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Libri sul razzismo: ecco quelli da leggere assolutamente

Ami le letture dedicate ai temi sociali e stai cercando i più interessanti libri sul razzismo da leggere? Oppure vuoi semplicemente approfondire la questione per realizzare una tesi sperimentale in Giurisprudenza sui diritti degli immigrati e delle minoranze etniche? O, ancora, per lavorare nel sociale in maniera più consapevole? Allora sei nel posto giusto.

In questo articolo, infatti, tratteremo proprio questo argomento, suggerendoti alcuni tra i migliori testi per approfondire questa delicata tematica, da sempre molto dibattuta nel nostro Paese e non solo: dal rapporto sul razzismo in Italia, fino al razzismo in America o in altre parti del mondo.

D’altronde il mondo della cultura ha riservato ampio spazio a queste situazioni. Non mancano poesie sul razzismo, film e appunto libri sulla discriminazione razziale. Vuoi saperne di più? Allora non perderti i prossimi paragrafi di questa vera e propria guida sull’argomento.

Letteratura sul razzismo

Nei paragrafi che seguono, andremo dunque a recensire alcuni dei più bei libri sul razzismo in America, in Europa e nel resto del mondo. Tanti sono gli autori di best seller che hanno scritto di questo argomento. Alcuni dei quali hanno ispirato anche importanti opere teatrali e film sul razzismo.

12 anni schiavo

Un grande cult dei libri sul razzismo. Scritto da Solomon Northup, è una storia autobiografica basata sui suoi anni di schiavitù negli Stati Uniti, dopo essere stato rapito a Washington nel 1841.

Il libro è uscito nella sua prima edizione nel 1853, anche se Northup sarà a tutti gli effetti un uomo pienamente libero solo nel 1865, con la definitiva abolizione della schiavitù dei neri d’Africa, attraversando l’era Lincoln (che dal 1960, con la sua ascesa al potere, si schierò proprio contro la schiavitù) e la Guerra di Secessione tra Nord e Sud.

Nel 2013 “12 anni schiavo” vide realizzato anche il suo adattamento cinematografico ad opera di Steve McQueen, noto regista, sceneggiatore e scultore inglese di fama internazionale.

Il buio oltre la siepe

Romanzo sul razzismo del 1960, opera della scrittrice americana Harper Lee. Vincitore del Premio Pulitzer per la letteratura l’anno successivo, il 1961.

La storia è il larga parte basata sull’ingiusta accusa di stupro  rivolta ad un gruppo di adolescenti afroamericani, gli Scottsboro Boys.

Il titolo originale di questo importante libro sul razzismo è To Kill a Mockingbird, che tradotto letteralmente in italiano significa “Uccidere un usignolo”.

Radici

Altro libro sul razzismo verso gli afroamericani. Radici, titolo originale Roots: The Saga of an American Family, è un romanzo del 1976 scritto da Alex Haley.

Lo scrittore ripercorre la storia di un ramo della sua famiglia, risalendo a Kunta Kinte, giovane gambiano della tribù dei Mandinka, deportato in America come schiavo.

Un’opera talmente importante che ha ispirato ben tre serie televisive negli anni successivi all’uscita del libro:

  1. Radici (1977);
  2. Le nuove generazioni (1979);
  3. Radici (2016).

ABC dei popoli

Apriamo un’importante parentesi sui libri sul razzismo per bambini di Liuna Vinardi, con questo testo consigliato insieme ad altri anche da Save The Children e selezionato tra i White Ridens, una selezione di letteratura internazionale per bambini e giovani.

Un libro per mostrare ai più piccoli come, oltre le apparenze, gli esseri umani facciano tutti parte della stessa famiglia, attraverso il racconto di ventisei popoli con usi, costumi, tradizioni e curiosità.

A braccia aperte: storie di bambini migranti

Ecco un altro libro sul razzismo per ragazzi e giovanissimi. Una raccolta di dodici storie di bambini di tutto il mondo che migrano per costruirsi un futuro migliore.

Nel mare ci sono i coccodrilli

Concludiamo la nostra “bibliografia sul razzismo” con questo libro dello scrittore italiano Fabio Geda.

Racconta l’odissea vissuta dal piccolo Enaiatollah Akbari. Un ragazzo adolescente che partito dall’Afghanistan trova rifugio in Italia. Vicissitudini che hanno solo scalfito, ma non cancellato la sua ironia e il suo sorriso. Perché la cosa più importante è aver trovato un luogo dove essere accolto, vivere la sua giovane età e crescere.

La particolarità di questo romanzo, rispetto ad altri libri sul razzismo, sta nell’essere basato sulle interviste fatte dall’autore direttamente allo stesso Enaiatollah. Quest’ultimo racconto quindi a Geda e attraverso il suo scritto, la sua reale esperienza di vita.

E on questo siamo giunti alla conclusione di questa guida Unicusano sui libri sul razzismo. A questo punto a te non ti rimane che scegliere quale leggere per primo. Mentre a noi di augurarti buona lettura.

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Fisica meccanica: definizione e peculiarità

Sei alla ricerca di informazioni sulla fisica meccanica?

Allora hai trovato la guida che fa per te. In questo articolo, infatti, andremo alla scoperta di questa affascinante disciplina. Senza tralasciare, naturalmente, quali sono i corsi di laurea e i master più spendibili per specializzarsi e lavorare in questo settore.

Un viaggio tra teorie quantistiche, definizioni, formule, la cinematica e la dinamica fisica. E chi più ne ha più ne metta.

Se questi termini ti dicono poco o nulla, non preoccuparti: metteremo ordine e procederemo per gradi. L’argomento di interessa e vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito. Iniziamo subito a scoprire i principi della meccanica.

Cos’è la meccanica

Nei prossimi paragrafi, andremo dunque a scoprire tutto quello che c’è da sapere sulla fisica meccanica. Dalla teoria quantistica, e la meccanica classica, alla meccanica cinematica. Buona lettura.

Meccanica: definizione

La pima cosa da fare è quella di trovare una definizione corretta ed esaustiva di fisica meccanica. Per fare ciò, facciamo riferimento a quanto indicato dal vocabolario Treccani, che parla in questi termini della meccanica:

«Nella suddivisione tradizionale della fisica, la disciplina che studia le leggi del moto dei corpi, a sua volta suddivisa in cinematica (che si limita alla definizione degli elementi che consentono di descrivere rigorosamente il moto e di classificarne i vari tipi), dinamica (che studia le leggi del moto dei corpi in quanto soggetti all’azione di forze, e quindi la natura delle forze stesse), statica (che tratta delle condizioni in base alle quali un corpo, o un sistema di corpi, è in equilibrio sotto l’azione di forze interne o esterne e di reazioni vincolari)».

La stessa fonte, aggiunge più avanti, in merito alla meccanica classica:

«Nella storia della scienza, meccanica classica (o meccanica newtoniana), quella formulata (1687) da I. Newton, e basata sui concetti di massa e forza, nonché sul valore assoluto delle determinazioni di spazio e tempo: essa consente di formulare leggi del moto valide senza restrizioni per qualsiasi corpo mobile.

La sua esplicitezza e coerenza le hanno meritato il nome di meccanica razionale, e su un piano di alta generalità e astrattezza quello di meccanica analitica, nel cui ambito si può descrivere il comportamento di sistemi complessi in funzione di determinati parametri».

teoria dei quantiLa meccanica quantistica, invece, altro non è che quella teoria della fisica che descrive il comportamento della materia, della radiazione e le reciproche interazioni.

Con particolare riguardo ai fenomeni caratteristici della scala di lunghezza o di energia atomica e subatomica.

Essa è infatti conosciuta anche come fisica quantistica o teoria dei quanti.

Libri sulla fisica e la meccanica

Se vuoi approfondire i temi relativi alla fisica meccanica o la teoria dei quanti, potresti leggere alcuni testi davvero interessanti. Ecco una nostra top ten:

  1. Fisica quantistica – Una introduzione, di Niccolò Guicciardini, Gianluca Introzzi
  2. Il mondo dei quanti – La fisica quantistica per tutti, di Kenneth Ford;
  3. Fisica quantistica per poeti, di Leon Lederman e Christopher Hill;
  4. 50 grandi idee fisica quantistica, di Joanne Baker
  5. Meccanica quantistica – Il minimo indispensabile per fare della buona fisica, di Léonard Susskind e Art Friedman
  6. La realtà non è come ci appare – La struttura elementare delle cose, di Carlo Rovelli
  7. I quanti e la vita, di Niels Bohr
  8. Il mio gatto odia Schrodinger,
  9. Meccanica quantistica moderna, di Jun J. Sakurai,‎ Jim Napolitano e‎ S. Forte;
  10. La pienezza del vuoto – Dallo zero alla meccanica quantistica, tra scienza e spiritualità, di Trinh Xuan Thuan.

Dieci “testi sacri” per chi vuole approcciarsi a questa disciplina o capirne di più.

Film sulla fisica quantistica

Forse ti stupirà sapere che esiste anche una vasta e interessante filmografia che riguarda più o meno direttamente la fisica meccanica, la teoria quantistica e le altre diramazioni della fisica di cui abbiamo parlato finora.

