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People management nello sport: formazione e caratteristiche

Sai cos’è e come funziona il people management nello sport?

Se vuoi saperne di più o specializzarti per operare in questo settore, sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, troverai tutte le informazioni utili di cui hai bisogno. Dalla definizione alla sua importanza all’interno di un’azienda o nello sport. Con un focus dettagliato e completo sui corsi di laurea e i master più spendibili nel merito del lavoro nell’ambito della gestione collaboratori.

Insomma, in poche parole, si tratta di una vera e propria guida sull’argomento. Sia a livello generale, che specifico per quanto riguarda lo sport.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito. Lanciamoci alla scoperta di segreti del people management.

Tecniche e metodi di gestione dei collaboratori

Nei paragrafi che seguono, andremo dunque a definire tutto ciò che c’è da sapere sul people management: traduzione del termine dall’inglese, libri e percorsi di studi attinenti. Con particolare attenzione al mondo dello sport. Iniziamo subito, buona lettura.

Gestione persone e human resources: significato

Prima di addentrarci nel settore sportivo, cerchiamo di definire il significato generale di People Management. Questo termine, tradotto letteralmente tradotto dall’inglese, significa gestione delle persone.

Per essere più precisi, si intende il governo della motivazione e del comportamento organizzativo di persone e gruppi. Una sorta di gestione del personale in inglese. Dunque l’insieme di tutto ciò che riguarda teorie e pratiche per la gestione del personale, dei collaboratori e delle risorse umane.

Per fare questo occorre avere persone e conoscenze adatte per sviluppare un’idea di people strategy in grado di incidere principalmente su sei fattori:

  1. Storia dell’individuo;
  2. Personalità dell’individuo;
  3. Esperienza individuale e collettiva;
  4. Forma dell’organizzazione;
  5. Divisione del Lavoro;
  6. Cultura Organizzativa.

gestione personeNell’ambito sportivo, dunque, occorre declinare tutto ciò sui temi della gestione degli atleti, della formazione di tecnici e dirigenti, della gestione del gruppo, della leadership, della motivazione e coesione, del meeting management o dell’internal communication.

Il tutto, al fine di migliorare le relazioni tra le persone e tra queste e l’organizzazione, ottimizzando le risorse, la loro produttività (o il loro rendimento, se parliamo di sport), la loro condizione lavorativa e, di conseguenza, accrescere il business o i risultati sportivi nel caso specifico.

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora andiamo avanti con alcuni consigli di lettura per approfondire ulteriormente il tema.

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Libri consigliati

Prima di dedicarci agli studi consigliati per specializzarsi in questo settore, c’è ancora un aspetto da scoprire sul people management: i libri da leggere per saperne di più e avere un’infarinatura di base sull’argomento.

Ecco qualche suggerimento:

  1. Let My People Go Surfing, di Yvon Chouinard. La filosofia di un imprenditore ribelle. Come riporta la prefazione della seconda edizione da parte dell’autore “in origine Let My People Go Surfing doveva essere un manuale filosofico per i dipendenti di Patagonia. Mai mi sarei aspettato che sarebbe stato tradotto in più di dieci lingue, utilizzato in licei e università e che avrebbe addirittura influenzato grandi multinazionali”;
  2. People management. Teorie e pratiche per una gestione sostenibile delle persone, di Gabriele Gabrielli. Un manuale sulle basi della gestione delle persone, in grado di guidarti in un viaggio organizzativo che ricerca e promuove inclusioni e contaminazioni di linguaggi e prospettive;
  3. Human Resource Management – People and Organisations, di Stephen Taylor. Una lettura essenziale per tutti coloro che studiano questa materia e sono interessati ai temi chiave delle risorse umane. Dalle risorse finanziarie alla pianificazione dei talenti, dalla gestione dei premi agli sviluppi contemporanei nei rapporti di lavoro;
  4. A primer on organization and people management – Principles of management, di Alessandro Minichilli e Maurizio Zollo.

