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Metodo induttivo e deduttivo: definizione e caratteristiche

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Conosci la differenza tra metodo induttivo e deduttivo?

Specialmente sei uno studente, o meglio ancora un ricercatore, faresti bene a conoscerla, perché potrebbe darti una grossa mano. Per scrivere un progetto di ricerca oppure una tesi sperimentale.

Ma si tratta di nozioni che possono facilitarti anche nel mondo delle professioni o nella vita in generale in diverse situazioni. Possono tornare utili per redigere una relazione tecnica illustrativa o semplicemente per risolvere un rompicapo.

Insomma: i campi di applicazioni sono tanti, dal metodo induttivo e deduttivo nello sport all’insegnamento, dall’economia politica alla geometria, e non si possono racchiudere tutti in un solo paragrafo. Per questo abbiamo deciso di dedicare un’intera guida a questo tema.

Curioso di saperne di più? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito al punto. Buona lettura.

Ragionamento induttivo e deduttivo: metodi a confronto

Come saprai o avrai capito, esistono due tipi di ragionamento. Metodo deduttivo e induttivo rappresentano approcci contrapposti ad un problema e alla sua risoluzione. Uno procede dall’universale al particolare e l’altro viceversa. Andiamo a scoprirli più nel dettaglio nei paragrafi che seguono.

Ragionamento deduttivo

Il metodo deduttivo, dunque, altro non è che quello che procede per deduzione.

Sul vocabolario Treccani, alla voce deduzione significato, si legge quanto segue.

«L’atto o il processo tramite il quale si perviene a una conclusione mediante ragionamento. In particolare:

  1. In filosofia e in matematica, il processo logico nel quale, date certe premesse e certe regole che ne garantiscono la correttezza, una conclusione consegue come logicamente necessaria: in questo senso sono forme di deduzione il sillogismo e la dimostrazione matematica; Generalmente usato in contrapposizione a induzione, il termine è anche definito (impropriamente, per taluno) come il ragionamento che giunge a proposizioni particolari partendo da proposizioni generali.
  2. In logica matematica, l’operazione (detta anche derivazione o dimostrazione) con la quale, in un sistema deduttivo, si ottiene una certa espressione da un dato assioma attraverso un numero finito di altre espressioni, tutte facenti parte dello stesso sistema.

La proposizione stessa dedotta, la verità o il giudizio che si deduce da una proposizione più generale o che si desume da un complesso di dati».

Non a caso, il termine significa letteralmente “condurre da”, dal latino “de” (da) e “ducere” (condurre) e in alcune circostanze viene chiamato anche metodo ipotetico deduttivo. Inoltre è conosciuto anche come aristotelico.

Ragionamento induttivo

Il metodo induttivo, invece, deriva dal latino in-ducere, cioè letteralmente “portar dentro”.

Facendo ancora riferimento alla definizione Treccani, ecco cosa troviamo alla voce induzione (o induttivo significato).

«Procedimento logico, opposto a quello della deduzione, per cui dall’osservazione di casi particolari si sale ad affermazioni universali (o, nella statistica, alla formulazione delle regolarità statistiche): ragionareargomentaredimostrare per induzione.

Nelle scienze sperimentali, induzione empirica o incompleta, l’enunciazione di una legge valida in generale soltanto sulla base di una successione finita di osservazioni, nel presupposto che siano validi certi caratteri di regolarità nel fenomeno studiato».

In sintesi, possiamo dunque affermare che si tratta un procedimento che partendo da singoli casi particolari cerca di stabilire una legge universale.

Altra cosa è l’induzione psicologica, ovvero l’atto di agire con la persuasione o in altro modo sulla volontà di una persona, spingendola a compiere determinati atti.

Per quanto riguarda invece il metodo induttivo in matematica esso non ha alcun valore dimostrativo, ma al più può suggerire direzioni di ricerca o congetture che comunque dovranno essere dimostrate per via deduttiva.

Il metodo induttivo-sperimentale di Galileo

Metodi e ragionamenti contrapposti dunque, ma non per forza esclusivi. Ne è la dimostrazione Galileo Galilei. Egli infatti, vissuto tra il 1564 e il 1642, continuò ad utilizzare il metodo deduttivo aristotelico accanto al nuovo metodo induttivo-sperimentale.