Anche in questo caso, abbiamo preparato per te una nostra top ten:

  1. Instante 60. Ambientato in uno spazio-tempo definito “indeterminato” dalla fisica quantistica;
  2. Coherence – Oltre spazio tempo. Thriller fantascientifico che fa riferimento alle teorie del multiverso e della decoerenza quantistica;
  3. Mr. Nobody. Opera cinematografica che trae ispirazione dalle teorie della fisica meccanica e quantistica e degli universi paralleli;
  4. A Serious Man. Un film che affronta con una spruzzata di umorismo le implicazioni filosofiche della fisica meccanica e quantistica;
  5. Contact. Fisica meccanica, teoria dei quanti, onde radio, forme di vita nell’universo. Non manca nulla in questo film ispirato da un omonimo romanzo fantascientifico del 1985. Racconta un ipotetico primo incontro tra esseri umani ed alieni, andando a toccare così il delicato tema del rapporto fra la scienza e la fede;
  6. I ragazzi di via Panisperna. Un film che ripercorre la vita di un noto gruppo di giovani scienziati, fisici e matematici degli anni ’30 e che hanno segnato per sempre la storia: da Enrico Fermi ad Emilio Segrè, passando per Edoardo Amaldi, Bruno Pontecorvo ed Ettore Majorana;
  7. Basta che funzioni. La storia di uno scienziato, che si occupa di fisica meccanica e teoria quantistica, che sprofonda in una vera e propria crisi esistenziale dopo aver sfiorato il premio Nobel;
  8. Donnie Darko. Universi tangenti, multiversi, wormhole, viaggi temporali e mezzi di trasporto. Sprazzi di fisica quantistica in un film di culto che certamente avrai almeno sentito nominare;
  9. Un altro mondo. Un docu-film tra antichi uomini tribali, fisica quantistica e credenze;
  10. The Big Bang Theory. Sitcom di successo che vede come protagonisti alcuni simpaticissimi fisici e scienziati.

Corsi di laurea meccanica e ingegneria: l’offerta Unicusano

Se sei alla ricerca di informazioni sulla fisica meccanica perché sei appassionato di questo genere di studi, ovviamente leggere qualche libro e vedere qualche film non può bastare.

Ecco perché devi sapere che in questo settore Unicusano rappresenta una vera e propria eccellenza, erogando diversi corsi di laurea che possono fare al caso tuo. In particolare per quanto riguarda l’area ingegneristica.

Riguardo il tema centrale di questo articolo, ovvero la fisica meccanica, due lauree spiccano sulle altre. Ovvero:

  1. La triennale in Meccanica Industriale;
  2. La biennale Magistrale in Ingegneria Meccanica.

Ma per sempre nel ramo ingegneristico, potresti trovare interessarti almeno altri sette corsi:

  1. Ingegneria Civile (Corso di Laurea Triennale);
  2. Magistrale in Ingegneria Civile (biennale);
  3. Ingegneria Agroindustriale (Corso di Laurea triennale)
  4. Biomedica Industriale (Corso di Laurea triennale);
  5. Gestionale Industriale (Corso di Laurea triennale);
  6. Elettronica Industriale (Corso di Laurea triennale);
  7. Magistrale in Ingegneria Elettronica (biennale).

Ma questi sono solo alcuni dei corsi di laurea presenti nella vasta offerta formativa della nostra università. Senza dimenticare il nostro fiore all’occhiello: i master universitari. Per consultare la lista completa di tutti i corsi, puoi visitare l’area didattica del portale Unicusano.it.

E con questo si conclude la nostra guida sulla fisica meccanica, adesso hai certamente a disposizione tutte le informazioni utili per capirne di più e valutare se intraprendere un percorso di studi che possa darti le conoscenze e le competenze necessarie a specializzarti in questo settore.

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Serie TV consigliate per giovani: la nostra top ten

Vuoi conoscere la nostra top ten di serie TV consigliate per giovani?

In effetti trovare delle nuove fiction da vedere può esserti d’aiuto anche a rendere proficua qualche pausa dalla studio o dalle altre attività quotidiane, dal lavoro agli esercizi di matematica o la stesura del sommario della tesi di laurea. Perché da una parte possono stimolare la tua mente, dall’altra magari aiutarti ad imparare le lingue, se si tratta di telefilm da vedere in lingua originale.

Insomma: una delle pratiche più interessanti da abbinare allo studio, insieme ad una buona dose di attività fisica o una dieta sana ed equilibrata, basata sull’attenta analisi del valore nutrizionale degli alimenti che consumi.

Ma torniamo all’argomento per cui siamo qui: le serie TV consigliate per giovani. In questo articolo troverai una top ten che abbiamo stilato apposta per te. Non vedi l’ora di scoprirle? Allora non perdiamo tempo e iniziamo subito. Buona lettura e, soprattutto, buona visione.

Serie TV americane e non solo: ecco le più belle

Nei prossimi paragrafi andremo dunque a conoscere meglio ben dieci serie TV consigliate per giovani. Tra i telefilm Netflix, le fiction italiane più belle e le immancabili soap americane, non ci faremo mancare proprio nulla. Ne abbiamo per tutti i gusti per tutti i gusti: dalle serie TV per ragazze a quelle preferite soprattutto dai ragazzi, da quelle adolescenziali e romantiche ai thriller più avvincenti. Ecco la nostra lista serie TV preferita.

Braccialetti rossi

Iniziamo con un telefilm italiano tra i più apprezzati degli ultimi anni. Prodotta da Rai Fiction e trasmessa in onda su Rai 1 dal 26 gennaio 2014.

La trama di Braccialetti Rossi ruota attorno alle vicende di un gruppo di giovani sulla soglia dell’adolescenza che, ritrovandosi ricoverati in ospedale per varie cause,  stringono profondi legami di amore e amicizia facendosi a vicenda forza e coraggio nella loro lotta quotidiana per la salute.

Se cerchi serie TV adolescenziali d’amore, questa può fare decisamente al caso tuo.

Boris: il dietro le quinte di un set televisivo

Ecco un’altra delle serie italiane più interessanti. La particolarità di Boris è quella di portare in scena il dietro le quinte di un set televisivo. in particolare quello in cui viene girato Gli occhi del cuore 2, un’immaginaria fiction televisiva italiana.

Il successo della serie ha portato alla realizzazione anche di una trasposizione cinematografica dal titolo Boris – Il film.

The Big Bang Theory: la rivincita dei nerd

Ecco una delle serie TV consigliate per giovani affascinati dal mondo della scienza, nerd e geek. Una sit-com brillante, divertente e ispirata a basi scientifiche reali, che racconta la vita di quattro brillanti giovani che lavorano presso il California Institute of Tecnology di Pasadena:

  1. Leonard Hofstadter, un fisico sperimentale;
  2. Sheldon Cooper, fisico teorico;
  3. Howard Wolowitz, ingegnere aerospaziale;
  4. Raj Koothrappali, astrofisico.

A rendere frizzante le loro vite irrompono diversi personaggi, in particolare due donne. La prima è la bellissima dirimpettaia di Howard e Sheldon. Lei si chiama Penny ed oltre ad essere una ragazza estremamente attraente e dall’intensa vita sociale, con il sogno di diventare attrice, rappresenta la protagonista femminile dello sceneggiato. Sarà colei che stravolgerà la vita dei quattro scienziati, fin lì tanto intelligenti quanto socialmente inetti.

Successivamente, attraverso Penny, entrerà stabilmente nel gruppo anche Bernadette Rostenkowski, una ragazza carina e intelligente con un dottorato in microbiologia e che lavora per una importante casa farmaceutica. Nonché futura moglie madre dei figli di Howard. Altra importante componente del gruppo sarà poi la nuorobiologa Amy Farrah Fowler, in un certo senso l’alterego femminile di Sheldon.

New Girl: vita da coinquilini

Ecco la prima delle serie t v americane della nostra top ten.

Un po’ a dispetto del titolo, e del fatto che è stata trasmessa in anteprima per quattro anni a partire dal 2014, non si tratta semplicemente di una serie Tv per ragazze 2018, ma è molto di più.

La trama racconta invece la vita di un gruppo di giovani coinquilini, situazione nella quale molti studenti (ma non solo) si trovano a dover affrontare. Protagonista assoluta della storia è Jess, una ragazza molto carina, ma spesso e volentieri altrettanto goffa e ingenua. Alla soglia dei trent’anni, a seguito della rottura di una lunga relazione d’amore, Jess finisce per andare a vivere in un lift già abitato da tre ragazzi: un barista, un novello Casanova e un ex giocatore di basket. Tra questo improbabile quadretto, si inserisce anche la figura di Cece, un’affascinante modella nonché migliore amica di Jess.

Cosa nascerà da questa particolare convivenza? Per scoprirlo non ti rimane che guardare la serie.

Pretty Little Liars: il thriller adolescenziale per eccellenza

serie tv americaneProseguiamo la nostra carrellata di serie tv consigliate per giovani con un altra storia made in USA. Spostandoci però su un genere davvero particolare e coinvolgente: il dramma adolescenziale.

Tutto ha inizio la notte del Laburi Day, nella quale cinque giovani ragazze si ritrovano per un classico pigiama party. A sconvolgere le loro vite, sarà la misteriosa scomparsa in quella occasione della leader del gruppo, la ragazza più popolare e temuta della scuola: Alison DiLaurentis.