Tra i libri specifici sullo sport, invece, troviamo testi come:

  1. Team leadership. Idee e azioni tra sport e management, di Paolo Guenzi e Dino Ruta;
  2. Time out management. Citazioni dal mondo dello sport per manager appassionati e vincenti, di Andrea Di Lenna;
  3. Marketing e management dello sport di Sergio Cherubini.

Attraverso la lettura di questi testi puoi iniziare a capire qualcosa in più sul people management. Ma per diventare un esperto o un’esperta del settore, occorre studiare. Specialmente se si vuole propendere per una formazione specifiche orientate allo sport.

Corso di gestione dei collaboratori e degli impianti sportivi

Per studiare il people management, puoi scegliere un master selezione del personale oppure un master organizzazione aziendale. Tuttavia, per una formazione più specifica sullo sport, è consigliabile prenderei considerazione qualcosa di maggiormente orientato a questo settore.

Come ad esempio il master I Livello in Gestione e organizzazione di attività sportive, che ha nel People Management una delle sue materie principali, insieme ad altre importanti discipline quali:

  1. Gestione degli atleti di alto livello;
  2. Formazione tecnici e dirigenti;
  3. Gestione del gruppo, leadership, motivazione e coesione;
  4. Meeting management, internal communication;
  5. Bilancio sportivo, controllo di gestione e pianificazione economica applicate alle organizzazioni sportive;
  6. Aspetti giuridici, fiscali e finanziari;
  7. Event management (organizzazione di eventi e manifestazioni sportive, campi, ritiri, partite e tornei);
  8. Comunicazione (rapporti con l’esterno, marketing strategico e marketing operativo, web, social e pubblicità, sponsorizzazioni, diritti media, licensing);
  9. Gestione impiantistica sportiva;
  10. Legislazione degli adempimenti.

Particolarmente utile pò risultare anche il master, sempre di I livello, in psicologia dello sport. Per un approccio psicofisico nei confronti del people management sportivo.

Tornando ad un ambito più generico, invece, troviamo anche il master di I livello dedicato alla Gestione ed amministrazione delle risorse umane, che fornisce le competenze necessarie per l’inserimento nell’area HR di imprese e organizzazioni della P.A. o di società di ricerca e consulenza, e quello di II livello in Human Resource Management, che mira a formare professionisti nell’area della gestione e sviluppo delle risorse umane.

Altri corsi sul management sportivo

Quelli che abbiamo elencato fin qui sono solo alcuni dei corsi in people management e risorse umane, in ambito sportivo  e generale, compresi nella nostra offerta formativa. Per visualizzare la lista completa, ti consigliamo di visitare l’area didattica del portale Unicusano.it.

Inoltre, si tratta di corsi che si distinguono per la lor flessibilità unica, adatta ad ogni tipo di esigenza. Ciò è possibile grazie all’erogazione attraverso il sistema e-learning. Questo permette di seguire o rivedere le lezioni direttamente online da dove vuoi e quando vuoi, senza alcun limite al numero di visualizzazioni. E come se non bastasse, troverai tutto il materiale didattico necessario già caricato sulla tua piattaforma personale.

Altra caratteristica fondamentale dei corsi è l’alto profilo dei docenti e degli esperti che curano la didattica. Tutto a garanzia dell’alta qualità dell’offerta formativa erogata.

E con questo siamo giunti alla conclusione della nostra guida sul people management applicato allo sport. Adesso sai meglio di cosa si tratta e quale percorso formativo seguire per diventare un esperto, un manager o un professionista di questo settore.

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Film sulla psicoanalisi: ecco quelli da non perdere

Sei uno studente di psicologia o un appassionato di cinema alla ricerca dei migliori film sulla psicoanalisi?

Allora abbiamo una buona notizia per te: sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, ti guideremo alla scoperta delle migliori pellicole su questo tema: dai film sulla psicologia veri e propri a quelli sulla depressione, la sofferenze psichiatrica e i blocchi mentali, fino ai thriller psicologici. Il tutto, senza tralasciare di ricordare i fondamentali della cosiddetta teoria dell’inconscio.

In poche parole, in queste righe troverai una vera e propria guida su uno dei generi cinematografici più affascinanti di sempre. Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e lanciamoci subito alla ricerca delle pellicole più interessanti per quanto riguarda i film sulla psicoanalisi.

