e finanziari;
  7. Event management (organizzazione di eventi e manifestazioni sportive, campi, ritiri, partite e tornei);
  8. Comunicazione (rapporti con l’esterno, marketing strategico e marketing operativo, web, social e pubblicità, sponsorizzazioni, diritti media, licensing);
  9. Gestione impiantistica sportiva;
  10. Legislazione degli adempimenti.

Particolarmente utile pò risultare anche il master, sempre di I livello, in psicologia dello sport. Per un approccio psicofisico nei confronti del people management sportivo.

Tornando ad un ambito più generico, invece, troviamo anche il master di I livello dedicato alla Gestione ed amministrazione delle risorse umane, che fornisce le competenze necessarie per l’inserimento nell’area HR di imprese e organizzazioni della P.A. o di società di ricerca e consulenza, e quello di II livello in Human Resource Management, che mira a formare professionisti nell’area della gestione e sviluppo delle risorse umane.

Altri corsi sul management sportivo

Quelli che abbiamo elencato fin qui sono solo alcuni dei corsi in people management e risorse umane, in ambito sportivo  e generale, compresi nella nostra offerta formativa. Per visualizzare la lista completa, ti consigliamo di visitare l’area didattica del portale Unicusano.it.

Inoltre, si tratta di corsi che si distinguono per la lor flessibilità unica, adatta ad ogni tipo di esigenza. Ciò è possibile grazie all’erogazione attraverso il sistema e-learning. Questo permette di seguire o rivedere le lezioni direttamente online da dove vuoi e quando vuoi, senza alcun limite al numero di visualizzazioni. E come se non bastasse, troverai tutto il materiale didattico necessario già caricato sulla tua piattaforma personale.

Altra caratteristica fondamentale dei corsi è l’alto profilo dei docenti e degli esperti che curano la didattica. Tutto a garanzia dell’alta qualità dell’offerta formativa erogata.

E con questo siamo giunti alla conclusione della nostra guida sul people management applicato allo sport. Adesso sai meglio di cosa si tratta e quale percorso formativo seguire per diventare un esperto, un manager o un professionista di questo settore.

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Film sulla psicoanalisi: ecco quelli da non perdere

Sei uno studente di psicologia o un appassionato di cinema alla ricerca dei migliori film sulla psicoanalisi?

Allora abbiamo una buona notizia per te: sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, ti guideremo alla scoperta delle migliori pellicole su questo tema: dai film sulla psicologia veri e propri a quelli sulla depressione, la sofferenze psichiatrica e i blocchi mentali, fino ai thriller psicologici. Il tutto, senza tralasciare di ricordare i fondamentali della cosiddetta teoria dell’inconscio.

In poche parole, in queste righe troverai una vera e propria guida su uno dei generi cinematografici più affascinanti di sempre. Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e lanciamoci subito alla ricerca delle pellicole più interessanti per quanto riguarda i film sulla psicoanalisi.

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Psicoanalisi: cos’è e come viene rappresentata

Nei paragrafi che seguono, andremo dunque a scoprire meglio cos’è la teoria dell’inconscio e quali sono i film sulla psicoanalisi più belli e coinvolgenti da vedere. Come si dice utilizzando uno slang ormai sdoganato: i film intrippanti. Ti auguriamo una buona lettura e, speriamo presto, anche una buona visione. Vorrà dire che i nostri consigli cinematografici circa i film psicologici e simili ti saranno stati di aiuto.

Freud e la teoria dell’inconscio

Prima di andare a conoscere i migliori film sulla psicoanalisi, apriamo una breve e doverosa parentesi per ricordare cos’è il tema  che stiamo trattando.

«Disciplina fondata da Sigmund Freud, che ha per oggetto lo studio e il trattamento terapeutico di disturbi di tipo psicologico nel quadro di una teoria dinamica della psiche il cui concetto centrale è quello di inconscio».

La stessa fonte, aggiunge che secondo la definizione datane da Freud stesso, la psicoanalisi è:

  1. Un procedimento per l’indagine di processi psichici altrimenti inaccessibili;
  2. Una serie di conoscenze psicologiche ottenute nel modo indicato e convergenti in una nuova disciplina scientifica;
  3. Un metodo terapeutico per il trattamento dei disturbi nevrotici.

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora procediamo. È il momento di addentrarci tra i film sulla psicoanalisi più belli.

Film sulla psicoterapia: A Dangerous Method

Iniziamo il nostro viaggio tra i film sulla psicoanalisi con questa opera biografica del 2011 diretta da David Cronenberg: dangerous method.

La trama, racconta la storia, ambientata a Zurigo nel 1904, di un giovane psichiatra non ancora trentenne e all’inizio della propria carriera. Si tratta di Carl Gustav Jung, che presto diventerà padre: la moglie Emma è infatti in dolce attesa.