Un’accaduto scioccante che porta le giovani, sconvolte e preoccupate, ad allontanarsi per un po’ l’una dall’altra. Ma un legame del genere non può spezzarsi così facilmente e i loro dubbi e le loro paure torneranno presto a manifestarsi, portandole a ricongiungersi per cercare la verità e combattere un nemico comune. Ad un certo punto, infatti, tutte loro cominciano a ricevere degli strani sms firmati “-A.”. All’interno di questi vengono riportati di volta in volta dei segreti che solo ad Alison poteva conoscere.

Ma è proprio Alison a scriverli, conducendo un gioco di cattivo gusto, oppure è qualcuno che gli ha fatto del male, rapendola o addirittura uccidendola e divertendosi adesso a torturare le sue amiche?

Sai già come svelare il mistero: guardando questa serie TV per donne, ma anche per tutti gli amanti del genere.

The Killing: serie tv americana di ispirazione danese

Altra produzione statunitense, immancabile tra le serie tv consigliate per giovani. Specialmente se sei un amante dei telefilm polizieschi.

The Killing è stata prodotta da Fuse Entertainment e dalla Fox Television per quattro stagioni tra il 2011 e il 2014. Si tratta del remake di un’altra interessante serie TV da vedere: la danese Forbrydelsen. Conosci? Se no, ti consigliamo di guardarle entrambe.

Breaking Bad: serie tv tra le migliori di sempre

Come potrebbe mai mancare Breaking Bad tra le migliori serie tv consigliare per giovani?

Non a caso viene considerata da molti una delle più belle e avvincenti mai realizzate. Particolarmente elogiata dalla critica sono la sua sceneggiatura, la regia e le interpretazioni degli attori principali.

Ecco la trama: un insegnante di chimica con un cancro allo stadio terminale comincia a produrre e spacciare metanfetamina con un suo ex studente per assicurare un futuro alla famiglia. Insomma, una serie per cuori forti, non una delle tante serie tv romantiche americane.

Dexter: film per tutti

Storia di Dexter Morgan. Un personaggio complesso dalla doppia personalità.

Infatti, nonostante sembri un uomo tranquillo, nonché scrupoloso tecnico in forza alla polizia scientifica di Miami, dentro di lui si cela un serial killer.

Le sue vittime? Soltanto criminali sfuggiti alla Giustizia. Una trama così avvincente da renderlo un telefilm adatto a molti, se non a tutti.

The Wire: i volto cattivo della società americana

Ed eccoci alle ultime serie tv consigliate. La penultima è The Wire, un racconto duro e crudo, realistico e spietato della società americana, nel suo rapporto con il crimine legato al traffico della droga.

Lost: l’isola dei sopravvissuti

Concludiamo la nostra top ten di serie TV consigliate per giovani, con la storia di quarantotto sopravvissuti allo schianto di un aereo presso un’isola apparentemente disabitata.

I soccorsi tardano ad arrivare e i superstiti si accampano sulla spiaggia. Non passerà molto tempo, però, prima che si accorgano dell’accadere di eventi inspiegabili sulla loro misteriosa isola.

E con questo si conclude la nostra top serie TV. Non ci rimane che augurarti buona visione.

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Come sviluppare un’idea: spunti per il tuo processo creativo

Sogni di realizzare un tuo progetto, magari imprenditoriale, ma hai bisogno di capire come sviluppare un’idea vincente?

Se hai bisogno di informazioni su come procedere, dalla relazione tecnica illustrativa a come scrivere un progetto di ricerca hai decisamente trovato l’articolo che fai al caso tuo.

Niente blocchi mentali del tipo “ho un’idea ma non so come realizzarla“, dunque, perché ti guideremo noi sul da farsi.

Perché in questi casi, l’idea in sé potrebbe non bastare. Occorre infatti anche saper realizzare a monte una corretta e approfondita analisi sul mercato di riferimento e le strategie da cui partire.

In tutto ciò metteremo di mettere ordine fin dalle prossime righe. Vuoi saperne di più? Allora non perderle assolutamente.

Idea imprenditoriale: come svilupparla

Nei paragrafi che seguono andremo dunque a scoprire nel dettaglio come sviluppare un’idea imprenditoriale o più in generale progettuale. Ovvero di ciò che può diventare e rappresentare il centro nevralgico, nonché il cuore pulsante e il segreto, del tuo business di successo. Iniziamo subito.

Come scrivere un progetto

Iniziamo col vedere come sviluppare un’idea progettuale. Perché prima di lanciare la tua idea, è necessario studiare una strategia progettuale dettagliata e completa.

Si tratta di un processo preliminare fondamentale per giungere ad una compiuta realizzazione del tuo obiettivo, a prescindere che esso si muova nel mercato privato piuttosto che nel Terzo Settore, ecc. Che tu voglia costituire un’azienda, una startup, un’associazione, una fondazione e via dicendo.

Ecco, dunque, in breve, i passi giusti che devi muovere per la pianificazione di un progetto:

  1. Individua le finalità. Ovvero dichiarare in maniera chiara e sintetica le motivazioni che spingono te e/o la tua organizzazione a voler intraprendere una determinata attività attraverso il progetto in essere. Naturalmente queste cambiano in base alla natura del progetto e del soggetto proponente;
  2. Fissare gli obiettivi. Volti a concretizzare le finalità precedentemente individuate. Essi vanno perseguiti anche in relazione all’analisi del contesto in cui si svolgerà l’attività;
  3. Analizza il contesto. Dal mercato ai competitor. Hai la necessità di avere un quadro chiaro su dove muoverti e in quale mare far navigare la tua idea;
  4. Studia il target di riferimento. A quali soggetti si rivolge il tuo progetto?;
  5. Sviluppa una strategia. Attraverso gli elementi acquisiti fin qui;
  6. Stabilisci un cronoprogramma. Relativamente alle varie attività e fasi di sviluppo;
  7. Predisponi azioni di monitoraggio. In modo da poter valutare costantemente i progressi o i bug del progetto;
  8. Delinea la pianificazione economica. Indispensabile per la buona riuscita del progetto.

In particolare, i punti 6-7-8 vengono spesso, colpevolmente sottovalutati. Si tratta di un grave errore, in quanto sono invece fondamentali ai fini della positiva riuscita dell’intero impianto progettuale. In poche parole: per avere successo.

Sarebbe come sviluppare un’idea geniale senza controllarla e indirizzarla, rendendola di fatto irrealizzabile.

Idea imprenditoriale: esempio business plan

fac simile business planSe invece quello che ti interessa è esclusivamente come sviluppare un’idea di business, quello di cui hai bisogno è un piano ad hoc.

Ecco perché in questo paragrafo abbiamo deciso di metterti a disposizione una sorta di fac simile business plan. Ovvero un piano industriale in grado di esprimere in modo coordinato i suoi propositi. A partire dagli investimenti futuri, le entrate e e spese previste, le fonti finanziarie, la tipologia dei prodotti, ecc.

Ecco 10 punti che esso deve assolutamente contenere:

  1. Descrizione del progetto d’investimento e del tipo di impresa che vuoi lanciare;
  2. Presentazione del management: chi lo compone, anche qualora si trattasse di un singolo imprenditore. Qualora fossi tu, quindi, dovresti indicare il tuo curriculum e quello dei tuoi eventuali collaboratori;
  3. Analisi di mercato dettagliata. Indicazioni sul mercato, sulle caratteristiche della concorrenza e su fattori critici (punti di forza e punti di debolezza rispetto al mercato);
  4. Obiettivi di vendita ed organizzazione commerciale;
  5. Piano di marketing online e offline;
  6. Descrizione di fattibilità tecnica del progetto e del suo processo produttivo. Dalla necessità di investimenti in impianti, alla disponibilità di manodopera e di servizi come trasporti ed energie;
  7. Piano di fattibilità economico triennale o quinquennale;
  8. Analisi dei fattori di rischio e della potenziale redditività dell’idea;
  9. Valutazione dell’impatto ambientale del progetto.
  10. Piano di sviluppo delle attività.

Tutto ciò fa necessariamente parte di come sviluppare un’idea imprenditoriale. Anche perché, oltre ad indicare vision, mission e valori fondanti dell’azienda, può essere il miglior biglietto da visita per attrarre potenziali investitori pronti a foraggiare il tuo progetto se ben presentato. sulla bontà del progetto stesso ad eventuali investitori.

Il piano marketing

Elemento fondamentale riguardo a come sviluppare un’idea è il piano marketing.

Esso, tra le altre cose, deve definire e diffondere le peculiarità e i segni distintivi dell’impresa. A partire dal nome, il logo, il marchio e le strategie con cui intende promuovere il brand. Ma anche definire il mercato di riferimento, individuando luoghi e sedi ideali da cui svolgere la propria attività nel modo più profittevole possibile. A partire dall’analisi SWAT.