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Psicoanalisi: cos’è e come viene rappresentata

Nei paragrafi che seguono, andremo dunque a scoprire meglio cos’è la teoria dell’inconscio e quali sono i film sulla psicoanalisi più belli e coinvolgenti da vedere. Come si dice utilizzando uno slang ormai sdoganato: i film intrippanti. Ti auguriamo una buona lettura e, speriamo presto, anche una buona visione. Vorrà dire che i nostri consigli cinematografici circa i film psicologici e simili ti saranno stati di aiuto.

Freud e la teoria dell’inconscio

Prima di andare a conoscere i migliori film sulla psicoanalisi, apriamo una breve e doverosa parentesi per ricordare cos’è il tema  che stiamo trattando.

«Disciplina fondata da Sigmund Freud, che ha per oggetto lo studio e il trattamento terapeutico di disturbi di tipo psicologico nel quadro di una teoria dinamica della psiche il cui concetto centrale è quello di inconscio».

La stessa fonte, aggiunge che secondo la definizione datane da Freud stesso, la psicoanalisi è:

  1. Un procedimento per l’indagine di processi psichici altrimenti inaccessibili;
  2. Una serie di conoscenze psicologiche ottenute nel modo indicato e convergenti in una nuova disciplina scientifica;
  3. Un metodo terapeutico per il trattamento dei disturbi nevrotici.

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora procediamo. È il momento di addentrarci tra i film sulla psicoanalisi più belli.

Film sulla psicoterapia: A Dangerous Method

Iniziamo il nostro viaggio tra i film sulla psicoanalisi con questa opera biografica del 2011 diretta da David Cronenberg: dangerous method.

La trama, racconta la storia, ambientata a Zurigo nel 1904, di un giovane psichiatra non ancora trentenne e all’inizio della propria carriera. Si tratta di Carl Gustav Jung, che presto diventerà padre: la moglie Emma è infatti in dolce attesa.

Seguendo le orme di Freud, Jung decide di applicare sulla paziente neo maggiorenne Sabina Spielrein, una ragazza russa di buona cultura e alla quale è stata diagnosticata una grave forma di schizofrenia, il trattamento sperimentale del neurologo, psicoanalista e filosofo austriaco padre della teoria detta anche “delle parole”.

Se non è un film sulla psicoanalisi questo, quale altro potrebbe esserlo?

Film psichiatrici: Ragazze interrotte

Proseguiamo la nostra carrellata di opere cinematografiche in tema, con un grande film sulla psichiatria. Si tratta di Girl, Interrupted (Ragazze interrotte, in italiano), pellicola del 1999 diretta da James Mangold.

La trama racconta la storia di Susanna Kaysen, una giovane ragazza alle quale, nel 1967, lo psichiatra diagnostica un disturbo borderline di personalità. Ricoverata in un ospedale psichiatrico, le vicende di Susanna si intrecciano con quelle delle sue compagne di permanenza presso la struttura. Cinque in particolare:

  1. Lisa Rowe, la leader del gruppo. Sociopatica, carismatica e dominante;
  2. Daisy Randone, ricca e viziata;
  3. Polly “Torch” Clark, traumatizzata a seguito di ustioni accidentali subite nell’infanzia;
  4. Georgina Tuskin, bugiarda patologica;
  5. Janet Webber, una ragazza anoressica.

Il cast è davvero d’eccezzione. Ad interpretare le sei ragazze, infatti, sono attrici del calibro di Winona Ryder (Susanna), Angelina Jolie (Lisa), Clea DuVall (Georgina), Elisabeth Moss (Polly), Angela Bettis (Janet Webber) e Brittany Murphy (Daisy). Ma anche Jared Leto (Tobias “Toby” Jacobs), Jeffrey Tambor (dottor Melvin Potts), Vanessa Redgrave (dottoressa Sonia Wick),
Whoopi Goldberg (Valerie Owens), Jillian Armenante (Cynthia Crowley). Un film sulla psichiatria che è un vero capolavoro.

