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Relazione tecnica illustrativa: che cos’è e come si scrive

Commenti disabilitati su Relazione tecnica illustrativa: che cos’è e come si scrive Studiare a Latina

Stai cercando informazioni su cos’è una relazione tecnica illustrativa o come realizzarla?

Innanzitutto devi sapere che è una parte fondamentale di come scrivere un progetto. Ma anche che ne avrai spesso a che fare nei tuoi studi e nella tua carriera lavorativa, specialmente in determinati settori.

Si tratta di documentazioni delicate e complesse, ma per capire come fare a produrle non servono libri di fantascienza, basta leggere questo articolo per saperne di più.

In questa guida, infatti, ti spiegheremo proprio come scrivere una relazione tecnica completa, con un focus sulla parte illustrativa.

Pronto ad entrare nel merito? Molto bene, allora non perdiamo tempo e iniziamo subito. Buona lettura e buona relazione.

Relazione di un progetto: parte tecnica e illustrativa

Cosa si intende per relazione illustrativa progetto e relazione tecnica? E come cambiano da un progetto preliminare a uno definitivo? Andiamo a scoprirlo insieme nei prossimi paragrafi.

Relazione progettuale: preliminare e definitiva

Per comprendere bene cosa prevede una relazione tecnica illustrativa, bisogna sapere innanzitutto cos’è un progetto. E, di conseguenza, la differenza tra un progetto preliminare e uno definitivo.

Secondo la normativa vigente in Italia, un progetto preliminare è quell’elaborato che equivale al primo livello di definizione e stesura di un progetto.

In base all’articolo 18, comma 1, del DPR 554/99, esso:

«Stabilisce i profili e le caratteristiche più significative degli elaborati dei successivi livelli di progettazione».

I documenti e gli elementi principali, di cui comunemente si compone un progetto preliminare, sono 7:

  1. Relazione illustrativa;
  2. Relazione tecnica;
  3. Studio di pre-fattibilità ambientale;
  4. Indagini geologiche, idrogeologiche ed archeologiche preliminari;
  5. Planimetria generale e schemi grafici;
  6. Indicazioni e disposizioni per la stesura dei piani di sicurezza;
  7. Calcolo sommario della spesa.

Quando parliamo di progetto definitivo, invece, facciamo riferimento alla seconda fase in cui è generalmente suddivisa la stesura di un progetto, in particolare per quanto riguarda le relazioni progetti architettura e ingegneria civile, ma non solo.

Come specificato dall’articolo 24 comma 1 del DPR 207/2010, il progetto definitivo viene:

«Redatto sulla base delle indicazioni del progetto preliminare approvato e di quanto emerso in sede di eventuale conferenza dei servizi, contiene tutti gli elementi necessari ai fini dei necessari titoli abilitativi, dell’accertamento di conformità urbanistica o di altro atto equivalente».

Ma andiamo con ordine, circa ciò che ci interessa maggiormente ai fini di questo articolo. Alla luce di quanto detto, il primo argomento che tratteremo è: cos’è una relazione illustrativa di un progetto preliminare?

Relazione illustrativa progetto preliminare

In un progetto preliminare, la relazione illustrativa è quel documento che contiene:

  1. Descrizione dell’intervento;
  2. Illustrazione delle problematiche inerenti il contesto interessato dall’intervento, facendo riferimento alle possibili soluzioni e proposte;
  3. Esposizione della fattibilità dell’intervento in relazione ad eventuali vincoli di natura storica, culturale, artistica, archeologica o paesaggistica. Comprensiva di indagini geologiche, geotecniche, idrogeologiche, idrauliche e sismiche effettuate;
  4. Accertamento della disponibilità circa le aree gli immobili da utilizzare ed eventuali modalità e oneri di acquisizione;
  5. Riferimenti per la successiva redazione di un progetto definitivo;
  6. Cronoprogramma delle diverse fasi progettuali, della realizzazione e del collaudo;
  7. In che modo viene garantito l’utilizzo dei servizi preesistenti;
  8. Indicazioni sulle circostanze non risultanti dai disegni che influenzano il progetto;
  9. Aspetti funzionali delle parti di cui si compone il progetto;
  10. Sintesi delle spese, delle forme e delle fonti di finanziamento.

Questi elementi possono riguardare, ad esempio, una relazione tecnica illustrativa ristrutturazione, un progetto architettonico, un edificio residenziale per civile abitazione o un progetto casa unifamiliare, finanche le grandi opere.

Come fare una relazione tecnica

relazione tecnica progettoLa relazione tecnica di un progetto serve a spiegare in maniera dettagliata e completa come realizzare una determinata procedura. Essa può fare dunque riferimento agli studi di prima approssimazione e ai requisiti tecnici di base che caratterizzano un intervento.