Seguendo le orme di Freud, Jung decide di applicare sulla paziente neo maggiorenne Sabina Spielrein, una ragazza russa di buona cultura e alla quale è stata diagnosticata una grave forma di schizofrenia, il trattamento sperimentale del neurologo, psicoanalista e filosofo austriaco padre della teoria detta anche “delle parole”.

Se non è un film sulla psicoanalisi questo, quale altro potrebbe esserlo?

Film psichiatrici: Ragazze interrotte

Proseguiamo la nostra carrellata di opere cinematografiche in tema, con un grande film sulla psichiatria. Si tratta di Girl, Interrupted (Ragazze interrotte, in italiano), pellicola del 1999 diretta da James Mangold.

La trama racconta la storia di Susanna Kaysen, una giovane ragazza alle quale, nel 1967, lo psichiatra diagnostica un disturbo borderline di personalità. Ricoverata in un ospedale psichiatrico, le vicende di Susanna si intrecciano con quelle delle sue compagne di permanenza presso la struttura. Cinque in particolare:

  1. Lisa Rowe, la leader del gruppo. Sociopatica, carismatica e dominante;
  2. Daisy Randone, ricca e viziata;
  3. Polly “Torch” Clark, traumatizzata a seguito di ustioni accidentali subite nell’infanzia;
  4. Georgina Tuskin, bugiarda patologica;
  5. Janet Webber, una ragazza anoressica.

Il cast è davvero d’eccezzione. Ad interpretare le sei ragazze, infatti, sono attrici del calibro di Winona Ryder (Susanna), Angelina Jolie (Lisa), Clea DuVall (Georgina), Elisabeth Moss (Polly), Angela Bettis (Janet Webber) e Brittany Murphy (Daisy). Ma anche Jared Leto (Tobias “Toby” Jacobs), Jeffrey Tambor (dottor Melvin Potts), Vanessa Redgrave (dottoressa Sonia Wick),
Whoopi Goldberg (Valerie Owens), Jillian Armenante (Cynthia Crowley). Un film sulla psichiatria che è un vero capolavoro.

Tutta colpa di Freud: commedia sulla psicoanalisi

Non solo film sulla sofferenza seriosi o drammatici. Il tema può essere trattato anche in modo più leggero.

Tra i film su Freud, infatti, troviamo anche una commedia italiana del 2014 diretta da Paolo Genovese. È il caso di Tutta colpa di Freud.

La trama è incentrata sulla vita di Francesco (interpretato da Marco Giallini), un analista cinquantenne separato e con tre figlie:

  1. Sara, lesbica che torna dagli Stati Uniti decisa a diventare etero dopo l’ennesima delusione amorosa;
  2. Marta, che gestisce la libreria del nonno;
  3. Emma, diciottenne che ha una relazione con Alessandro, architetto cinquantenne sposato con Claudia, la donna che Francesco vede tutti i giorni e di cui è innamorato senza tuttavia riuscire a dichiararsi.

Tre storie e tre personalità complesse che daranno filo da torcere a Francesco sia come padre che come professionista. Riuscirà ad essere talmente bravo da risultare uno psicologo rivale di Freud?

Psicoanalisi: altri film e studi attinenti

Le tre pellicole che abbiamo fin qui descritto sono solo alcuni dei film sulla psicoanalisi più interessanti da vedere. Abbiamo deciso di dedicare ampio spazio a loro con l’intenzione di suggerirti alternative di diverso genere. Ma tra le opere cinematografiche sul tema spiccano anche altri film.

Su tutti Blue Jasmine, capolavoro scritto e diretto da Woody Allen del 2013. Protagonista la bella e brava Cate Blanchett, che non a caso ha conquistato il Premio Oscar per la Miglior attrice protagonista interpretando Jasmine, una donna affetta da alcuni problemi psicologici.

Per concludere, consigliamo anche due film sulla psicoanalisi e sulla psicologia di Lars von Trier: Antichrist (2009) e Melancholia (2011). E con questo è tutto. Se sei interessato, ti consigliamo di dare un’occhiata ai nostri corsi di laurea e master dell’area psicologica.

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Inquinamento atmosferico: quello che devi sapere

Ami la natura e cerchi informazioni su come salvaguardare l’ambiente dall’inquinamento atmosferico? O magari vuoi scrivere un progetto di ricerca o un tema sull’inquinamento?

Allora sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, cercheremo di sapere nei più su questo brutto fenomeno che rischia di contaminare negativamente le caratteristiche naturali dell’atmosfera terrestre. Ti guideremo alla scoperta delle cause e delle conseguenze, nonché di quali sono gli inquinanti aria più pericolosi.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito.

LEGGI ANCHE – Accelerazione di gravità: quello che devi sapere.

Inquinamento dell’aria: cause e conseguenze

Nei paragrafi che seguono andremo dunque a definire per filo e per segno uno dei più gravi rischi per l’umanità: l’inquinamento atmosferico: conseguenze, cause, rimedi e tutto quello che c’è da sapere in merito. Buona lettura.