Tutta colpa di Freud: commedia sulla psicoanalisi

Non solo film sulla sofferenza seriosi o drammatici. Il tema può essere trattato anche in modo più leggero.

Tra i film su Freud, infatti, troviamo anche una commedia italiana del 2014 diretta da Paolo Genovese. È il caso di Tutta colpa di Freud.

La trama è incentrata sulla vita di Francesco (interpretato da Marco Giallini), un analista cinquantenne separato e con tre figlie:

  1. Sara, lesbica che torna dagli Stati Uniti decisa a diventare etero dopo l’ennesima delusione amorosa;
  2. Marta, che gestisce la libreria del nonno;
  3. Emma, diciottenne che ha una relazione con Alessandro, architetto cinquantenne sposato con Claudia, la donna che Francesco vede tutti i giorni e di cui è innamorato senza tuttavia riuscire a dichiararsi.

Tre storie e tre personalità complesse che daranno filo da torcere a Francesco sia come padre che come professionista. Riuscirà ad essere talmente bravo da risultare uno psicologo rivale di Freud?

Psicoanalisi: altri film e studi attinenti

Le tre pellicole che abbiamo fin qui descritto sono solo alcuni dei film sulla psicoanalisi più interessanti da vedere. Abbiamo deciso di dedicare ampio spazio a loro con l’intenzione di suggerirti alternative di diverso genere. Ma tra le opere cinematografiche sul tema spiccano anche altri film.

Su tutti Blue Jasmine, capolavoro scritto e diretto da Woody Allen del 2013. Protagonista la bella e brava Cate Blanchett, che non a caso ha conquistato il Premio Oscar per la Miglior attrice protagonista interpretando Jasmine, una donna affetta da alcuni problemi psicologici.

Per concludere, consigliamo anche due film sulla psicoanalisi e sulla psicologia di Lars von Trier: Antichrist (2009) e Melancholia (2011). E con questo è tutto. Se sei interessato, ti consigliamo di dare un’occhiata ai nostri corsi di laurea e master dell’area psicologica.

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Fisica meccanica: definizione e peculiarità

Sei alla ricerca di informazioni sulla fisica meccanica?

Allora hai trovato la guida che fa per te. In questo articolo, infatti, andremo alla scoperta di questa affascinante disciplina. Senza tralasciare, naturalmente, quali sono i corsi di laurea e i master più spendibili per specializzarsi e lavorare in questo settore.

Un viaggio tra teorie quantistiche, definizioni, formule, la cinematica e la dinamica fisica. E chi più ne ha più ne metta.

Se questi termini ti dicono poco o nulla, non preoccuparti: metteremo ordine e procederemo per gradi. L’argomento di interessa e vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito. Iniziamo subito a scoprire i principi della meccanica.

Cos’è la meccanica

Nei prossimi paragrafi, andremo dunque a scoprire tutto quello che c’è da sapere sulla fisica meccanica. Dalla teoria quantistica, e la meccanica classica, alla meccanica cinematica. Buona lettura.

Meccanica: definizione

La pima cosa da fare è quella di trovare una definizione corretta ed esaustiva di fisica meccanica. Per fare ciò, facciamo riferimento a quanto indicato dal vocabolario Treccani, che parla in questi termini della meccanica:

«Nella suddivisione tradizionale della fisica, la disciplina che studia le leggi del moto dei corpi, a sua volta suddivisa in cinematica (che si limita alla definizione degli elementi che consentono di descrivere rigorosamente il moto e di classificarne i vari tipi), dinamica (che studia le leggi del moto dei corpi in quanto soggetti all’azione di forze, e quindi la natura delle forze stesse), statica (che tratta delle condizioni in base alle quali un corpo, o un sistema di corpi, è in equilibrio sotto l’azione di forze interne o esterne e di reazioni vincolari)».

La stessa fonte, aggiunge più avanti, in merito alla meccanica classica:

«Nella storia della scienza, meccanica classica (o meccanica newtoniana), quella formulata (1687) da I. Newton, e basata sui concetti di massa e forza, nonché sul valore assoluto delle determinazioni di spazio e tempo: essa consente di formulare leggi del moto valide senza restrizioni per qualsiasi corpo mobile.

