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Come sviluppare un’idea: spunti per il tuo processo creativo

Commenti disabilitati su Come sviluppare un’idea: spunti per il tuo processo creativo Studiare a Latina

Sogni di realizzare un tuo progetto, magari imprenditoriale, ma hai bisogno di capire come sviluppare un’idea vincente?

Se hai bisogno di informazioni su come procedere, dalla relazione tecnica illustrativa a come scrivere un progetto di ricerca hai decisamente trovato l’articolo che fai al caso tuo.

Niente blocchi mentali del tipo “ho un’idea ma non so come realizzarla“, dunque, perché ti guideremo noi sul da farsi.

Perché in questi casi, l’idea in sé potrebbe non bastare. Occorre infatti anche saper realizzare a monte una corretta e approfondita analisi sul mercato di riferimento e le strategie da cui partire.

In tutto ciò metteremo di mettere ordine fin dalle prossime righe. Vuoi saperne di più? Allora non perderle assolutamente.

Idea imprenditoriale: come svilupparla

Nei paragrafi che seguono andremo dunque a scoprire nel dettaglio come sviluppare un’idea imprenditoriale o più in generale progettuale. Ovvero di ciò che può diventare e rappresentare il centro nevralgico, nonché il cuore pulsante e il segreto, del tuo business di successo. Iniziamo subito.

Come scrivere un progetto

Iniziamo col vedere come sviluppare un’idea progettuale. Perché prima di lanciare la tua idea, è necessario studiare una strategia progettuale dettagliata e completa.

Si tratta di un processo preliminare fondamentale per giungere ad una compiuta realizzazione del tuo obiettivo, a prescindere che esso si muova nel mercato privato piuttosto che nel Terzo Settore, ecc. Che tu voglia costituire un’azienda, una startup, un’associazione, una fondazione e via dicendo.

Ecco, dunque, in breve, i passi giusti che devi muovere per la pianificazione di un progetto:

  1. Individua le finalità. Ovvero dichiarare in maniera chiara e sintetica le motivazioni che spingono te e/o la tua organizzazione a voler intraprendere una determinata attività attraverso il progetto in essere. Naturalmente queste cambiano in base alla natura del progetto e del soggetto proponente;
  2. Fissare gli obiettivi. Volti a concretizzare le finalità precedentemente individuate. Essi vanno perseguiti anche in relazione all’analisi del contesto in cui si svolgerà l’attività;
  3. Analizza il contesto. Dal mercato ai competitor. Hai la necessità di avere un quadro chiaro su dove muoverti e in quale mare far navigare la tua idea;
  4. Studia il target di riferimento. A quali soggetti si rivolge il tuo progetto?;
  5. Sviluppa una strategia. Attraverso gli elementi acquisiti fin qui;
  6. Stabilisci un cronoprogramma. Relativamente alle varie attività e fasi di sviluppo;
  7. Predisponi azioni di monitoraggio. In modo da poter valutare costantemente i progressi o i bug del progetto;
  8. Delinea la pianificazione economica. Indispensabile per la buona riuscita del progetto.

In particolare, i punti 6-7-8 vengono spesso, colpevolmente sottovalutati. Si tratta di un grave errore, in quanto sono invece fondamentali ai fini della positiva riuscita dell’intero impianto progettuale. In poche parole: per avere successo.

Sarebbe come sviluppare un’idea geniale senza controllarla e indirizzarla, rendendola di fatto irrealizzabile.

Idea imprenditoriale: esempio business plan

fac simile business planSe invece quello che ti interessa è esclusivamente come sviluppare un’idea di business, quello di cui hai bisogno è un piano ad hoc.

Ecco perché in questo paragrafo abbiamo deciso di metterti a disposizione una sorta di fac simile business plan. Ovvero un piano industriale in grado di esprimere in modo coordinato i suoi propositi. A partire dagli investimenti futuri, le entrate e e spese previste, le fonti finanziarie, la tipologia dei prodotti, ecc.