Di cosa si tratta? Eccone una definizione dettagliata fornita dal Dizionario di Economia e Finanza della Treccani:

«Strumento della gestione strategica che consiste nell’analisi congiunta dei punti di forza (strenghts), di debolezza (weaknesses), delle opportunità (opportunities) e delle minacce (threats) che un’azienda deve fronteggiare. La logica di fondo dell’analisi SWOT è che solo dopo aver preso in esame punti di forza e di debolezza, opportunità e rischi si può procedere con l’individuazione delle linee di azione necessarie per il raggiungimento degli obiettivi aziendali».

Si tratta di una tecnica attribuita ad A. Humphrey che, durante gli anni 1960 e 1970, l’ha applicata guidando un progetto di ricerca in questo settore della Stanford University.

Idee per creare una start up

Come sviluppare un’idea se non lanciarla attraverso la costituzione di una start up?

Al giorno d’oggi tutti ne parlano, ma di cosa si tratta realmente? Per spiegarlo prendiamo nuovamente in prestito il già citato dizionario Treccani, secondo cui per start up si intende:

«Fase iniziale di avvio delle attività di una nuova impresa, di un’impresa appena costituita o di un’impresa che si è appena quotata in borsa. Il termine di derivazione anglosassone significa “partire, mettersi in moto”.

Originariamente, il vocabolo venne utilizzato per indicare il processo di accensione e avvio di un computer o di altro dispositivo elettronico. La prima accezione economica faceva perlopiù riferimento alla fase iniziale di una nuova impresa nata nel settore internet o delle tecnologie dell’informazione».

In realtà, per rientrare tra le startup, un giovane progetto imprenditoriale deve rispettare almeno uno di dei seguenti requisiti:

  1. Spese in ricerca e sviluppo uguali o superiori al 15% del maggior valore fra costo della produzione e valore della produzione;
  2. Garantire l’impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in misura uguale o superiore ad un terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di un titolo di dottorato di ricerca o in corso di svolgimento. In alternativa in possesso di laurea, con alle spalle almeno tre anni attività di ricerca certificata, o magistrale;
  3. Essere depositaria, se non titolare, di una privativa industriale.

Per favorire il loro massimo sviluppo, inoltre, sono nati negli anni due importanti sostegni:

  1. Gli incubatori, che altro non sono che luoghi nei quali le start up vengono ospitate;
  2. Gli accelleratori d’impresa, ovvero dei veri e propri programmi di sviluppo finalizzati a rendere autonome questo tipo di aziende.

Due soluzioni utilissime se ti trovi nella classica condizione di partenza “ho un’idea ma non ho i soldi“.

E con questo si conclude la guida Unicusano su come sviluppare un’idea di tipo progettuale o più specificatamente imprenditoriale.

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Blocchi mentali: cosa sono e come superarli

Non riesci a portare avanti un progetto o a raggiungere i tuoi obiettivi a causa di alcuni blocchi mentali?

Allora fai un bel respiro e tranquillizzati. Non sei né la prima né l’ultima persona a cui capita ciò. Questo significa che esistono delle soluzioni per superare, arginare o aggirare problematiche di questo tipo.

In questo articolo, cercheremo di analizzarle, con l’auspicio di trovare la soluzione adatta a risolvere anche il tuo specifico blocco psicologico o blocco emotivo che sia. Ma ricorda che prima di tutto viene l’organizzazione. Se hai bisogno di aiuto in questo campo, ti consigliamo di dare un’occhiata alla nostra guida sulle app utili per studenti disorganizzati.

Cercheremo dunque di offrirti una vera e propria guida su come affrontare la questione. Ti interessa saperne di più? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito al sodo: come superare un blocco mentale.

Dal blocco dello scrittore a quello emotivo: cause e sintomi

I blocchi mentali possono essere diversi e manifestarsi in tanti aspetti della vita quotidiana. Dai blocchi psicologici a quelli di natura emotiva. Dal blocco dello scrittore al blocco sessuale. Anche le cause e i sintomi sono molto vari, ecco perché nei prossimi paragrafi cercheremo di mettere ordine in tutto ciò e capirne di più. Buona lettura.

Blocco mentale: cause

Avere dei blocchi mentali che non ti consentano di fare qualcosa può avere diverse cause. Dalla mancanza di autostima all’inesperienza, ma anche l’aver avuto delle esperienze negative che hanno lasciato qualche strascico, se non un trauma psicologico.

Ma spesso e volentieri, le cause possono essere anche molto più semplici e in u certo senso banali. Si va dalla mancanza di idee ad averne troppe e non riuscire a decidersi o a mettere ordine stabilendo delle priorità.

Altra causa di blocchi mentali è certamente lo stress, così come l’eccessivo perfezionismo e il lasciarsi trasportare da emozioni negative o avere mancanza di passione per ciò che si fa.

Quando parliamo di emozioni negative i riferiamo a sensazioni che inibiscono, ansia e preoccupazioni. Senza dimenticare lo stretto legame tra depressione e blocco emotivo.

Blocco emotivo: sintomi

A questo punto, probabilmente ti starai chiedendo quali sono i sintomi che contraddistinguono questi blocchi mentali. I più comuni sono cinque:

  1. Ritenersi spesso inappropriati e fuori posto;
  2. Avere paura del giudizio degli altri;
  3. Sentirsi ansiosi e frustrati;
  4. Essere insoddisfatti;
  5. Credere di aver fatto sempre la cosa sbagliata.

Tutto ciò può generare scompensi emotivi, mente bloccata, sofferenza, convinzione di essere incapaci, inadeguati o inutili. Ma sopratutto stati d’ansia e disagio sociale. Ne consegue un’inibizione delle proprie potenzialità, che impedisce di agire e realizzarsi.

Blocchi emotivi: rimedi

Nel caso in cui tu abbia bisogno di superare blocchi emotivi causati da problemi seri di ansia, può essere opportuno rivolgersi ad uno psicologo o ad un mental coach. Questo perché talvolta gli stati ansiosi se non adeguatamente e tempestivamente affrontati possono cronicizzarsi.

Ma occhio a non essere catastrofisti. Prima di un esame, ad esempio, una buona dose di ansia è funzionale e aiuta a non arrivare impreparati. Non bisogna avere paura delle proprie emozioni, ma semplicemente prendersene cura in maniera adeguata.E

E ricorda che solo chi non fa non sbaglia, ma non fa nemmeno alcun passo avanti. Quindi buttati, datti dei piccoli obiettivi e sto by ste cerca di realizzarli.

Inizia riordinando e organizzando per bene le tue idee. Fai un piano, pianifica come raggiungere le tue ambizioni. Appunta tutte le idee che ti vengono in mente, crea delle mappe concettuali sulle cose da fare. Realizzale a mano o utilizzando uno dei tanti programmi per fare presentazioni. E poi cambia abitudini, eliminando prassi e persone negative o stressanti dalla tua vita. Datti delle scadenze da rispettare e soprattutto, non perdere troppo tempo a giudicarti. Questo potrai farlo molto più avanti, alla fine del percorso e non all’inizio.

Insomma, in poche parole: rompi il ghiaccio e tieni a debita distanza di sicurezza la paura. Anche un eventuale fallimento potrà essere d’aiuto per migliorarti e ricominciare meglio di prima. Tutte le imprese più grandi sono passate per piccoli fallimenti o contrattempi iniziali, ma se non inizi mai non saprai mai come andrà.

Blocco psicologico: amore e psiche

blocco psicologicoAltra situazione nella quale si riscontrano spesso queste difficoltà riguardano il blocco mentale in amore.

In questo caso esperienze negative e traumatiche passate sono le cause che generalmente incidono di più. A volte si tratta di  blocchi psicologici inconsci, altre volte capita di imporsi delle limitazioni perché scottati da precedenti rotture.

Un consiglio molto utile in questi casi è quello di non negarsi nuove esperienze a causa del timore provocato da una precedente relazione negativa. Perché se una persona ti ha fatto del male, non è giusto che sia ancora tu a pagarne le conseguenze, né tantomeno un’altra persona o un potenziale nuovo amore. Se non te la senti per rispetto o perché sei ancora legato ad un’altra persona è ampiamente comprensibile, ma se la tua è solo paura o voglia di vendetta sommaria, probabilmente non ne vale la pena.

Blocco mentale ansia e disagio sociale: come superarlo?

Come abbiamo ampiamente sottolineato, spesso i blocchi mentali derivano da fattori psicologici. Qualora volessi intraprendere degli studi di psicologia utili a comprendere meglio questo fenomeno e come affrontarlo, devi sapere che Unicusano eroga diversi corsi che possono fare al caso tuo. Riteniamo opportuno consigliartene quattro in particolare:

  1. Psicologia clinica e scienza della complessità. Master di primo livello che offre conoscenze e strumenti pratici e innovativi per padroneggiare le diverse forme di terapia e counselling;
  2. Psicologia dello Sport. Altro master di I livello, dedicato ad un settore i cui autori sono costantemente sotto pressione e messi di fronte a nuovi obiettivi. Non tutti gli atleti, purtroppo, riescono a gestire tante attenzioni;
  3. Psicologia Pediatrica. Intervenire nel corso del processo evolutivo di un bambino o di un adolescente può essere fondamentale per evitare lo sviluppo di questo tipo di ansie sociali nel suo futuro. Tutti gli approfondimenti in tal senso in questo Master di II livello;
  4. Psicologia della Salute organizzativa. Sul lavoro non ci si può concedere blocchi mentali. Questo Master di II livello si occupa di teorie, strumenti e metodologie per la valutazione del rischio stress lavoro correlato che spesso frena le potenzialità professionali delle persone.