La sua esplicitezza e coerenza le hanno meritato il nome di meccanica razionale, e su un piano di alta generalità e astrattezza quello di meccanica analitica, nel cui ambito si può descrivere il comportamento di sistemi complessi in funzione di determinati parametri».

teoria dei quantiLa meccanica quantistica, invece, altro non è che quella teoria della fisica che descrive il comportamento della materia, della radiazione e le reciproche interazioni.

Con particolare riguardo ai fenomeni caratteristici della scala di lunghezza o di energia atomica e subatomica.

Essa è infatti conosciuta anche come fisica quantistica o teoria dei quanti.

Libri sulla fisica e la meccanica

Se vuoi approfondire i temi relativi alla fisica meccanica o la teoria dei quanti, potresti leggere alcuni testi davvero interessanti. Ecco una nostra top ten:

  1. Fisica quantistica – Una introduzione, di Niccolò Guicciardini, Gianluca Introzzi
  2. Il mondo dei quanti – La fisica quantistica per tutti, di Kenneth Ford;
  3. Fisica quantistica per poeti, di Leon Lederman e Christopher Hill;
  4. 50 grandi idee fisica quantistica, di Joanne Baker
  5. Meccanica quantistica – Il minimo indispensabile per fare della buona fisica, di Léonard Susskind e Art Friedman
  6. La realtà non è come ci appare – La struttura elementare delle cose, di Carlo Rovelli
  7. I quanti e la vita, di Niels Bohr
  8. Il mio gatto odia Schrodinger,
  9. Meccanica quantistica moderna, di Jun J. Sakurai,‎ Jim Napolitano e‎ S. Forte;
  10. La pienezza del vuoto – Dallo zero alla meccanica quantistica, tra scienza e spiritualità, di Trinh Xuan Thuan.

Dieci “testi sacri” per chi vuole approcciarsi a questa disciplina o capirne di più.

Film sulla fisica quantistica

Forse ti stupirà sapere che esiste anche una vasta e interessante filmografia che riguarda più o meno direttamente la fisica meccanica, la teoria quantistica e le altre diramazioni della fisica di cui abbiamo parlato finora.

Anche in questo caso, abbiamo preparato per te una nostra top ten:

  1. Instante 60. Ambientato in uno spazio-tempo definito “indeterminato” dalla fisica quantistica;
  2. Coherence – Oltre spazio tempo. Thriller fantascientifico che fa riferimento alle teorie del multiverso e della decoerenza quantistica;
  3. Mr. Nobody. Opera cinematografica che trae ispirazione dalle teorie della fisica meccanica e quantistica e degli universi paralleli;
  4. A Serious Man. Un film che affronta con una spruzzata di umorismo le implicazioni filosofiche della fisica meccanica e quantistica;
  5. Contact. Fisica meccanica, teoria dei quanti, onde radio, forme di vita nell’universo. Non manca nulla in questo film ispirato da un omonimo romanzo fantascientifico del 1985. Racconta un ipotetico primo incontro tra esseri umani ed alieni, andando a toccare così il delicato tema del rapporto fra la scienza e la fede;
  6. I ragazzi di via Panisperna. Un film che ripercorre la vita di un noto gruppo di giovani scienziati, fisici e matematici degli anni ’30 e che hanno segnato per sempre la storia: da Enrico Fermi ad Emilio Segrè, passando per Edoardo Amaldi, Bruno Pontecorvo ed Ettore Majorana;
  7. Basta che funzioni. La storia di uno scienziato, che si occupa di fisica meccanica e teoria quantistica, che sprofonda in una vera e propria crisi esistenziale dopo aver sfiorato il premio Nobel;
  8. Donnie Darko. Universi tangenti, multiversi, wormhole, viaggi temporali e mezzi di trasporto. Sprazzi di fisica quantistica in un film di culto che certamente avrai almeno sentito nominare;
  9. Un altro mondo. Un docu-film tra antichi uomini tribali, fisica quantistica e credenze;
  10. The Big Bang Theory. Sitcom di successo che vede come protagonisti alcuni simpaticissimi fisici e scienziati.