Cos’è l’inquinamento

Prima di entrare nello specifico dell’inquinamento atmosferico cause, conseguenze e rimedi, facciamo un piccolo passo indietro per partire dalle basi.

Cerchiamo quindi di definire cosa si intende per inquinamento globale. Ecco la spiegazione del termine che ne da l’Enciclopedia Treccani in merito:

«Contaminazione di un qualsiasi ambiente o mezzo, a opera di batteri o altri agenti, in particolare rifiuti di produzioni industriali.

L’espressione inquinamento ambientale indica la presenza in un determinato luogo limitato o circoscritto di una o più sostanze estranee, dette inquinanti, capaci di alterare i componenti dell’ambiente in cui l’uomo vive: aria, acqua e suolo; talvolta invece che da sostanze estranee l’inquinamento può essere provocato da costituenti normali dell’ambiente, ma presenti in proporzioni superiori alla media.

L’inquinamento dell’ambiente può essere di origine naturale o causato dalle attività umane».

La stessa fonte, distingue poi vari tipi di inquinamento Tra cui, i più rilevanti sono:

  1. Naturale
  2. Causato dalle attività umane
  3. Atmosferico
  4. Delle Acque
  5. Del suolo
  6. Acustico
  7. Radioattivo
  8. Elettromagnetico

Andando al tema specifico che più ci interessa, ecco invece la definizione di inquinamento atmosferico wikipedia:

«L’inquinamento atmosferico è una forma di inquinamento, ovvero l’insieme di tutti gli agenti fisici, chimici e biologici che modificano le caratteristiche naturali dell’atmosfera terrestre».

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora andiamo avanti.

Cause dell’inquinamento

Fatte tutte le doverose premesse del caso, entriamo adesso ancora di più nel dettaglio dell’inquinamento atmosferico, parlato di inquinanti e cause che lo generano.

Iniziamo subito con il dire che, in base alla loro origine, gli inquinanti dell’aria possono raggrupparsi in tre gruppi derivanti da:

  1. Impianti di riscaldamento domestico. Come l’anidride solforosa, prodotta dalla combustione dei prodotti solforati contenuti nei combustibili. Ma anche le particelle solide disperse dovute a combustione incompleta;
  2. Motorizzazione. Tra le cause principali nei centri abitati, in particolare quelli ad alta densità di traffico;
  3. Impianti industriali. Questi possono essere differenti in base al genere specifico di industria e vanno valutati caso per caso.

Queste sono dette fonti antropiche di inquinamento. Non sono però le uniche. Esistono infatti anche fonti naturali come l’aminato dei ghiaioni, gli allergeni dei processi biologici, SOdei vulcani o il PM10 degli incendi.Ma quali sono i principali effetti dell’inquinamento atmosferico? Andiamo a scoprirlo nel prossimo paragrafo.

Effetti dell’inquinamento dell’aria

inquinamento dell'ariaLa maggior parte degli effetti dell’inquinamento atmosferico si manifestano sulle popolazioni urbane sui manufatti e persino sulle opere d’arte. In quest’ultimo caso, il danno è dovuto in particolare dall’azione corrosiva dell’anidride solforosa e solforica. Questo effetto negli ultimi anni ha provocato un danno davvero rilevante, più che nei secoli scorsi.

I maggiori danni per l’uomo, come detto, sono riscontrabili principalmente in città. Gli agenti contaminanti più forti sono infatti polveri, la già citata anidride solforosa e l’ossido di carbonio. Questi possono causare, già a breve termine, tra le altre cose:

  1. Irritazione bronchiale;
  2. Tosse;
  3. Stenosi dell’apparato respiratorio.

Sul lungo periodo, invece, a fare più male sono gli agenti di origine industriale come l’arsenico, le polveri d’amianto, i fluoruri la fluorosi, polveri organiche. Questi possono rispettivamente essere causa di: dermatite arsenicale, asbestosi, fluorosi, sclerosi polmonare. Inoltre, secondo autorevoli indagini epidemiologiche, tra gli effetti più lontani nel tempo, rientrano anche le affezioni croniche delle vie respiratorie.

Senza considerare le conseguenze dannose per l’ambiente, che vanno dall’effetto serra alle piogge acide, fino al buco dell’ozono ed altri problemi meno visibili, ma altrettanto importanti, che coinvolgono la flora e la fauna.

Inquinamento: contromisure e rimedi

Concentriamoci adesso su un tema decisivo riguardo l’inquinamento atmosferico: la ricerca di soluzioni.

Per contrastare l’inquinamento da impianti di riscaldamento domestico, i sistemi più efficaci sono:

  1. Controllare i combustibili impiegati e le modalità della combustione;
  2. L’abbattimento di gran parte delle polveri contenute nelle emissioni gassose;
  3. Un’efficace dispersione nell’aria per mezzo di camini opportunamente dimensionati e ubicati.