Nello specifico, se parliamo di una relazione tecnica progetto architettonico, essa serve a descrivere le caratteristiche funzionali dell’opera e ad individuare le principali criticità e le soluzioni da adottare.

Nel caso di relazioni tecniche su impianti, per fare un altro esempio relazione tecnica, esse descrivono il funzionamento complessivo della parte impiantistica del progetto e delle relazioni tra questa e le altre opere civili.

Ma una relazione tecnica illustrativa specialistica può essere anche quella geologica, geotecnica, idrogeologica, idraulica o archeologica e così via.

Generalmente, la struttura di una relazione tecnica progetto comprende quattro parti fondamentali:

  1. Titolo esplicativo dell’argomento trattato;
  2. Introduzione comprensiva di una presentazione generale dell’argomento trattato, eventuali ragioni alla base della scelta del tema, obiettivi del lavoro, fasi e tempi di lavoro, persone coinvolte nel lavoro e loro ruolo;
  3. Corpo del testo che descriva in maniera estremamente chiara tutti i calcoli effettuati con eventuali formule, tabelle di calcolo o grafici;
  4. Conclusioni coerente e concisa che evidenzi possibili sviluppi, progressi e migliorie e benefici che si intende perseguire attraverso la realizzazione del progetto.

Ma andiamo adesso a vedere un fac simile di relazione tecnica illustrativa di un progetto.

Modello relazione tecnica illustrativa: esempi concreti

Ti mostreremo adesso in maniera concreta cosa inserire all’interno di una relazione tecnica illustrativa. Un modello utilizzato da diversi Comuni nell’ambito edilizio e che quindi deve contenere gli elementi descrittivi idonei a consentire la piena comprensione del progetto e la verifica del rispetto delle disposizioni normative, nonché ad illustrare il calcolo delle superfici utili lorde e la verifica degli indici urbanistici.

Nello specifico, i riferimenti che bisogna includere sono:

  1. Descrizione del sito di insediamento. Ovvero caratteri ambientali del sito, spazi pubblici, area urbana e caratteri dell’edificio;
  2. Caratteri urbanistici dell’intervento. Quindi tipo di intervento, destinazioni d’uso, modalità di attuazione, eventuale presenza di strumento urbanistico esecutivo o articolazione in lotti di intervento;
  3. Vincoli, requisiti, condizioni di intervento. Dunque tutto ciò che riguarda caratteri del paesaggio e ai valori scenografici, inserimento dell’opera nel contesto territoriale, opere di urbanizzazione, vincoli, accessibilità, preesistenze fisiche e cantiere;
  4. Caratteri compositivi ed ambientali. Obiettivi formali, spazi pubblici e privati, caratteri esterni dell’edificio;
  5. Caratteri tecnologici. Come i caratteri del paesaggio e ai valori scenografici, l’inserimento dell’opera nel contesto territoriale, le opere di urbanizzazione, i vincoli, l’accessibilità e le preesistenze fisiche;
  6. Estremi delle precedenti pratiche edilizie relative all’immobile consultate per la stesura del progetto. Ad esempio il tipo pratica edilizia, i numeri, le intestazioni o il tipo intervento;
  7. Calcolo e volumi e superfici per l’area d’intervento. Dalle varie superfici al volume della costruzione o del fabbricato, l’indice di permeabilità, numero e tipologia di piani, aree verdi o cortili, densità arborea e arbustiva, porticati, parcheggi, balconi, terrazze, impianti tecnologici, ecc.

Gli studi migliori per districarsi tra le relazioni tecniche

Prima di concludere questo nostro articolo sulla relazione tecnica illustrativa, dedichiamo un ultimo piccolo paragrafo agli studi universitari da fare per specializzarsi in queste tematiche.

La Facoltà maggiormente indicata è senza dubbio quella di Ingegneria. Tra gli indirizzi più utili e interessanti in questo senso, troviamo:

  1. Ingegneria Civile;
  2. Ingegneria Agroindustriale;
  3. Biomedica Industriale;
  4. Gestionale Industriale;
  5. Elettronica Industriale;
  6. Meccanica Industriale;
  7. Magistrale in Ingegneria Elettronica;
  8. Magistrale in Ingegneria Meccanica.

Corsi di laurea che aprono le porte ad alcuni dei master più spendibili nel mercato del lavoro, come Sistemi di gestione aziendale e di impresa, oppure Controllo e manutenzione dei processi industriali. Quest’ultimo, in particolare, si occupa anche di Ufficio Tecnico e Progettazione, installazione e avvio di impianti. Perfetto dunque per l’argomento principe di questo articolo.

E con questo siamo giunti alla conclusione della nostra guida sulla relazione tecnica illustrativa.

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