Ecco 10 punti che esso deve assolutamente contenere:

  1. Descrizione del progetto d’investimento e del tipo di impresa che vuoi lanciare;
  2. Presentazione del management: chi lo compone, anche qualora si trattasse di un singolo imprenditore. Qualora fossi tu, quindi, dovresti indicare il tuo curriculum e quello dei tuoi eventuali collaboratori;
  3. Analisi di mercato dettagliata. Indicazioni sul mercato, sulle caratteristiche della concorrenza e su fattori critici (punti di forza e punti di debolezza rispetto al mercato);
  4. Obiettivi di vendita ed organizzazione commerciale;
  5. Piano di marketing online e offline;
  6. Descrizione di fattibilità tecnica del progetto e del suo processo produttivo. Dalla necessità di investimenti in impianti, alla disponibilità di manodopera e di servizi come trasporti ed energie;
  7. Piano di fattibilità economico triennale o quinquennale;
  8. Analisi dei fattori di rischio e della potenziale redditività dell’idea;
  9. Valutazione dell’impatto ambientale del progetto.
  10. Piano di sviluppo delle attività.

Tutto ciò fa necessariamente parte di come sviluppare un’idea imprenditoriale. Anche perché, oltre ad indicare vision, mission e valori fondanti dell’azienda, può essere il miglior biglietto da visita per attrarre potenziali investitori pronti a foraggiare il tuo progetto se ben presentato. sulla bontà del progetto stesso ad eventuali investitori.

Il piano marketing

Elemento fondamentale riguardo a come sviluppare un’idea è il piano marketing.

Esso, tra le altre cose, deve definire e diffondere le peculiarità e i segni distintivi dell’impresa. A partire dal nome, il logo, il marchio e le strategie con cui intende promuovere il brand. Ma anche definire il mercato di riferimento, individuando luoghi e sedi ideali da cui svolgere la propria attività nel modo più profittevole possibile. A partire dall’analisi SWAT.

Di cosa si tratta? Eccone una definizione dettagliata fornita dal Dizionario di Economia e Finanza della Treccani:

«Strumento della gestione strategica che consiste nell’analisi congiunta dei punti di forza (strenghts), di debolezza (weaknesses), delle opportunità (opportunities) e delle minacce (threats) che un’azienda deve fronteggiare. La logica di fondo dell’analisi SWOT è che solo dopo aver preso in esame punti di forza e di debolezza, opportunità e rischi si può procedere con l’individuazione delle linee di azione necessarie per il raggiungimento degli obiettivi aziendali».

Si tratta di una tecnica attribuita ad A. Humphrey che, durante gli anni 1960 e 1970, l’ha applicata guidando un progetto di ricerca in questo settore della Stanford University.

Idee per creare una start up

Come sviluppare un’idea se non lanciarla attraverso la costituzione di una start up?

Al giorno d’oggi tutti ne parlano, ma di cosa si tratta realmente? Per spiegarlo prendiamo nuovamente in prestito il già citato dizionario Treccani, secondo cui per start up si intende:

«Fase iniziale di avvio delle attività di una nuova impresa, di un’impresa appena costituita o di un’impresa che si è appena quotata in borsa. Il termine di derivazione anglosassone significa “partire, mettersi in moto”.

Originariamente, il vocabolo venne utilizzato per indicare il processo di accensione e avvio di un computer o di altro dispositivo elettronico. La prima accezione economica faceva perlopiù riferimento alla fase iniziale di una nuova impresa nata nel settore internet o delle tecnologie dell’informazione».

In realtà, per rientrare tra le startup, un giovane progetto imprenditoriale deve rispettare almeno uno di dei seguenti requisiti:

  1. Spese in ricerca e sviluppo uguali o superiori al 15% del maggior valore fra costo della produzione e valore della produzione;
  2. Garantire l’impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in misura uguale o superiore ad un terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di un titolo di dottorato di ricerca o in corso di svolgimento. In alternativa in possesso di laurea, con alle spalle almeno tre anni attività di ricerca certificata, o magistrale;
  3. Essere depositaria, se non titolare, di una privativa industriale.

Per favorire il loro massimo sviluppo, inoltre, sono nati negli anni due importanti sostegni:

  1. Gli incubatori, che altro non sono che luoghi nei quali le start up vengono ospitate;
  2. Gli accelleratori d’impresa, ovvero dei veri e propri programmi di sviluppo finalizzati a rendere autonome questo tipo di aziende.

Due soluzioni utilissime se ti trovi nella classica condizione di partenza “ho un’idea ma non ho i soldi“.

E con questo si conclude la guida Unicusano su come sviluppare un’idea di tipo progettuale o più specificatamente imprenditoriale.

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