Per quanto riguarda invece l’inquinamento prodotto dagli autoveicoli, le contromisure per ridurre il danno possono essere:

  1. Utilizzo di motori che riducano al minimo la produzione di sostanze nocive derivanti dalla combustione, come quelli a metano.
  2. Sistemi d’iniezione e accensione elettronici in modo da ridurre lo sviluppo di sostanze nocive;
  3. Reattori termici in grado di ossidare maggiormente i gas di scarico e/o ridurre gli ossidi di azoto;
  4. Eliminazione delle sostanze tossiche e segnatamente del piombo della benzina.

Ancora più complesso il problema del contenimento dell’inquinamento industriale.

È importante, in questo caso, impiegare alte ciminiere in grado di diluire gli carichi nell’aria prima che tornino a terra. Inoltre, è fondamentale la scelta del luogo in cui far sorgere stabilimenti fonte di inquinamento, che deve tenere conto anche delle condizioni meteorologiche prevalenti e dei possibili effetti sugli abitati di zona.

E con questo abbiamo affrontato anche l’ultimo argomento della nostra guida sull’inquinamento atmosferico: i rimedi.

Master sulla tutela dell’ambiente

Se l’interesse per la tutelare dell’ambiente è la causa che ti spinge a cercare maggiori informazioni sull’inquinamento atmosferico, devi sapere che ci sono dei corsi erogati da Unicusano che fanno decisamente al caso tuo, delle vere eccellenze in questo settore.

Fra tutti, spiccano in particolare questi quattro master:

  1. Educazione ambientale e sviluppo sostenibile: un nuovo modello per la scuola. Master di I livello volto a formare figure professionali nel campo psico-pedagogico in grado di promuovere esperienze educative nell’ambito dell’educazione ambientale e dello sviluppo sostenibile;.
  2. Diritto ambientale e tutela del territorio. Master di II livello che si pone come obiettivo quello della formazione di specialisti nello studio dei principali temi sensibili in materia di tutela dell’ambientale e delle normative vigenti in ambito nazionale e a livello europeo;
  3. Economia e management delle risorse naturali e dell’ambiente. Altro master di II livello utile a rispondere adeguatamente alle esigenze dirigenziali, manageriali, amministrative, private e pubbliche, poste dall’ambiente;
  4. Innovazione, sviluppo e gestioni di reti energetiche basate su energie rinnovabili. La conoscenza e l’utilizzo di energie alternative e rinnovabili può essere un ottimo deterrente contro l’inquinamento. Questo master di II livello è stato progettato in quest’ottica.

Ma questi sono solo alcuni dei corsi disponibili nella nostra vasta offerta formativa. Per consultare la lista completa e le schede di ogni master, ti consigliamo di visitare l’area didattica del portale Unicusano.it.

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Libri sul razzismo: ecco quelli da leggere assolutamente

Ami le letture dedicate ai temi sociali e stai cercando i più interessanti libri sul razzismo da leggere? Oppure vuoi semplicemente approfondire la questione per realizzare una tesi sperimentale in Giurisprudenza sui diritti degli immigrati e delle minoranze etniche? O, ancora, per lavorare nel sociale in maniera più consapevole? Allora sei nel posto giusto.

In questo articolo, infatti, tratteremo proprio questo argomento, suggerendoti alcuni tra i migliori testi per approfondire questa delicata tematica, da sempre molto dibattuta nel nostro Paese e non solo: dal rapporto sul razzismo in Italia, fino al razzismo in America o in altre parti del mondo.

D’altronde il mondo della cultura ha riservato ampio spazio a queste situazioni. Non mancano poesie sul razzismo, film e appunto libri sulla discriminazione razziale. Vuoi saperne di più? Allora non perderti i prossimi paragrafi di questa vera e propria guida sull’argomento.

Letteratura sul razzismo

Nei paragrafi che seguono, andremo dunque a recensire alcuni dei più bei libri sul razzismo in America, in Europa e nel resto del mondo. Tanti sono gli autori di best seller che hanno scritto di questo argomento. Alcuni dei quali hanno ispirato anche importanti opere teatrali e film sul razzismo.

12 anni schiavo

Un grande cult dei libri sul razzismo. Scritto da Solomon Northup, è una storia autobiografica basata sui suoi anni di schiavitù negli Stati Uniti, dopo essere stato rapito a Washington nel 1841.

Il libro è uscito nella sua prima edizione nel 1853, anche se Northup sarà a tutti gli effetti un uomo pienamente libero solo nel 1865, con la definitiva abolizione della schiavitù dei neri d’Africa, attraversando l’era Lincoln (che dal 1960, con la sua ascesa al potere, si schierò proprio contro la schiavitù) e la Guerra di Secessione tra Nord e Sud.

Nel 2013 “12 anni schiavo” vide realizzato anche il suo adattamento cinematografico ad opera di Steve McQueen, noto regista, sceneggiatore e scultore inglese di fama internazionale.