Questi quattro corsi sono solo alcuni dei tanti che potrebbero essere utili per comprendere meglio le dinamiche psicologiche che stanno dietro ai blocchi mentali.  Per conoscerli tutti i master, ma anche i corsi di laurea triennali e magistrali della nostra offerta didattica, ti consigliamo di dare un’occhiata all’area didattica del sito Unicusano.it

E con questo si conclude la nostra guida sui blocchi mentali. Ora hai tante informazioni e consigli utili su come evitare una tale spirale negativa. Cerca di valorizzare al massimo le tue capacità, senza lasciare che ansie, paure, stress o apatia frenino la tue potenzialità.

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Accelerazione di gravità: quello che devi sapere

Sei curioso di capire cos’è e come funziona l’accelerazione di gravità?

Che tu sia uno studente di fisica o un appassionato a cui piace comprendere e magari verificare teorie svolgendo esercizi di matematica o  attraverso il metodo induttivo deduttivo, in ogni caso hai trovato l’articolo che fa per te.

In questa guida, infatti, faremo insieme un viaggio dalla massa della terra alla costante gravitazionale. Dall’accelerazione di gravità in montagna a quella sulla Luna o su Marte. Cercando di mettere ordine tra formule, segni, valori numerici, forza g e tutto ciò che c’è da sapere.

Cosa ne dici, abbiamo stimolato la tua curiosità e sete di sapere? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito. Andiamo a scoprire tutti i segreti dell’accelerazione di gravità.

Cos’è e come si calcola l’accelerazione

Nei paragrafi che seguono, dunque, parleremo nel dettaglio di accelerazione di gravità, sviscerando tutto ciò che è possibile sapere in merito. Senza tralasciare nulla: curiosità, vantaggi e problemi sull’accelerazione di gravità. Buona lettura.

Le basi per comprendere la gravità: definizioni e significato

Prima di tutto dobbiamo naturalmente chiarire per bene di cosa stiamo parlando.

Iniziamo dal concetto di gravità. Ecco come la definisce il vocabolario Treccani:

«In fisica, tendenza dei corpi materiali a cadere verticalmente al suolo, dovuta all’attrazione che la Terra esercita su di essi; più propriamente, la forza (detta anche forza di gravità o forza peso) che provoca tale caduta, risultante dell’attrazione gravitazionale terrestre (diretta, con buona approssimazione, verso il centro di massa della Terra) e della forza centrifuga (normale all’asse della Terra), conseguenza della rotazione terrestre; anche l’accelerazione di gravità determinata da tale forza».

E così ci siamo ricollegati, introducendolo nel modo migliore, all’argomento specifico che più ci interessa in questo articolo: l’accelerazione gravitazionale.

In sintesi, dunque, possiamo affermare che tale accelerazione investe un corpo quando esso è lasciato libero di muoversi in caduta libera in un campo di gravità.

Importante tenere a mente anche il significato di costante gravitazionale. Citiamo pertanto la descrizione fatta da Wikipedia:

«La costante di gravitazione universale (indicata con la lettera ) è la costante fisica che compare come coefficiente di proporzionalità nella legge di gravitazione universale formulata alla fine del Seicento da Isaac Newton. La stessa costante compare anche nell’equazione del campo gravitazionale della Relatività generale».

Inoltre, la stessa fonte aggiunge che:

«Il valore approssimato della costante di gravitazione universale è G = 6,67 × 10−11 N m² / kg². In quanto costante, non dipende dalle masse usate per determinarlo sperimentalmente, né dal luogo né dal momento scelto per effettuare la misura».

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, ma siamo ancora all’inizio. Allora andiamo avanti.

Accelerazione: unità di misura sulla Terra

costante gravitazionaleFatte tutte le premesse di definizione e terminologia del caso, entriamo adesso ancor più nello specifico. In particolare, iniziamo spiegando l’accelerazione di gravità fisica sulla terra.

Come prima cosa devi sapere che essa viene chiamata anche come accelerazione g. In quanto tale lettera è quella utilizzata per indicarla. Inoltre, l’unità di misura g è il metro al secondo quadrato.

Ma come avviene e, soprattutto, come si misura l’accelerazione al suolo sul nostro pianeta?

Per comprendere questo, occorre sapere che sulla superficie terrestre il valore esatto di g varia a seconda del luogo. Ovvero dipende dalla latitudine e dell’altitudine. Di conseguenza, la Conferenza generale dei pesi e delle misure ha introdotto un valore convenzionale per g, pari a 9,80665 m/s².

Per i motivi appena citati, si tratta di un valore medio che approssima il valore dell’accelerazione di gravità presente al livello del mare a una latitudine di 45,5°. Tale valore viene a volte rappresentato con g0, quando g viene invece usato per rappresentare l’effettiva accelerazione di gravità locale. Anche se l’accelerazione di gravità g è talvolta usata come unità di misura non-SI.

Ti incuriosisce sapere perché il valore dell’accelerazione aumenta con la latitudine? Sveliamo subito l’arcano: per due ragioni.

  1. La rotazione della Terra.
  2. Lo schiacciamento della Terra ai poli

La rotazione produce una forza centrifuga che si oppone all’attrazione gravitazionale, mentre per via dello schiacciamento ai poli, ogni corpo che si trova alle basse latitudini viene ulteriormente allontanato dal centro del nostro pianeta.

Legge della gravitazione universale

Secondo la legge della gravitazione universale, se indichiamo con m1 la massa di un corpo, con m2 la massa dell’altro e con r la distanza dei loro baricentri, otteniamo la seguente accelerazione di gravità formula di base: F = G (m1 m2) / r2.

Essendo F la forza che un corpo esercita sull’altro, ed avendo indicato con G la costante gravitazionale terrestre (in questo caso), concludiamo che G = 6,673 10-11 N m2/kg2.

Questa serve a definire la forza che si esercita tra due corpi in seguito alla loro attrazione reciproca.

Bisogna aggiungere che ogni corpo sviluppa un suo campo gravitazionale (H). Ne ricaviamo che: H = – G m / r2. Nel caso specifico r indica la distanza del centro di gravità di quel corpo dal punto dello spazio considerato. Attenzione, qui, al segno accelerazione gravità. Il meno negativo  che vedi nella formula significa che la direzione di H è rivolta verso il centro del corpo.

L’intensità di questo campo sulla Terra è invece rappresentato con la formula: H0 =-GM/r02 =9.81m/s2. Nella quale M = massa della pianeta e r0 = raggio medio dello stesso.

Gravità sulla Luna e su Marte

Proviamo adesso a viaggiare nello spazio e a fare altri esempi, a cominciare dall’accelerazione di gravità sulla Luna.

In questo caso facciamo riferimento alla funzione della massa del satellite della Terra (o del pianeta di turno) e del suo raggio. Ovvero: g = G ⋅ M / R²

Fortunatamente sappiamo è che per quanto riguarda la Luna:

  1. Massa = 7,342 ⋅ 10²² kg
  2. R = 1738 km
  3. G = 6,67 ⋅ 10¹¹ N⋅M²/kg²

Sulla base di questi dati, possiamo dunque dedurre, o meglio calcolare, più o meno facilmente che g = 1,62 m/s²

Per effettuare, invece, il calcolo accelerazione di gravità su Marte, troverai utili ed interessanti i seguenti dati relativi al cosiddetto “Pianeta Rosso”:

  1. M = 6,4 ⋅ 10²³ kg
  2. R = 3386 km

Pertanto g = 3,72 m/s²

Ed ecco svelato tutto quello che c’è da sapere sull’accelerazione di gravità valore numerico.

Se sei interessato a conoscere meglio questi argomenti perché ami la fisica, o magari le sue impiccagione nel campo ingegneristico,  ti consigliamo di dare un’occhiata ai Corsi di Laurea e ai Master Unicusano relativi a questi settori specifici. Puoi trovarli tutti nella sezione didattica di www.unicusano.it.

E con questo è tutto: si conclude qui, almeno per il momento, la nostra guida sull’accelerazione di gravità. Hai imparato qualcosa di nuovo? Non ci rimane che ringraziarti per l’attenzione e sperare di aver soddisfatto la tua curiosità.

Conserva il link a questo articolo, in modo tale da poterlo consolare ogni qual volta dovessi averne bisogno. Se lo ritieni opportuno consiglialo anche ai tuoi amici o colleghi a cui potrebbe tornare utile. Adesso sai qualcosa in più su come funziona la gravità, condividilo pure.

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Calcolo danno non patrimoniale: ecco quello che devi sapere

Hai bisogno di informazioni su cos’è e come si effettua il calcolo danno non patrimoniale?

Che tu abbia subito un torto e voglia essere legittimamente risarcito o più semplicemente stai preparando una tesi sperimentale giurisprudenza, dove dimostrare attraverso il metodo induttivo e deduttivo le ragioni della parte lesa, hai trovato la guida che fa per te.