Come? Semplicemente distinguendo tra una prima fase, nella quale ricavare induttivamente la legge, e un secondo momento nel quale ricavare da essa, deduttivamente, tutte le possibili conseguenze.

Volendo essere ancora più specifici, secondo il metodo induttivo e deduttivo Galileo, per giungere ad una legge fisica bisogna passare per quattro passaggi:

  1. Osservazione del fenomeno
  2. Ipotesi interpretativa
  3. Deduzioni
  4. Esperimento

Da qui si evince l’utilizzo di un metodo induttivo nelle prime due fasi e deduttivo nelle restanti due.

Et voilà: quello proposto da Galilei è in realtà un procedimento induttivo-deduttivo allo stesso tempo e in maniera complementare.

Metodo induttivo: insegnamento

Andiamo adesso ad analizzare la differenza del metodo induttivo e deduttivo nell’insegnamento. Utili anche per l’apprendimento nelle scuole calcio o nello sport in generale.

Iniziamo con il percorso deduttivo, che è particolarmente indicato per l’insegnamento a neofiti o adulti con esperienza. Esso è molto comprensibile nella parte iniziale e favorisce l’apprendimento dei concetti nelle fasi successive nel lungo termine. Le fasi principali che lo contraddistinguono sono quattro:

  1. Esaminare un caso particolare o una situazione specifica;
  2. Coinvolgere i partecipanti nelle riflessioni;
  3. Illustrare i concetti più generali;
  4. Trarre le conseguenze.

Ma andiamo a conoscere, nel prossimo paragrafo, anche l’applicazione dell’altro metodo in questo delicato settore.

Il metodo deduttivo nella didattica

ragionamento deduttivoIl percorso deduttivo nell’insegnamento si basa su lezioni brevi e sulla formulazione di definizioni esposte attraverso un linguaggio tecnico. Essa potrebbe risultare inizialmente poco comprensibile e tendere a infondere noia e stanchezza in un pubblico adulto. Si tratta dunque di una formazione più adatta ad addetti ai lavori o a giovani con poca esperienza, ma buona elasticità mentale e quindi spiccata logica deduttiva.

Anche questo tipo di percorso didattico si sviluppa su quattro fasi fondamentali, che consistono nell’illustrare:

  1. La premessa e le ipotesi che stanno alla base del percorso;
  2. I principi generali su cui si basa la parte teorica;
  3. Gli argomenti teorici;
  4. Le conseguenze pratiche con esempi concreti.

Deduzione e induzione nell’economia politica

A questo punto è opportuno distinguere anche tra metodo induttivo e deduttivo in economia politica.

Come ormai sappiamo, con il metodo deduttivo si parte da un’ipotesi generale per giungere, attraverso deduzioni logiche, a formulare una legge. Questo vale anche nel campo della politica economica.

Se ad esempio vuoi scoprire le conseguenze sull’acquisto di un determinato prodotto al variare del reddito pro-capite, puoi:

  1. Ipotizzare che il consumo dei beni aumenti con l’aumento del reddito pro-capite;
  2. Essendo il prodotto un bene, dedurre che il suo acquisto aumenta all’aumentare del reddito pro-capite;
  3. Formulare una legge economica attraverso la serie di deduzioni logiche che ti hanno portano da un’affermazione generale ad una particolare.

Se invece utilizzassi il metodo induttivo partiresti dallo studio della realtà, analizzando un elevato numero di casi, verificando il comportamento di un campione di consumatori elaborandone una statistica e verificando un’effettiva relazione tra le due variabili.

In poche parole arriveresti ad una conclusione di carattere generale partendo dall’esame del particolare, non basandoti sulla logica mentale ma sullo studio dei fenomeni economici.

Ovviamente ogni situazione, in base anche alla propria complessità,va approcciata con un sistema piuttosto che con l’altro.

E con questo si conclude la guida Unicusano sul metodo induttivo e deduttivo, adesso sarai certamente in grado di applicare la prassi migliore per affrontare risolvere ogni tipo di problematica: dalle scienze all’insegnamento, dallo sport all’economia. Oppure puoi fare come Galileo Galilei e inventarti il tuo metodo ibrido su misura. L’importante è non tirarsi mai indietro e trovare sempre la soluzione migliore.

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