Corsi di laurea meccanica e ingegneria: l’offerta Unicusano

Se sei alla ricerca di informazioni sulla fisica meccanica perché sei appassionato di questo genere di studi, ovviamente leggere qualche libro e vedere qualche film non può bastare.

Ecco perché devi sapere che in questo settore Unicusano rappresenta una vera e propria eccellenza, erogando diversi corsi di laurea che possono fare al caso tuo. In particolare per quanto riguarda l’area ingegneristica.

Riguardo il tema centrale di questo articolo, ovvero la fisica meccanica, due lauree spiccano sulle altre. Ovvero:

  1. La triennale in Meccanica Industriale;
  2. La biennale Magistrale in Ingegneria Meccanica.

Ma per sempre nel ramo ingegneristico, potresti trovare interessarti almeno altri sette corsi:

  1. Ingegneria Civile (Corso di Laurea Triennale);
  2. Magistrale in Ingegneria Civile (biennale);
  3. Ingegneria Agroindustriale (Corso di Laurea triennale)
  4. Biomedica Industriale (Corso di Laurea triennale);
  5. Gestionale Industriale (Corso di Laurea triennale);
  6. Elettronica Industriale (Corso di Laurea triennale);
  7. Magistrale in Ingegneria Elettronica (biennale).

Ma questi sono solo alcuni dei corsi di laurea presenti nella vasta offerta formativa della nostra università. Senza dimenticare il nostro fiore all’occhiello: i master universitari. Per consultare la lista completa di tutti i corsi, puoi visitare l’area didattica del portale Unicusano.it.

E con questo si conclude la nostra guida sulla fisica meccanica, adesso hai certamente a disposizione tutte le informazioni utili per capirne di più e valutare se intraprendere un percorso di studi che possa darti le conoscenze e le competenze necessarie a specializzarti in questo settore.

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Cosa fare dopo la laurea in Giurisprudenza: ciò che non ti hanno mai detto

Sei in procinto di concludere il tuo percorso di studi e ti stai chiedendo cosa fare dopo la laurea in Giurisprudenza?

Oppure stai per iscriverti all’Università e devi scegliere la Facoltà più adatta a te?

Nel primo caso, a rigor di logica, dovresti già avere le idee più chiare, avendo seguito tutto il corso, sostenuto gli esami e probabilmente anche preparato la tua tesi sperimentale giurisprudenza o compilativa che sia. Ma forse non hai ancora deciso se diventare avvocato, magistrato, notaio o altro.

Se invece sei alle prime armi, devi sapere che questo è un corso di studi della durata di 5 anni, per cui chi si iscrive deve mettere in conto di laurearsi tardi. Ma non più di un qualsiasi altro corso che preveda un 3+2 suddiviso in laurea triennale e magistrale. Nulla di preoccupante da temere dunque, da questo punto di vista.

Inoltre, specialmente se propenderai per sbocchi lavorativi alternativi, sappi che esiste anche la possibilità di perfezionare ulteriormente gli studi attraverso degli interessanti master dopo giurisprudenza. Si tratta, per altro, dei alcuni tra le specializzazioni più spendibili nel mercato del lavoro.

Laurea in Giurisprudenza: e poi?

In ogni caso, qualunque sia l’origine del tuo problema, che tu sia un laureando o una laureanda in giurisprudenza, piuttosto che un neo diplomato, in questo articolo di aiuteremo a rispondere alla domanda che ti stai ponendo: cosa fare dopo giurisprudenza? Scopriamo insieme nei paragrafi successivi, cercando anche di smascherare falsi miti e raccontarti cosa non ti hanno mai detto di giurisprudenza.

Miti da sfatare su Giurisprudenza

Ed ecco che prima di rispondere alla domanda di cosa fare dopo la laurea in giurisprudenza, proviamo a fare chiarezza su alcuni luoghi comuni e leggende metropolitane. In particolare sugli avvocati.