In questo articolo, infatti, ti aiuteremo a fare chiarezza su cos’è il danno biologico, come il suo eventuale risarcimento viene regolamentato nel nostro ordinamento giuridico e affrontato nei tribunali. E poi, naturalmente, come si calcola il risarcimento danno non patrimoniale per ottenere la relativa liquidazione.

Vuoi sapere di più? Allora non perdere i prossimi paragrafi, perché entreremo pienamente nel merito della questione del calcolo danno non patrimoniale. Buona lettura.

Cos’è e come si calcola il danno non patrimoniale

Prima di andare a vedere come effettuare il calcolo danno non patrimoniale, è necessario fare un piccolo ma doveroso passo indietro e partire dalle basi. Occorre cioè intendersi su cosa si intende quando facciamo riferimento a questo genere di danno e quali casi possono rientrare in questa categoria. Andiamo a scoprirlo subito.

Cosa si intende per danno non patrimoniale

Quando si parla di un danno che non intacca il patrimonio, si fa generalmente riferimento a lesioni dell’integrità fisica e psichica della persona. Queste sono punibili ai sensi dell’art. 2059 del Codice Civile.

Si tratta dunque di danni biologici, oltre che di danni morali e materiali (o meglio fisici, per non confondere con il patrimonio). Ecco quattro classici casi esemplificativi:

  1. Modificazione dell’aspetto esteriore della persona che ne è vittima;
  2. Perdita della capacità sessuale e il danno psichico;
  3. Riduzione della capacità lavorativa;
  4. Danno tanatologico, ovvero quello che causa il decesso della vittima.

calcolo danno moraleIl risarcimento danno biologico è a pieno titolo riconosciuto come uno dei diritti fondamentali del paziente. Le vittime possono essere risarcite a prescindere dalla loro reddito. Il calcolo danno non patrimoniale è regolata da una serie di norme, fra cui il decreto legislativo n. 38 del 23 febbraio 2000. Le casistiche, infatti, possono essere tante, dalla malasanità agli infortuni sul lavoro o agi incidenti stradali.

Quindi, in sintesi, possiamo affermare che quando non parliamo di calcolo danno patrimoniale, ci riferiamo a calcolo danno morale o biologico.

Inoltre, sempre secondo la legge italiana, il danno biologico può essere distinto tra:

  1. Danni micropermanenti
  2. Danni macropermanenti

Il calcolo danno biologico micropermanenti quello che riguarda le lesioni non superiori ai 9 punti di invalidità parziale. Mentre il danno biologico permanente della seconda categoria si riferisce ai danni che vanno oltre tale soglia. Il calcolo punti di invalidità è dunque determinante in questo senso.

Calcolo micropermanenti e macropermanenti

Fatta chiarezza sull’argomento e sviscerate tutte le doverose premesse sull’argomento, ora hai tutti gli strumenti che ti servono per comprendere meglio cos’è e come avviene tecnicamente il calcolo danno non patrimoniale. Andiamo dunque a scoprirlo insieme, distinguendo tra i diversi casi di cui abbiamo parlato finora.

In caso di danno permanente, l’importo per risarcimento danni biologici viene così calcolato:

  1. Crescente in relazione ad ogni punto percentuale di invalidità;
  2. Ridotto con il crescere dell’età del soggetto dello 0,5% per ogni anno, a partire dall’undicesimo anno di età.

Il danno biologico temporaneo, invece, prevede un importo fisso per ogni giorno di inabilità. Nel caso in cui si tratti di inabilità temporanea inferiore al 100%, la liquidazione del danno si basa sulla percentuale di inabilità riconosciuta per ciascun giorno.

Le lesioni vengono calcolate sulla base di specifiche tabelle danno biologico emanate dai tribunali. In tal senso, riveste un ruolo centrale la figura del medico legale. È lui infatti ad accertare l’entità del danno, tenendo in considerazione alcuni elementi quali:

  1. Entità e natura delle lesioni subite dalla vittima;
  2. Percentuale di invalidità permanente riscontrata;
  3. Durata dell’inabilità totale e parziale;
  4. Sussistenza di danni estetici;
  5. Congruità delle spese mediche sostenute e di quelle eventualmente da sostenere.

Dati determinanti per il calcolo danno non patrimoniale e l’assegnazione di un risarcimento.

Tabella punti invalidità incidente stradale

Uno dei casi più frequenti per cui si rende necessario il calcolo danno non patrimoniale.

Di seguito vedremo nel dettaglio tutte le tabelle delle menomazioni alla integrità psicofisica, comprese tra 1 e 9 punti di invalidità, utilizzate dai medici legali per valutare e quantificare i danni fisici di lieve e grave entità da incidente stradale, divisi per parti anatomiche.

Lesioni a capo e denti

Iniziamo con il calcolo danni non patrimoniali per danni alla testa o ai denti.

  1. Danni al capo: postumi soggettivi di trauma cranico commotivo eventualmente con frattura cranica semplice 2-4 punti; postumi di frattura del massiccio facciale o della mandibola con turbe disfunzionali di lieve grado 2-5 punti; esiti di fratture del condilo mandibolare con modeste alterazioni funzionali dell’articolazione temporo mandibolare 3-8 punti; sindrome vertiginosa periferica da asimmetria labirintica compensata, strumentalmente accertata 2-5; postumi di frattura delle ossa nasali e/o del setto fino alla stenosi nasale assoluta monolaterale con lieve alterazione del profilo nasale 2-6 punti; riduzione dell’olfatto fino alla perdita totale 8 punti; riduzione isolata del gusto fino alla perdita totale 5 punti; disturbo somatoforme indifferenziato lieve o disturbo dell’adattamento cronico lieve 5 punti.
  2. Lesioni dentarie: perdita di un incisivo centrale superiore 1.25 punti; incisivo laterale o un incisivo centrale inferiore 0.50 punti; canino 1.50 punti; primo premolare 0.75 punti; secondo premolare 0.75 punti; primo molare 1.25 punti; secondo molare 1 punto; terzo molare 0.50 punti.

Lesioni alla vista e alla schiena

Proseguiamo con i casi di calcolo danno non patrimoniale riguardanti lesioni oculari a seguito di incidenti stradali.

  1. Riduzione monolaterale del visus per lontano, con acuità visiva dell’altro occhio pari a 10/10: visus residuo 9/10 1 punto; 8/10 1 punto; Visus residuo 7/10 3 punti; 6/10 5 punti; 5/10 7 punti;
  2. Blefarospasmo, Lagoftalmo, Epifora, Ectropion, Entropion, obliterazione monolaterale delle vie lacrimali 5 punti;
  3. Necessità di fare uso di lenti correttive 3 punti.

Passiamo adesso alla colonna vertebrale dalla verticale al coccige.

  1. Danni rachide verticale: esiti dolorosi di frattura di un’apofisi o dello spigolo antero-superiore o antero-inferiore di una vertebra senza schiacciamento del corpo; a seconda della alterazione anatomica e/o della limitazione dei movimenti del capo 2-6 punti; esiti trauma minore del collo con persistente rachialgia e limitazione antalgica dei movimenti del capo 2 punti; trauma minore del collo con persistente rachialgia, limitazione antalgica dei movimenti del capo e con disturbi trofico-sensitivi radicolari strumentalmente accertati 2-4 punti.
  2. Lesioni rachide dorsale: esiti dolorosi di frattura da schiacciamento di un corpo vertebrale da D1 a D10 con residua cuneizzazione 4-6 punti; esiti anatomici di frattura dello spigolo antero-superiore o antero-inferiore di una vertebra dorsale senza schiacciamento del corpo 4 punti;
  3. Rachide lombare: esiti dolorosi di frattura di un’apofisi o dello spigolo antero-superiore o antero-inferiore di una vertebra senza schiacciamento del corpo, a seconda della alterazione anatomica e/o della limitazione del movimenti del tronco 2-6 punti; esiti di trauma minore del rachide lombare con persistente rachialgia e limitazione antalgica dei movimenti del tronco 2 punti; esiti di trauma minore del rachide lombare con persistente rachialgia, limitazione antalgica dei movimenti del tronco e con disturbi radicolari trofico sensitivi strumentalmente accertati 2-5 punti.
  4. Osso sacro e coccige: Esiti di frattura sacrale o coccigea malconsolidata con conseguente sindrome algico-disfunzionale 3-5 punti.

Arti superiori e inferiori

Per quanto riguarda il calcolo danno non patrimoniale riguardante menomazioni ad arti superiori come spalla, gomito, polso o mano o l’invalità micropermanente degli arti inferiori come anca, ginocchio, caviglia o piede si va dai 2 punti attribuiti ad esiti di frattura del II o III o IV metatarso o a esiti dolorosi di frattura diafisaria isolata di perone ben consolidata in assenza o con sfumata ripercussione funzionale, fino ai 9 punti per flessione possibile fino da 180 a 90 gradi del ginocchio.

Addome, bacino e torace

Concludiamo la guida Unicusano sul calcolo danno non patrimoniale con problemi relativi a torace, bacino e addome.

In questo caso il punteggio è rappresentato dagli 8 punti assegnabili per diastasi isolata della sinfisi pubica fino a 4 cm. Stesso punteggio per esiti di lesione epatica contusivo-emorragica e/o discontinuativa con funzionalità normale. Ma anche per la perdita di un testicolo o di un ovaio in età fertile.