Il buio oltre la siepe

Romanzo sul razzismo del 1960, opera della scrittrice americana Harper Lee. Vincitore del Premio Pulitzer per la letteratura l’anno successivo, il 1961.

La storia è il larga parte basata sull’ingiusta accusa di stupro  rivolta ad un gruppo di adolescenti afroamericani, gli Scottsboro Boys.

Il titolo originale di questo importante libro sul razzismo è To Kill a Mockingbird, che tradotto letteralmente in italiano significa “Uccidere un usignolo”.

Radici

Altro libro sul razzismo verso gli afroamericani. Radici, titolo originale Roots: The Saga of an American Family, è un romanzo del 1976 scritto da Alex Haley.

Lo scrittore ripercorre la storia di un ramo della sua famiglia, risalendo a Kunta Kinte, giovane gambiano della tribù dei Mandinka, deportato in America come schiavo.

Un’opera talmente importante che ha ispirato ben tre serie televisive negli anni successivi all’uscita del libro:

  1. Radici (1977);
  2. Le nuove generazioni (1979);
  3. Radici (2016).

ABC dei popoli

Apriamo un’importante parentesi sui libri sul razzismo per bambini di Liuna Vinardi, con questo testo consigliato insieme ad altri anche da Save The Children e selezionato tra i White Ridens, una selezione di letteratura internazionale per bambini e giovani.

Un libro per mostrare ai più piccoli come, oltre le apparenze, gli esseri umani facciano tutti parte della stessa famiglia, attraverso il racconto di ventisei popoli con usi, costumi, tradizioni e curiosità.

A braccia aperte: storie di bambini migranti

Ecco un altro libro sul razzismo per ragazzi e giovanissimi. Una raccolta di dodici storie di bambini di tutto il mondo che migrano per costruirsi un futuro migliore.

Nel mare ci sono i coccodrilli

Concludiamo la nostra “bibliografia sul razzismo” con questo libro dello scrittore italiano Fabio Geda.

Racconta l’odissea vissuta dal piccolo Enaiatollah Akbari. Un ragazzo adolescente che partito dall’Afghanistan trova rifugio in Italia. Vicissitudini che hanno solo scalfito, ma non cancellato la sua ironia e il suo sorriso. Perché la cosa più importante è aver trovato un luogo dove essere accolto, vivere la sua giovane età e crescere.

La particolarità di questo romanzo, rispetto ad altri libri sul razzismo, sta nell’essere basato sulle interviste fatte dall’autore direttamente allo stesso Enaiatollah. Quest’ultimo racconto quindi a Geda e attraverso il suo scritto, la sua reale esperienza di vita.

E on questo siamo giunti alla conclusione di questa guida Unicusano sui libri sul razzismo. A questo punto a te non ti rimane che scegliere quale leggere per primo. Mentre a noi di augurarti buona lettura.

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Fisica meccanica: definizione e peculiarità

Sei alla ricerca di informazioni sulla fisica meccanica?

Allora hai trovato la guida che fa per te. In questo articolo, infatti, andremo alla scoperta di questa affascinante disciplina. Senza tralasciare, naturalmente, quali sono i corsi di laurea e i master più spendibili per specializzarsi e lavorare in questo settore.

Un viaggio tra teorie quantistiche, definizioni, formule, la cinematica e la dinamica fisica. E chi più ne ha più ne metta.

Se questi termini ti dicono poco o nulla, non preoccuparti: metteremo ordine e procederemo per gradi. L’argomento di interessa e vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito. Iniziamo subito a scoprire i principi della meccanica.

Cos’è la meccanica

Nei prossimi paragrafi, andremo dunque a scoprire tutto quello che c’è da sapere sulla fisica meccanica. Dalla teoria quantistica, e la meccanica classica, alla meccanica cinematica. Buona lettura.

Meccanica: definizione

La pima cosa da fare è quella di trovare una definizione corretta ed esaustiva di fisica meccanica. Per fare ciò, facciamo riferimento a quanto indicato dal vocabolario Treccani, che parla in questi termini della meccanica:

«Nella suddivisione tradizionale della fisica, la disciplina che studia le leggi del moto dei corpi, a sua volta suddivisa in cinematica (che si limita alla definizione degli elementi che consentono di descrivere rigorosamente il moto e di classificarne i vari tipi), dinamica (che studia le leggi del moto dei corpi in quanto soggetti all’azione di forze, e quindi la natura delle forze stesse), statica (che tratta delle condizioni in base alle quali un corpo, o un sistema di corpi, è in equilibrio sotto l’azione di forze interne o esterne e di reazioni vincolari)».

La stessa fonte, aggiunge più avanti, in merito alla meccanica classica:

«Nella storia della scienza, meccanica classica (o meccanica newtoniana), quella formulata (1687) da I. Newton, e basata sui concetti di massa e forza, nonché sul valore assoluto delle determinazioni di spazio e tempo: essa consente di formulare leggi del moto valide senza restrizioni per qualsiasi corpo mobile.