  1. «È tutto un gioco di memoria»

    Certamente la memoria procedurale aiuta, ma se pensi che conti solo imparare qualche leggina a pappagallo sei fuori strada. Per quello ci sono i codici a disposizione in tutti gli studi legali. Ciò che questi non possono trasmetterti però è la ratio che si cela dietro le norme e in che modo cercarle o interpretarle;

  2. «La parlantina salva»

    Sarà, ma non è tutto. Anzi, il livello della concorrenza è alto e saper parlare tanto, ma senza avere i giusti contenuti, serve a ben poco. Specialmente se si ha davanti giudici preparati che padroneggiano la materia e sanno valutare il tuo impianto accusatorio o difensivo;

  3. «Chi viene dal liceo Classico è avanti»

    Altra mezza verità, ma quindi non assoluta allo stesso tempo. Anzi: sicuramente a giurisprudenza c’è molto latino, ma questo lo si studia anche in altri licei e, soprattutto, non è al centro del ciclo di studi, che richiede una preparazione multidisciplinare, buona testa e logica. Se possiedi queste qualità, allora si che sei in vantaggio.

Fatta questa parentesi, a tratti simpatica, ma utile soprattutto alle matricole, passiamo a parlare del lavoro giurisprudenza. Cioè quali professioni si possono svolgere con una laurea in questo ambito.

Perché e come diventare avvocato

La prima cosa fare dopo la laurea in giurisprudenza che viene naturalmente in mente è l’avvocato.

Un avvocato è un professionista che può svolgere, a favore di una parte, diverse responsabilità quali:

  1. Attività di assistenza;
  2. Consulenza giuridica;
  3. Rappresentanza legale.

Per accedere alla professione di avvocato, però, non basta completare il percorso di studi.  Cosa fare dopo la laurea in giurisprudenza, allora, per diventare avvocato a tutti gli effetti? ecco la risposta:

  1. Svolgere pratica forense per due anni presso uno studio legale (uno se frequenti o hai frequentato anche una scuola di specializzazione);
  2. Sostenere l’esame di Stato per l’iscrizione agli albi degli avvocati, presso la sede di Corte d’appello del distretto in cui hai effettuato la pratica.

Nello specifico, l’esame prevede sia prove scritte che orali.

Laurea in Giurisprudenza: concorsi per diventare Magistrato

laureanda in giurisprudenzaUn’altra risposta naturale a cosa fare dopo la laurea in giurisprudenza porta dritta al ruolo del magistrato.

Il magistrato è il titolare della funzione pubblica dell’amministrazione della giustizia. Colui il quale spettano compiti di interpretazione e applicazione di leggi, oltre che di risolvere controversie. Nello specifico, il termine definisce funzionari investiti delle funzioni di giudice e, in certi ordinamenti, di pubblico ministero. Per quanto riguarda l’Italia, descrive anche alcuni uffici della pubblica amministrazione.

Ma come diventare magistrato? Attraverso il concorso pubblico da uditore giudiziario, per essere ammesso al quale devi possedere i seguenti requisiti:

  1. Essere cittadino italiano;
  2. Avere l’esercizio dei diritti civili;
  3. Essere di condotta incensurabile;
  4. Essere fisicamente idoneo all’impiego a cui aspiri;
  5. Avere una posizione regolare nei confronti del servizio di leva al quale sei stato eventualmente chiamato;
  6. Non essere stato dichiarato per tre volte non idoneo nel concorso per esami alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda;
  7. Rientrare, senza possibilità di cumulare le anzianità di servizio previste come necessarie nelle singole ipotesi, in una delle categorie espresse nel decreto di riferimento. Per l’anno 2017, ad esempio, si tratta del decreto 31 maggio 2017 (Gazzetta – serie Concorsi – 5 settembre 2017, n. 67);
  8. Essere in regola con il pagamento del diritto di segreteria;
  9. Essere in possesso degli altri requisiti richiesti dalle leggi vigenti.

Generalmente tutti i requisiti devono essere posseduti entro il termine di 30 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4ª serie speciale, concorsi ed esami.

Giurisprudenza sbocchi alternativi

Ti starai chiedendo: e se dopo giurisprudenza non voglio fare l’avvocato o il magistrato?