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Esercizi di matematica: dove trovarli e perché sono utili

Vuoi mettere alla prova le tue abilità con gli esercizi di matematica?

Allora hai trovato l’articolo che fa al caso tuo. Preparati, perché in questa guida, testeremo le tue capacità nel risolvere problemi, giochi, equazioni, quiz matematica, operazioni algebriche e chi più ne ha più ne metta. Dovrai far ricorso a tutta la tua memoria procedurale ed essere in grado di padroneggiare al meglio il metodo induttivo e deduttivo per mettere a frutto le lezioni di matematica che hai fatto fin qui in vita tua.

Di cosa stiamo parlando? Accetta la sfida e vedrai. Ci stai?

Molto bene, allora non perdiamo tempo ed iniziamo subito: abbiamo degli esercizi di matematica da risolvere.

Esercitazioni di matematica: i nostri consigli

Nei prossimi paragrafi, andremo dunque a svolgere una piccola verifica delle tue capacità nel risolvere esercizi di matematica. Consigliandoti quali compiti svolgere e dove trovare le relative soluzioni. Un viaggio dalle elementari all’esame di Stato per prepararti al meglio per l’Università e il mondo del lavoro. Buona lettura e…buona verifica di matematica.

Giochi matematica elementari

Iniziamo dalla matematica per bambini. Per quanto riguarda sia le elementari che le medie, possiamo prendere come modello di riferimento il test INVALSI, una prova scritta di caratura nazionale che ha lo scopo di valutare i livelli di apprendimento in italiano e, appunto, matematica degli studenti, in modo da formulare i dati generali sull’efficienza del sistema formativo italiano e indicare eventuali criticità.

Ecco alcuni esercizi di matematica presentati nelle ultime edizioni del test.

  1. Osserva la sequenza di numeri: 3 – 6 – 12 – 24. In questa sequenza si passa da un numero a quello che viene dopo sempre con la stessa regola. Quale può essere la regola? Possibili risposte: A) Si aggiunge 3; B) Si fa il doppio 6; C) Si aggiunge 6;
  2. Quale tra i seguenti numeri corrisponde a 3 decine e 17 unità? A) 317; B) 173; C) 47;
  3. Il papà di Luca compie 43 anni. Luca va al supermercato a comprare le candeline per la torta. Al supermercato vendono solo sacchetti da 10 candeline. Quanti sacchetti deve comprare Luca? A) 5; B) 4; C) 3
  4. Osserva l’operazione: [ 7 + 7 + 6 =]. Quale tra i seguenti problemi si può risolvere con l’operazione nel riquadro? A) Mattia ha 7 figurine e Giorgio ha 6 figurine. Quante figurine hanno insieme Mattia e Giorgio? B) Mattia ha 7 figurine e Giorgio ha 6 figurine in più di Mattia.
    Quante figurine hanno insieme Mattia e Giorgio? C) Mattia ha 7 figurine e Giorgio ha 6 figurine. Quante figurine ha Mattia in più di Giorgio?
  5. Quale delle seguenti uguaglianze è corretta? A) 31 = 42 – 9; B) 31 = 40 – 9; C) 31 = 21 + 11

Che ne dici, sei in grado di risolvere esercizi di matematica così elementari? Allora passiamo a qualcosa di più avanzato.

Matematica scuola media

Rispetto alle elementari, dalle medie in poi troviamo esercizi di matematica più complessi rispetto ai problemi di geometria quinta elementare. Facciamo qualche esempio di questo genere e non. Ma stavolta vogliamo darti un aiutino, fornendoti anche la soluzione. Iniziamo però dai quesiti

  1. Calcola il perimetro di un rettangolo che ha la base il doppio dell’altezza e la differenza fra le due misure è 15,5cm;
  2. In un parallelogramma la somma delle misure della base e dell’ altezza a essa relativa è di 50cm. Calcola l’area sapendo che l’altezza è 2/3 della base. B+DH=50cm; DH=23AB; A= ?

Ed ecco adesso relativi svolgimenti e soluzioni:

  1. b=2h b−h=15,5cm Poiché la base è due volte l’altezza, la differenza è un segmento pari all’altezza, quindi h è proprio la differenza 15,5cm. La base è il doppio, quindi 31cm;
  2. Devi trovare l’area conoscendo la somma di altezza e base e che frazione è l’altezza della base. Puoi ricavare base e altezza vedendo da quante parti è fatto l’intero. 2+3=5; AB=50:5×3=10×3=30; DH=50:5×2=10×2=20. Puoi calcolare DH anche facendo: DH=23AB=23×30=20. A questo punto possiamo calcolare l’area: AB×DH=30×20=600 . Dunque A=600cm2.

Esercizi matematica superiori

Concludiamo la nostra guida sugli esercizi matematici, citando alcuni quesiti della prova d’esame di Stato per i licei scientifici 2017. In essa troviamo, ad esempio:

  1. Dati i punti 𝐴(−2, 3, 1), 𝐵(3, 0, −1), 𝐶(2, 2, −3), determinare l’equazione della retta 𝑟 passante per 𝐴 e per 𝐵 e l’equazione del piano 𝜋 perpendicolare ad 𝑟 e passante per 𝐶;
  2. Determinare le coordinate dei centri delle sfere di raggio √6 tangenti al piano 𝜋 di equazione: 𝑥 + 2𝑦 − 𝑧 + 1 = 0 nel suo punto 𝑃 di coordinate (1, 0, 2);
  3. Un dado ha la forma di un dodecaedro regolare con le facce numerate da 1 a 12. Il dado è truccato in modo che la faccia contrassegnata dal numero 3 si presenti con una probabilità 𝑝 doppia rispetto a ciascun’altra faccia. Determinare il valore di 𝑝 in percentuale e calcolare la probabilità che in 5 lanci del dado la faccia numero 3 esca almeno 2 volte.
  4. Dimostrare che l’equazione: 𝑎𝑟𝑐𝑡𝑔(𝑥) + 𝑥 3 + 𝑒 𝑥 = 0 ha una e una sola soluzione reale;
  5. Data la funzione: 𝑓(𝑥) = |4 − 𝑥 2| verificare che essa non soddisfa tutte le ipotesi del teorema di Rolle nell’intervallo [−3; 3] e che comunque esiste almeno un punto dell’intervallo [−3; 3] in cui la derivata prima di 𝑓(𝑥) si annulla. Questo esempio contraddice il teorema di Rolle? Motivare la risposta in maniera esauriente.

L’intera prova contiene tante altre operazioni con le frazioni, ma anche derivate esercizi con soluzioni, piuttosto che funzioni algebriche esercizi con espressioni elementari e più avanzate, disequazioni irrazionali svolte, diversi problemi di geometria e tanto altro ancora.

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Arte neoclassica: quello che c’è da sapere

Sei un appassionato di arte neoclassica o vorresti semplicemente saperne di più? Allora stai leggendo l’articolo giusto.

Dopo aver dato spazio agli artisti e ai poeti americani, ecco il momento di una guida in cui parleremo proprio di questa affascinante tendenza culturale sviluppatasi in Europa tra il XVIII e il XIX secolo.

Uno stile in grado di influenzare non solo l’arte del 700 o dell’800, ma anche di lasciare un segno nella pittura illuminista e non solo, così come nell’architettura e nella scultura, fino alla letteratura, il teatro e la musica.

Pronto ad entrare nel merito? Allora non perdiamo altro tempo e lanciamoci alla scoperta dell’arte neoclassica in tutte le sue forme.

Lo stile neoclassico dall’arte alla letteratura

Come abbiamo accennato, l’arte neoclassica ha influenzato ed è riuscita ad espandersi in diversi settori. Nei prossimi paragrafi andremo ad analizzarli tutti. Buona lettura.

Storia dell’arte: neoclassicismo

Per rendere l’idea di ciò che rappresenta la storia del neoclassicismo, non esistono parole più intriganti di quelle di Mario Praz, saggista, critico d’arte e lettarario, nonché scrittore, traduttore e giornalista italiano:

«Il Neoclassicismo è una corrente del gusto che ha subito una lunga elaborazione teorica prima di nascere completamente nella breve e intensa fioritura dello stile Impero, dopodiché è piano piano scomparso sotto l’azione dei fermenti romantici che recava in sé fin dalle origini».

Volendo essere ancora più precisi possiamo citare l’enciclopedia Treccani, che parla del neoclassicismo riassunto in questa definizione:

«Complesso movimento culturale europeo manifestatosi fra la seconda metà del XVIII secolo e il primo trentennio del XIX secolo, che, oltre a interessare tutti gli aspetti dell’arte, coinvolse il profondo rinnovamento della cultura e della società. Gli studi dell’ultimo trentennio del XX secolo ne hanno evidenziato lo stretto rapporto con l’Illuminismo e, quindi, l’intreccio con le istanze del nascente Romanticismo e con i mutamenti politici e sociali di fine secolo».

In merito alle sue caratteristiche principali, l’enciclopedia chiosa:

«Caratterizzato dal recupero di forme classiche, come norma e tendenza alla perfezione, alla logica, alla simmetria e alla chiarezza, fu sostenuto dalla ricerca teorica di un fondamento razionale del bello e da una metodica indagine storica delle fonti; considerato uno stile ‘storico’, ha inaugurato le tendenze di recupero del passato che caratterizzano l’Ottocento. Ebbe a suo ideale la civiltà greca».