La sua esplicitezza e coerenza le hanno meritato il nome di meccanica razionale, e su un piano di alta generalità e astrattezza quello di meccanica analitica, nel cui ambito si può descrivere il comportamento di sistemi complessi in funzione di determinati parametri».

teoria dei quantiLa meccanica quantistica, invece, altro non è che quella teoria della fisica che descrive il comportamento della materia, della radiazione e le reciproche interazioni.

Con particolare riguardo ai fenomeni caratteristici della scala di lunghezza o di energia atomica e subatomica.

Essa è infatti conosciuta anche come fisica quantistica o teoria dei quanti.

Libri sulla fisica e la meccanica

Se vuoi approfondire i temi relativi alla fisica meccanica o la teoria dei quanti, potresti leggere alcuni testi davvero interessanti. Ecco una nostra top ten:

  1. Fisica quantistica – Una introduzione, di Niccolò Guicciardini, Gianluca Introzzi
  2. Il mondo dei quanti – La fisica quantistica per tutti, di Kenneth Ford;
  3. Fisica quantistica per poeti, di Leon Lederman e Christopher Hill;
  4. 50 grandi idee fisica quantistica, di Joanne Baker
  5. Meccanica quantistica – Il minimo indispensabile per fare della buona fisica, di Léonard Susskind e Art Friedman
  6. La realtà non è come ci appare – La struttura elementare delle cose, di Carlo Rovelli
  7. I quanti e la vita, di Niels Bohr
  8. Il mio gatto odia Schrodinger,
  9. Meccanica quantistica moderna, di Jun J. Sakurai,‎ Jim Napolitano e‎ S. Forte;
  10. La pienezza del vuoto – Dallo zero alla meccanica quantistica, tra scienza e spiritualità, di Trinh Xuan Thuan.

Dieci “testi sacri” per chi vuole approcciarsi a questa disciplina o capirne di più.

Film sulla fisica quantistica

Forse ti stupirà sapere che esiste anche una vasta e interessante filmografia che riguarda più o meno direttamente la fisica meccanica, la teoria quantistica e le altre diramazioni della fisica di cui abbiamo parlato finora.

Anche in questo caso, abbiamo preparato per te una nostra top ten:

  1. Instante 60. Ambientato in uno spazio-tempo definito “indeterminato” dalla fisica quantistica;
  2. Coherence – Oltre spazio tempo. Thriller fantascientifico che fa riferimento alle teorie del multiverso e della decoerenza quantistica;
  3. Mr. Nobody. Opera cinematografica che trae ispirazione dalle teorie della fisica meccanica e quantistica e degli universi paralleli;
  4. A Serious Man. Un film che affronta con una spruzzata di umorismo le implicazioni filosofiche della fisica meccanica e quantistica;
  5. Contact. Fisica meccanica, teoria dei quanti, onde radio, forme di vita nell’universo. Non manca nulla in questo film ispirato da un omonimo romanzo fantascientifico del 1985. Racconta un ipotetico primo incontro tra esseri umani ed alieni, andando a toccare così il delicato tema del rapporto fra la scienza e la fede;
  6. I ragazzi di via Panisperna. Un film che ripercorre la vita di un noto gruppo di giovani scienziati, fisici e matematici degli anni ’30 e che hanno segnato per sempre la storia: da Enrico Fermi ad Emilio Segrè, passando per Edoardo Amaldi, Bruno Pontecorvo ed Ettore Majorana;
  7. Basta che funzioni. La storia di uno scienziato, che si occupa di fisica meccanica e teoria quantistica, che sprofonda in una vera e propria crisi esistenziale dopo aver sfiorato il premio Nobel;
  8. Donnie Darko. Universi tangenti, multiversi, wormhole, viaggi temporali e mezzi di trasporto. Sprazzi di fisica quantistica in un film di culto che certamente avrai almeno sentito nominare;
  9. Un altro mondo. Un docu-film tra antichi uomini tribali, fisica quantistica e credenze;
  10. The Big Bang Theory. Sitcom di successo che vede come protagonisti alcuni simpaticissimi fisici e scienziati.

Corsi di laurea meccanica e ingegneria: l’offerta Unicusano

Se sei alla ricerca di informazioni sulla fisica meccanica perché sei appassionato di questo genere di studi, ovviamente leggere qualche libro e vedere qualche film non può bastare.

Ecco perché devi sapere che in questo settore Unicusano rappresenta una vera e propria eccellenza, erogando diversi corsi di laurea che possono fare al caso tuo. In particolare per quanto riguarda l’area ingegneristica.