A questo proposito, devi sapere che esistono anche lavori alternativi, ma ugualmente compatibili con il cosa fare dopo la laurea in giurisprudenza. Cinque in particolare:

  1. Notaio;
  2. Insegnante;
  3. Esperto legale in imprese;
  4. Esperto legale in enti pubblici;
  5. Alta dirigenza pubblica e privata;
  6. Criminologo.

Il notaio, è quel soggetto al quale viene riservata la funzione di garantire la validità dei contratti e dei negozi giuridici. Esso esercita questa sua funzione attribuendo pubblica fede agli atti e sottoscrizioni apposte alla sua presenza.

Anche per diventare notaio occorre superare un concorso pubblico nazionale bandito dal Ministero della Giustizia. Ma prima di potervi accedere è necessario svolgere almeno due anni di praticantato presso uno studio notarile.

Se invece sei interessato a capire con la laurea di giurisprudenza cosa fare per insegnare, devi sapere che potresti accedere alla classe di concorso per insegnare Scienze Giuridico-Economiche nelle Scuole Secondarie di II grado.

E poi ci sono anche per giurisprudenza sbocchi in criminologia, magari specializzandosi attraverso un master in sicurezza nel mondo contemporaneo.

Infine, ma non per importanza, ci sono anche le possibilità di trovare incarichi di alta dirigenza o come esperto legale, sia nel pubblico che nel privato. E, sopratutto in quest’ultimo settore, non sono da sottovalutare con la laurea in giurisprudenza sbocchi all’estero. Non sono pochi, infatti, i giovani italiani che emigrano all’estero assunti da multinazionali proprio come giuristi d’impresa o esperti di diritto italiano.

E con questo eccoci giunti alla conclusione della nostra guida su cosa fare dopo la laurea in giurisprudenza e su cosa non ti hanno mai raccontato in merito. Adesso hai più chiaro che lavoro fare?

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Diego Bianchi a La 7? L’informazione è moderna

La notizia del giorno per Google Trends è che Diego Bianchi va a La 7. E’ una bomba mediatica perché Zoro (così è conosciuto l’artista e giornalista romano) non fugge dalla Rai in solitaria ma portandosi via con sé tutta la banda del suo storico programma “Gazebo”. Rai Tre, coì, perde uno dei suoi successi televisivi e l’informazione in Italia dimostra di essere ormai matura e cioè in grado di sopportare e supportare grandi ed inevitabili scossoni tellurici. Se vi appassiona l’idea di lavorare in questo settore, se essere un giornalista televisivo ha per voi qualche attrattiva e se avete voglia di capire lo stato di salute dell’Italia su questo item su cui si scontrano in Europa e nel mondo le grandi potenze, questa è la mini-guida che fa per voi. L’idea è di partire dall’attualità di questa primizia del piccolo schermo per poi darvi informazioni e lumi su come diventare un professionista dell’informazione e come declinare il tutto nella famosa scatoletta magica. Avete voglia di saperne di più? Allora fate una buona (e paziente) lettura del nostro articolo. Continue Reading

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Unicusano Latina: il suo ritratto di un ingegnere

Ci sono professioni che hanno la loro storia. Non solo una storia intrinseca, e quindi della loro natura, ma anche in legame alla percezione che esse hanno negli occhi della società civile. Ne è esempio fulgido il ritratto di un ingegnere che, negli anni, è molto cambiato. Di certo si tratta di un mestiere antico ed importante il cui peso viene riconosciuto in modo indiscutibile per via di una certa pragamticità che lo mette al di fuori del settore grigio delle “opinioni”. Se chi lavora nella creatività è spesso messo in discussione perché soggettivo è il suo apporto, chi fa cose concrete come costruire case, ponti o macchina ha dalla sua parte l’inconfondibile pregio di destare atupore e rispetto. E’ ancora così? Ci sono nuovi sviluppi di questo tipo di studi? La nostra Unicusano Latina ha modo di dare qualcosa di ancora diverso agli studenti rispetto allo scenario tradizionale? Leggiamo insieme questa mini-guida e ne sapremo di più sul tema ed i suoi naturali sviluppi. Buon viaggio. Continue Reading

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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