Il rapporto tra neoclassicismo e preromanticismo lo ritroveremo molte volte.

Per quanto concerne la scultura neoclassica, il massimo esponente fu Antonio Canova, la statuaria la migliore esponente dei suoi precetti. Mentre la pittura neoclassica del 18° secolo si contrappose al manierismo, guardando soprattutto a Raffaello. Ad ispirare l’arte applicata, invece, ci pensarono gli oggetti antichi, emersi in particolar modo dagli scavi di Ercolano e Pompei.

Neoclassicismo architettura

Uno dei maggiori settori in cui l’arte neoclassica ha avuto modo di esprimersi, è stata senza dubbio l’architettura neoclassica.

In questo campo, possiamo distinguere tra due filoni principali:

  1. Dorico, neodorico o neogreco. Influenzato dalla riscoperta dei templi di Paestum e dal Patenone;
  2. Romano, dove si riscontra l’uso dell’ordine tuscanico, ionico e corinzio.

Ma non solo, perché le esigenze di utilità, semplificazione, sobrietà e di proporzioni armoniche dettate dalla società industriale e dal pensiero illuminista ispirarono altre soluzioni urbanistiche neoclassiche su schema geometrico diffusesi in tutta Europa e che portarono collezioni fino ad allora private, in luoghi creati per il pubblico.

Anche l’architettura illuminista ha avuto dunque il suo peso nel neoclassicismo.

Neoclassicismo letteratura

L’arte neoclassica trovò espressione anche nella letteratura.

Il neoclassicismo in letteratura si tradusse nel ricorso alla mitologia e all’allegoria, utilizzando un linguaggio artefatto, vicino ai classici greci e latini.

In Italia, e non solo, centro del classicismo fu la capitale del Regno all’epoca di Napoleone: Milano. La stessa città in cui lavorava il già citato Canova e dove, a proposito di neoclassicismo e opere, si avviò la Collezione dei classici italiani (1802-1814), che raccoglieva gli autori maggiori della tradizione italiana.

Nel Bel Paese i più maggiori esponenti della letteratura neoclassica furono Giuseppe Parini, Vincenzo Monti e Ugo Foscolo e Ludovico Savioli.

Fuori dall’Italia, i più autorevoli scrittori britannici del periodo neoclassico furono Daniel Defoe, Jonathan Swift e Alexander Pope, eredi della tradizione di John Dryden e John Milton e ispirati soprattutto dal poeta greco-latino Publio Virgilio Marone.

Mentre in Francia, il neoclassicismo trovò la sua massima espressione nel teatro di Jean Racine, caratterizzato da versi bilanciati, limitatezza nelle emozioni, rifinimento nell’espressione, senza eccessi.

Fondamentale, per il diffondersi del pensiero neoclassico in Europa, fu il contributo dell’archeologo e storico dell’arte Johann Joachim Winckelmann. I suoi studi determinarono la diffusione di stampe riproducenti monumenti, sculture e pitture ritrovate in quella occasione. E queste influenzarono anche la produzione letteraria, con l’affermarsi del valore assoluto della Bellezza come supremo ideale dell’esistenza.

Un mix riassunto così dal poeta francese André Chénier “sopra pensieri nuovi facciamo versi antichi”.

E con questo si conclude la nostra guida sull’arte neoclassica. Un movimento culturale di cui adesso conosci certamente di più.

Ma ricorda: se ami l’arte ci sono dei master che possono decisamente fare al caso tuo. Ad esempio Arts Communication, Diritto e tutela dei beni artistici, oppure Museologia, gestione e valorizzazione dei beni culturali.

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Programmi per fare presentazioni: ecco quali utilizzare

Sei alla ricerca di programmi per fare presentazioni che ti consentano di illustrare in maniera dinamica e accattivante il tuo sommario tesi di laurea, un progetto aziendale o una relazione tecnica illustrativa?

Allora hai trovato la guida che fa al caso tuo. In questo articolo, infatti, andremo alla ricerca del miglior creatore di presentazioni per soddisfare tutte le tue esigenze e necessità. Dal classico powerpoint ai software online più in voga del momento. Con l’obiettivo di imparare come creare presentazioni slideshow animate professionali e realizzare tutte le tue idee per presentazioni originali.

Se hai poca dimestichezza con slide professionali, oppure siti di immagini e per creare video, applicazioni per computer o mobile, programmi di grafica ppt e roba simile, e per questo temi sia troppo complicato, non preoccuparti: esistono software davvero semplici da usare e che garantiscono risultati ottimali.

Strumenti perfetti sia come programmi per presentazioni tesine che di qualsiasi altra natura. Andiamo a conoscerli meglio.

Come fare una presentazione: app e software da utilizzare

Vuoi saperne di più? Allora non perdere assolutamente i prossimi paragrafi, perché andremo finalmente a scoprire tutti i migliori programmi per fare presentazioni animate, interattive, online e in qualsiasi formato possibile e immaginabile. Buon divertimento.

Power point e i suoi fratelli

Quando si parla di programmi per fare presentazioni, non si può non partire da Powerpoint. Il prodotto di casa Microsoft ha rivoluzionato e facilitato la vita e il lavoro di studenti, docenti e uomini di business di ogni tipo. Il tutto grazie alla vasta di gamma di soluzioni offerte. Tra slide di presentazione dinamiche, con tanto di testi e immagini powerpoint di sfondo, suoni e musica ppt personalizzabile ad hoc e la possibilità di inserire foto e link a siti esterni.

Soluzione ideale, ma non l’unica di qualità. Ecco perché abbiamo provato e recensito per te altri sei programmi per fare presentazioni davvero interessanti e di diverso tipo. Conosciamole:

  1. Keynote for pc. L’equivalente di PowerPoint made in Mac;
  2. Impress. Altro programma simile a powerpoint, ma in versione open source per LibreOffice;
  3. Open Office. Siamo ancora nell’amibito della suite LibreOffice. Molto utilizzato per creare e modificare fogli di calcolo, ma non tutti forse sanno che è anche uno dei migliori programmi per presentazioni interattive;
  4. ApowerMirror. Utilissimo perché permette di visualizzare i file multimediali del cellulare sul computer;
  5. Movie Maker. Non solo slide. Questo servizio di Windows crea video gratis per te. Comprende anche effetti speciali facili da utilizzare e garantisce risultati davvero professionali in poche semplici mosse;
  6. Foto di Apple. Consente di realizzare bellissime slideshow gratis con immagini, testo, video e musica. Di diritto tra i migliori programmi per presentazioni animate disponibili.

Cosa aspetti? Scegli il software che ti sembra più interessante o conforme alle tue esigenze, verifica la disponibilità del download gratis e provalo subito. Quelle che ti abbiamo presentato rappresentano le migliori soluzioni sia in quanto programmi per presentazioni tesine che per progetti lavorativi professionali. Ma non è ancora tutto: prima di giungere alla conclusione ti abbiamo riservato un ultima chicca. Scoprila nell’ultimo paragrafo.

Programmi per presentazioni online

Proseguiamo dedicando un focus ai progetti online: ecco sei app e siti per presentazioni che ti consentono di lavorare direttamente sul web.

  1. Prezi. Iniziamo subito con uno dei programmi per fare presentazioni online più utilizzati e ben recensiti dal pubblico. Dispone di una scelta di effetti animati davvero unica, anche piuttosto avanzati. Disponibile in versione business a pagamento, ma accessibile anche in prova per un mese, e soprattutto Prezi gratuito per utilizzo personale;
  2. Google Slides. Anche il colosso Google offre soluzioni davvero interessanti per le tue presentazioni online, sia da desktop che mobile. Il tutto grazie a questo fantastico strumento di Gmail orientato alla creazione di slide online gratis per i propri utenti. Comodo perché ti consente di portarti il lavoro sempre dietro e di poterlo modificare da qualsiasi tipo di dispositivo in ogni momento;
  3. Swipe. Vuoi creare e condividere presentazioni in modo veloce direttamente dal e sul web? Allora ti serve un’app che sia smart e alla portata di tutti. Swipe e l’ideale, anche perché ti consente di inserire video direttamente da YouTube e Vimeo. Inoltre genera un link della presentazione da poter condividere in tempo reale con altre persone ed eventualmente intervenire a più mani tra colleghi, collaboratori o amici;
  4. Slides. Il nome dice tutto. Si tratta di un programma per presentazioni online contraddistinto da uno stile sobrio e minimalista, l’ideale per un contesto lavorativo o studentesco elegante. Software per presentazioni molto sobrie. Perfetto per ambienti di lavoro eleganti. Pochi fronzoli, ma efficienza ed originalità da vendere;
  5. Projeqt. Più dinamico ed essenziale dell’app precedente, ma ugualmente molto essenziale. Anch’essa particolarmente indicata per condividere presentazioni in modo innovativo direttamente sui social network;
  6. PowToon. La più divertente per creare video online e presentazioni.

E con questo si conclude la guida Unicusano sui programmi per fare presentazioni.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. 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Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. 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Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. 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