Riguardo il tema centrale di questo articolo, ovvero la fisica meccanica, due lauree spiccano sulle altre. Ovvero:

  1. La triennale in Meccanica Industriale;
  2. La biennale Magistrale in Ingegneria Meccanica.

Ma per sempre nel ramo ingegneristico, potresti trovare interessarti almeno altri sette corsi:

  1. Ingegneria Civile (Corso di Laurea Triennale);
  2. Magistrale in Ingegneria Civile (biennale);
  3. Ingegneria Agroindustriale (Corso di Laurea triennale)
  4. Biomedica Industriale (Corso di Laurea triennale);
  5. Gestionale Industriale (Corso di Laurea triennale);
  6. Elettronica Industriale (Corso di Laurea triennale);
  7. Magistrale in Ingegneria Elettronica (biennale).

Ma questi sono solo alcuni dei corsi di laurea presenti nella vasta offerta formativa della nostra università. Senza dimenticare il nostro fiore all’occhiello: i master universitari. Per consultare la lista completa di tutti i corsi, puoi visitare l’area didattica del portale Unicusano.it.

E con questo si conclude la nostra guida sulla fisica meccanica, adesso hai certamente a disposizione tutte le informazioni utili per capirne di più e valutare se intraprendere un percorso di studi che possa darti le conoscenze e le competenze necessarie a specializzarti in questo settore.

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Serie TV consigliate per giovani: la nostra top ten

Vuoi conoscere la nostra top ten di serie TV consigliate per giovani?

In effetti trovare delle nuove fiction da vedere può esserti d’aiuto anche a rendere proficua qualche pausa dalla studio o dalle altre attività quotidiane, dal lavoro agli esercizi di matematica o la stesura del sommario della tesi di laurea. Perché da una parte possono stimolare la tua mente, dall’altra magari aiutarti ad imparare le lingue, se si tratta di telefilm da vedere in lingua originale.

Insomma: una delle pratiche più interessanti da abbinare allo studio, insieme ad una buona dose di attività fisica o una dieta sana ed equilibrata, basata sull’attenta analisi del valore nutrizionale degli alimenti che consumi.

Ma torniamo all’argomento per cui siamo qui: le serie TV consigliate per giovani. In questo articolo troverai una top ten che abbiamo stilato apposta per te. Non vedi l’ora di scoprirle? Allora non perdiamo tempo e iniziamo subito. Buona lettura e, soprattutto, buona visione.

Serie TV americane e non solo: ecco le più belle

Nei prossimi paragrafi andremo dunque a conoscere meglio ben dieci serie TV consigliate per giovani. Tra i telefilm Netflix, le fiction italiane più belle e le immancabili soap americane, non ci faremo mancare proprio nulla. Ne abbiamo per tutti i gusti per tutti i gusti: dalle serie TV per ragazze a quelle preferite soprattutto dai ragazzi, da quelle adolescenziali e romantiche ai thriller più avvincenti. Ecco la nostra lista serie TV preferita.

Braccialetti rossi

Iniziamo con un telefilm italiano tra i più apprezzati degli ultimi anni. Prodotta da Rai Fiction e trasmessa in onda su Rai 1 dal 26 gennaio 2014.

La trama di Braccialetti Rossi ruota attorno alle vicende di un gruppo di giovani sulla soglia dell’adolescenza che, ritrovandosi ricoverati in ospedale per varie cause,  stringono profondi legami di amore e amicizia facendosi a vicenda forza e coraggio nella loro lotta quotidiana per la salute.

Se cerchi serie TV adolescenziali d’amore, questa può fare decisamente al caso tuo.

Boris: il dietro le quinte di un set televisivo

Ecco un’altra delle serie italiane più interessanti. La particolarità di Boris è quella di portare in scena il dietro le quinte di un set televisivo. in particolare quello in cui viene girato Gli occhi del cuore 2, un’immaginaria fiction televisiva italiana.

Il successo della serie ha portato alla realizzazione anche di una trasposizione cinematografica dal titolo Boris – Il film.

The Big Bang Theory: la rivincita dei nerd

Ecco una delle serie TV consigliate per giovani affascinati dal mondo della scienza, nerd e geek. Una sit-com brillante, divertente e ispirata a basi scientifiche reali, che racconta la vita di quattro brillanti giovani che lavorano presso il California Institute of Tecnology di Pasadena:

  1. Leonard Hofstadter, un fisico sperimentale;
  2. Sheldon Cooper, fisico teorico;
  3. Howard Wolowitz, ingegnere aerospaziale;
  4. Raj Koothrappali, astrofisico.

A rendere frizzante le loro vite irrompono diversi personaggi, in particolare due donne. La prima è la bellissima dirimpettaia di Howard e Sheldon. Lei si chiama Penny ed oltre ad essere una ragazza estremamente attraente e dall’intensa vita sociale, con il sogno di diventare attrice, rappresenta la protagonista femminile dello sceneggiato. Sarà colei che stravolgerà la vita dei quattro scienziati, fin lì tanto intelligenti quanto socialmente inetti.

Successivamente, attraverso Penny, entrerà stabilmente nel gruppo anche Bernadette Rostenkowski, una ragazza carina e intelligente con un dottorato in microbiologia e che lavora per una importante casa farmaceutica. Nonché futura moglie madre dei figli di Howard. Altra importante componente del gruppo sarà poi la nuorobiologa Amy Farrah Fowler, in un certo senso l’alterego femminile di Sheldon.

New Girl: vita da coinquilini

Ecco la prima delle serie t v americane della nostra top ten.

Un po’ a dispetto del titolo, e del fatto che è stata trasmessa in anteprima per quattro anni a partire dal 2014, non si tratta semplicemente di una serie Tv per ragazze 2018, ma è molto di più.

La trama racconta invece la vita di un gruppo di giovani coinquilini, situazione nella quale molti studenti (ma non solo) si trovano a dover affrontare. Protagonista assoluta della storia è Jess, una ragazza molto carina, ma spesso e volentieri altrettanto goffa e ingenua. Alla soglia dei trent’anni, a seguito della rottura di una lunga relazione d’amore, Jess finisce per andare a vivere in un lift già abitato da tre ragazzi: un barista, un novello Casanova e un ex giocatore di basket. Tra questo improbabile quadretto, si inserisce anche la figura di Cece, un’affascinante modella nonché migliore amica di Jess.

Cosa nascerà da questa particolare convivenza? Per scoprirlo non ti rimane che guardare la serie.

Pretty Little Liars: il thriller adolescenziale per eccellenza

serie tv americaneProseguiamo la nostra carrellata di serie tv consigliate per giovani con un altra storia made in USA. Spostandoci però su un genere davvero particolare e coinvolgente: il dramma adolescenziale.

Tutto ha inizio la notte del Laburi Day, nella quale cinque giovani ragazze si ritrovano per un classico pigiama party. A sconvolgere le loro vite, sarà la misteriosa scomparsa in quella occasione della leader del gruppo, la ragazza più popolare e temuta della scuola: Alison DiLaurentis.

Un’accaduto scioccante che porta le giovani, sconvolte e preoccupate, ad allontanarsi per un po’ l’una dall’altra. Ma un legame del genere non può spezzarsi così facilmente e i loro dubbi e le loro paure torneranno presto a manifestarsi, portandole a ricongiungersi per cercare la verità e combattere un nemico comune. Ad un certo punto, infatti, tutte loro cominciano a ricevere degli strani sms firmati “-A.”. All’interno di questi vengono riportati di volta in volta dei segreti che solo ad Alison poteva conoscere.

Ma è proprio Alison a scriverli, conducendo un gioco di cattivo gusto, oppure è qualcuno che gli ha fatto del male, rapendola o addirittura uccidendola e divertendosi adesso a torturare le sue amiche?

Sai già come svelare il mistero: guardando questa serie TV per donne, ma anche per tutti gli amanti del genere.

The Killing: serie tv americana di ispirazione danese

Altra produzione statunitense, immancabile tra le serie tv consigliate per giovani. Specialmente se sei un amante dei telefilm polizieschi.

The Killing è stata prodotta da Fuse Entertainment e dalla Fox Television per quattro stagioni tra il 2011 e il 2014. Si tratta del remake di un’altra interessante serie TV da vedere: la danese Forbrydelsen. Conosci? Se no, ti consigliamo di guardarle entrambe.

Breaking Bad: serie tv tra le migliori di sempre

Come potrebbe mai mancare Breaking Bad tra le migliori serie tv consigliare per giovani?

Non a caso viene considerata da molti una delle più belle e avvincenti mai realizzate. Particolarmente elogiata dalla critica sono la sua sceneggiatura, la regia e le interpretazioni degli attori principali.

Ecco la trama: un insegnante di chimica con un cancro allo stadio terminale comincia a produrre e spacciare metanfetamina con un suo ex studente per assicurare un futuro alla famiglia. Insomma, una serie per cuori forti, non una delle tante serie tv romantiche americane.

Dexter: film per tutti

Storia di Dexter Morgan. Un personaggio complesso dalla doppia personalità.

Infatti, nonostante sembri un uomo tranquillo, nonché scrupoloso tecnico in forza alla polizia scientifica di Miami, dentro di lui si cela un serial killer.

Le sue vittime? Soltanto criminali sfuggiti alla Giustizia. Una trama così avvincente da renderlo un telefilm adatto a molti, se non a tutti.

The Wire: i volto cattivo della società americana

Ed eccoci alle ultime serie tv consigliate. La penultima è The Wire, un racconto duro e crudo, realistico e spietato della società americana, nel suo rapporto con il crimine legato al traffico della droga.

Lost: l’isola dei sopravvissuti

Concludiamo la nostra top ten di serie TV consigliate per giovani, con la storia di quarantotto sopravvissuti allo schianto di un aereo presso un’isola apparentemente disabitata.

I soccorsi tardano ad arrivare e i superstiti si accampano sulla spiaggia. Non passerà molto tempo, però, prima che si accorgano dell’accadere di eventi inspiegabili sulla loro misteriosa isola.

E con questo si conclude la nostra top serie TV. Non ci rimane che augurarti buona visione.

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